PARI OPPORTUNITÀ: “E’ ORA CHE ANCHE IN UMBRIA SI DISCUTA LA LEGGE SULLA DOPPIA PREFERENZA DI GENERE” - LA SOLLECITAZIONE DI ZAFFINI (FARE ITALIA) DOPO IL VOTO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

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14 Nov 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 14 novembre 2012 - “L’approvazione definitiva del disegno di legge sulle pari opportunità, che ha introdotto la doppia preferenza di genere nel regolamento elettorale dei Comuni, esortando anche le Regioni a promuovere la parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive, impone alla nostra Assemblea legislativa il dovere civico e politico di discutere la proposta di legge regionale, a mia firma, che intende introdurre in Umbria la possibilità per l’elettore di esprimere due preferenze per il Consiglio regionale, purché nei confronti di candidati di genere diverso”. Lo afferma, all’indomani del voto alla Camera, il consigliere Franco Zaffini (Fare Italia) autore nel 2011 di una proposta di legge elettorale regionale sottoscritta anche dalle consigliere Monacelli e Rosi (il lancio Acs relativo alla presentazione del provvedimento).

“Non si tratta di riserve indiane o di quote rosa – spiega Zaffini – ma di garantire, concretamente, oltre che astrattamente, il paritario accesso di uomini e donne alle cariche elettive, secondo il principio del 50 e 50, ottenuto attraverso un sistema elettorale che mette in condizioni di parità di partenza entrambi i generi premiando, come è giusto che sia, chi riceve maggiori preferenze, sia esso uomo o donna. La differenza non è di poco conto: mentre le quote rosa garantiscono d’imperio parità in ‘arrivo’, e per tal motivo sono giustamente avversate, la nostra proposta garantisce pari condizioni in partenza per competere alla pari”. Secondo l’esponente d’opposizione “l’elemento della differenza di genere non è un mero dato numerico o statistico, ma si esprime soprattutto in termini di differente progettualità politica, a garanzia di parità effettiva nelle dinamiche delle istituzioni democratiche”. “In Umbria – afferma – nonostante la guida della Regione da molti anni sia affidata ad una donna, il genere femminile è gravemente sottorappresentato, contando appena cinque donne su trentuno consiglieri eletti nel 2010, una quota che, non solo è ben al di sotto della parità, ma addirittura è bel lontana dal parametro di rappresentanza di 1/3, sul quale il disegno di legge appena approvato ha individuato la soglia minima per la validità delle liste elettorali comunali”.

“L’Umbria – conclude Zaffini – poteva rappresentare un modello per le altre Regioni, approvando per tempo la proposta di legge sulla doppia preferenza di genere che giace negli archivi del Consiglio da quasi due anni. Ha scelto invece, nella persona della Presidente, di perpetrare un modello di ‘femminismo a parole’ che oggi ci regala l’annuncio di una legge di iniziativa della Giunta. Abbiamo il concreto timore, quasi certezza, che si tratti dell’ennesimo testo costellato di affermazioni apodittiche, quanto inutili, o peggio ancora dell’introduzione delle ‘quote rosa’, relegate nei consigli di amministrazione delle partecipate e ben lontane dalla rappresentanza politica; di quelle riserve indiane che offendono l’intelligenza, la dignità e il coraggio delle tante donne quotidianamente impegnate ad affermarsi nella vita lavorativa e pubblica di questo Paese”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 14/11/2012