“Ospedale di Spoleto sia centrale nel nuovo Piano sanitario regionale”

Nota di Nilo Arcudi (Tp-Uc)

Data:

25 Set 2026 10:12

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(Acs) Perugia, 25 settembre 2026 - “Secondo quanto riportato dagli organi di stampa sul confronto per il nuovo Piano sanitario regionale, la presidente Proietti starebbe valutando studi tecnici per giustificare la cancellazione del ‘San Matteo’ di Spoleto come ospedale DEA e Punto Materno-Infantile, ponendo Spoleto e la Valnerina davanti a un’alternativa inaccettabile: il declassamento a struttura ambulatoriale e riabilitativa del ‘San Giovanni’ di Foligno oppure l’integrazione con il DEA di II livello di Terni come ospedale di supporto”. Lo dichiara il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc), evidenziando che “una scelta simile, eventualmente condivisa dal PD, tradirebbe gli impegni elettorali, indebolirebbe la rete ospedaliera umbra e penalizzerebbe il diritto alla sanità pubblica di Spoleto e del cratere sismico, senza garantire neppure il rilancio dell’ospedale di Foligno, che necessita invece di specialistiche di qualità”. 

“Spoleto - sottolinea l’esponente dell’opposizione - non può essere privata del Punto Nascita né ridotta a un presidio limitato al Pronto Soccorso e alle attività terapeutiche diurne o settimanali. Guardiamo con favore a una rete ospedaliera integrata tra Foligno e Spoleto, ma questa deve fondarsi su Strutture operative complesse e semplici dipartimentali, distribuite tra i due plessi e su équipe specialistiche in grado di garantire i servizi in entrambi gli ospedali. La Regione, nell’ambito delle proprie competenze, dovrebbe proporre al ‘San Matteo’ una solida base di emergenza-urgenza, chirurgia, medicina, traumatologia e cardiologia, collegate ad anestesia-rianimazione e a un Pronto Soccorso adeguato, mantenendo inoltre Punto Nascita e Pediatria. Si tratta di una richiesta sostenuta anche dalle oltre 10 mila firme raccolte e dalle rassicurazioni date dalla presidente Proietti in campagna elettorale”. 

“Su tutte le altre funzioni - prosegue Arcudi - è possibile un confronto nell’interesse dell’intera area centro-umbra, contribuendo anche ad alleggerire la pressione su Perugia e Terni. Il contestato modello del ‘Terzo Polo’, con l’urgenza concentrata da una parte e le sole riabilitazioni dall’altra, non è accettato dalla popolazione ed è già in parte superato. Occorre prevedere fin d’ora due plessi, entrambi dotati di reparti e servizi complementari da DEA di Primo livello, destinati a diventare riferimento per le diverse specialistiche in base alle rispettive dotazioni e vocazioni. Foligno e Spoleto non possono essere poste in alternativa. Il consolidamento di entrambe è l’unica strada per costruire un polo ospedaliero condiviso e qualificato, capace di valorizzare il ruolo dell’Umbria centrale”. RED/mp


 

Ultimo aggiornamento: 25/09/2026