“Operazione verità”
Conferenza stampa dei gruppi consiliari di opposizione “contro bugie, arroganza, incompetenza e approssimazione al governo della Regione Umbria”
11 Mag 2026 15:32
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(Acs) Perugia, 11 maggio 2026 – Conferenza stampa a Palazzo Cesaroni dei gruppi di opposizione in Assemblea legislativa. Il titolo: “Operazione verità, contro bugie, arroganza, incompetenza e approssimazione al governo della Regione Umbria”. La portavoce Donatella Tesei (Lega), unitamente ai consiglieri Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (FdI), Laura Pernazza e Andrea Romizi (FI), Enrico Measecche (Lega), assente Nilo Arcudi (Tp-Uc) per impegni familiari hanno puntato il dito sulla presidente Proietti, sulla Giunta e sulla maggioranza in generale rispetto, soprattutto, al tema della sanità, della nuova legge sulla cultura, ma anche sulle infrastrutture ed in generale sulla gestione politica ed amministrativa.
“Abbiamo dovuto nuovamente chiamare questa conferenza stampa ‘operazione verità’ – ha detto la portavoce dei gruppi di opposizione, Donatella Tesei aprendo l’incontro con i giornalisti -. In merito alla sanità, ad una nostra interrogazione, la presidente Proietti ha dato i numeri corretti del disavanzo delle Aziende sanitarie regionali, le due Asl territoriali e delle due Aziende ospedaliere, che sommano un disavanzo di 234 milioni di euro. Ma il risultato poi sbandierato e da tutti ripreso per dire che il sistema era stato, in un anno efficientato e che questo era frutto di un metodo, in realtà non è un risultato, ma il frutto di una immissione di risorse straordinarie che vengono tutte analiticamente riportate nella delibera di Giunta (n. 378 del 22 aprile 2026) dove si parla chiaramente di immissione di 103 milioni 670mila euro da destinarsi alla garanzia dell’equilibrio di bilancio 2025; a questa cifra si sommano una serie di partite straordinarie quali la premialità, il payback farmaceutico, il payback dispositivi medici incassato, i 14 milioni del fondo finanziario per Arpa, per arrivare così all’equilibrio di bilancio. Quindi si chiude l’anno 2025 con il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio fatto da importanti poste straordinarie. Ricordo che non è stato possibile raggiungere l’equilibrio di bilancio per il 2024 perché il consuntivo non lo abbiamo potuto fare noi, nella precedente legislatura, perché si fa nel primo semestre dell’anno successivo. Non è stato possibile perché una parte importante di risorse erano state accantonate per poter essere utilizzate per arrivare all’equilibrio di bilancio, e questo è stato certificato dalla stessa Corte dei conti in occasione del giudizio di parifica. Oggi invece, seppure con qualche peggioramento la stessa situazione viene descritta come un grande risultato e grande merito. Nel 2025 serviva per giustificare una manovra finanziaria di tasse a carico di famiglie ed imprese che abbiamo sempre quantificato in 184 milioni di euro in tre anni, ma in realtà dobbiamo aggiustare i numeri perché la manovra è prevista fino al 2028 e quindi sarà di 250 milioni di euro. Questo in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo anche a causa della situazione geopolitica, guerre e caro energia. Si tratta di un impatto, in una regione fragile come la nostra, molto forte. Noi per cinque anni non abbiamo mai aumentato nemmeno di un centesimo e siamo riusciti a fare tutto quanto era necessario. Continueremo quindi a richiedere il ritiro della manovra. Altro fenomeno legato alla sanità che ci preoccupa fortemente è quello della mobilità, il 2024 si è chiuso con un saldo negativo tra quella passiva e quella attiva di circa 35 milioni di euro, ma oggi arriva addirittura a meno 55 milioni. Siamo particolarmente preoccupati dal fatto che è in diminuzione la mobilità attiva, cioè la nostra regione risulta meno attrattiva rispetto al passato. Ma parliamo di metodo: non è possibile che in Consiglio regionale, dove c’è un chiaro ordine del giorno e che prevede una mozione rispetto ad una paventata unificazione delle due Asl territoriali in una Asl unica per la quale questione chiediamo notizie certe alla Giunta, vediamo svuotarsi i banchi della Giunta e della maggioranza per far mancare il numero legale e quindi arrivare all’interruzione della seduta. Altra cosa gravissima, ad una richiesta da parte nostra di una informativa urgente sul nuovo ospedale di Terni, visto l’incontro avuto dalla presidente Proietti con il sindaco Bandecchi, la presidente Proietti ci ha detto di leggere quanto riportato dai giornali. Tutto questo è molto grave. Denunciamo questo sistema di metodo. Noi vogliamo svolgere il ruolo assegnatoci dai cittadini con serietà e correttezza”.
Andrea Romizi (FI): “Rimaniamo sconcertati dalla smania di prodigarsi in proclami ai quali non corrisponde, nella realtà, una analoga fattispecie. Stigmatizziamo il comportamento di mancata trasparenza da parte della maggioranza ed anche la mancata volontà di lavorare affinché su alcuni temi possa esserci un confronto. Rispetto alla legge sulla cultura c’è molto da osservare in merito alla partecipazione delle parti interessate. In Commissione si è voluto dare una forte accelerata imponendo al Presidente tempi estremamente veloci. Non abbiamo avuto, sempre in Commissione, la possibilità di conoscere le risultanze della partecipazione portata avanti in vari luoghi del territorio e neanche il modello organizzativo seguito, quali contributi sono stati acquisiti, quali quelli accolti e quelli scartati. In Commissione sono state presentate proposte, non ascoltate, da soggetti autorevoli quali, tra gli altri, il Presidente dell’Aurs (Associazione umbra rievocazioni storiche) che ricomprende un numero altissimo di associazioni, e che si è espresso con netto dissenso rispetto ai contenuti della legge. Tra le preoccupazioni emerse anche quella che la legge vada in contrasto con l’attività dei musei privati, ecclesiastici e non solo. È risultato poi incomprensibile il voto contrario in Aula su un nostro emendamento che prevedeva l’inserimento nella legge della clausola valutativa, presente ormai in ogni legge regionale”.
Paola Agabiti (FdI): “Rispetto alla legge sulla cultura è priva di visione e non in grado di rispondere alle reali esigenze del mondo della cultura. La mancata partecipazione del mondo culturale e quindi degli operatori e soggetti direttamente interessati fa di questa legge una bandiera utile soltanto all’assessore Bori. Sul lato risorse viene sbandierato che sarebbero stati trovati 31 milioni di euro per finanziare la legge, ma non è così: 10 milioni per gli attrattori culturali sono stati già individuati ed impegnati (fondi Fsc) dalla Giunta Tesei nel marzo 2024; i 5 milioni 400mila euro del Fesr corrispondono alla programmazione comunitaria 2021/2027. Così come il bando per le imprese culturali e ricreative era già stato previsto nella programmazione europea 2021/2027 con dotazione iniziale di 10 milioni di euro e dal 2021/2022 abbiamo sempre predisposto bandi che riguardavano il welfare culturale e lo spettacolo dal vivo. Quel fondo ha un residuo di 3 milioni 300mila euro. Quindi i famosi 31 milioni sono fondi già programmati. Non c’è nulla di nuovo. Rispetto all’aumento delle tasse, gli umbri fino al 2024, di Irpef pagavano 28 milioni di euro, dal 2025 ne pagheranno 82, ovvero 56 milioni di euro di Irpef in più fino al 2028. Tutto ciò che sta portando avanti la Giunta Proietti lo fa con risorse già programmate da noi, con l’aggravante dell’aumento delle tasse per i cittadini umbri”.
Eleonora Pace (FdI): “Rispetto alla legge sulle manifestazioni storiche, di cui sono stata promotrice insieme all’allora consigliere Marco Squarta, mi piace ricordare che l’assessore Bori, nella scorsa legislatura, la votò e la stessa legge passò quasi all’unanimità. Si trattava di una normativa che non solo ci aveva resi famosi a livello nazionale, ma anche perché serviva per allineare la nostra regione alla nuova normativa nazionale, di cui sono stati promotori gli onorevoli Caparvi e Mollicone. Non si capisce perché Bori abbia annullato la nostra legge regionale con un colpo di spugna. Tutte le Regioni stanno lavorando per predisporre una legge regionale sulle manifestazioni storiche. Su richiesta di Aurs abbiamo presentato un emendamento, respinto, che chiedeva di estrapolare la parte che riguardava le rievocazioni storiche dalla nuova legge quadro di Bori”.
Matteo Giambartolomei (FdI): “Basta con le bugie che questa maggioranza continua a raccontare agli umbri, una narrazione completamente distorta della realtà soprattutto nel settore della sanità. Di questo gli umbri si rendono conto quando si recano al Cup per prenotare esami e visite. Il miglioramento sulle liste di attesa è preso su una comparazione fatta nei primi tre mesi del 2025, periodo in cui le liste di attesa erano quasi raddoppiate rispetto al passaggio di testimone tra il governo Tesei e quello dell’attuale presidente Proietti. Oggi molti cittadini non vengono presi in carico sulle liste di attesa, ma vengono ammessi in un percorso di tutela non venendo così conteggiati nelle liste di attesa. Così come la riemissione delle ricette rosse da parte dei medici di base che determina un azzeramento per cui un cittadino risulta essere in attesa di un esame o di una visita. Così come provare a ridurre i tempi di visita da parte dei medici. Anche per quanto riguarda le assunzioni in sanità è un’altra delle promesse disattese. Abbiamo iniziato a fare un giro degli ospedali e le lamentele che sentiamo riguardano un’assoluta carenza del personale infermieristico. Soprattutto sulla sanità sarebbe corretto raccontare meno bugie agli umbri”.
Laura Pernazza (FI): “Chiediamo un’operazione verità e trasparenza. Siamo di fronte a un Giunta che si sta chiudendo in se stessa, autoreferenziale. Abbiamo chiesto nell’ultimo Consiglio un’informativa urgente per conoscere l’esito dell’incontro tra la presidente Proietti ed il sindaco di Terni, Bandecchi sul nuovo ospedale e la Presidente ci ha invitato a leggere i giornali rifiutandosi di rispondere in Aula. Abbiamo chiesto la clausola valutativa sul testo unico della cultura, che avrebbe consentito di valutare l’effetto della legge, ma anche questo ci è stato negato dimostrando così anche poco rispetto per il Comitato di controllo e valutazione. Hanno poi abbandonato l’Aula quando dovevano rispondere ad una mozione in merito all’accorpamento delle due Asl regionali. La maggioranza non solo evita il confronto con noi, ma crediamo lo faccia con tutti i cittadini dell’Umbria. Comunque, rispetto a queste tematiche abbiamo fatto accesso agli atti. Abbiamo chiesto, in maniera analitica, tutti i tempi di attesa per ogni prestazione sanitaria e prossimamente presenterò una mozione su questo tema per mettere in evidenza il peggioramento generale a cui stiamo assistendo. Rispetto alle liste di attesa ed i dati comunicati dal ministro Schillaci, il dato era migliorativo rispetto al 2025, quando cioè le liste di attesa erano nel frattempo raddoppiate. La precedente Giunta le ha lasciate, nel 2024 a 44mila e a giugno 2025 erano passate a 88mila”.
Enrico Melasecche (Lega): “La situazione infrastrutturale è drammatica: sul nodo di Perugia l’assessore De Rebotti dice sì, purché si realizzi per intero. Non si accontenta di 550 milioni per il primo stralcio, servono subito 3 miliardi per il completamento o niente. È pura follia. Qualsiasi amministratore pubblico sa che le opere si fanno per stralci. Ma questo è il modo per farsi dire di no dal Governo per poterlo accusare. Rispetto alla Medioetruria avevamo ottenuto 10 milioni di euro per procedere con la progettazione, oggi i lavori sarebbero già iniziati. Ricordo che Creti, che fu individuata da RFI, in accordo con Italo e con Trenitalia, avrebbe consentito 12 coppie di frecciarossa a mezz’ora da Perugia. Ma la Giunta regionale ha detto che poiché la direttissima passa in Toscana è la Regione Toscana a dover decidere. Ormai si è delegato alla Toscana la tutela dei nostri interessi. Si parla sempre più di valorizzare il treno, ma perché la stazione-aeroporto di Collestrada, già finanziata con 7 milioni di euro, già con il progetto presentato, non parte? Il Comune di Perugia non ha predisposto la variante per consentire la realizzazione della stazione che consentirebbe l’attraversamento di Perugia (Collestrada-Ellera) con treno ogni mezz’ora. Non è più possibile un negazionismo di fondo. In questa maggioranza chi decide sono gli azionisti di minoranza che ricattano un Pd in difficoltà e che non sa quali decisioni prendere”. AS
