(Acs) Perugia, 15 dicembre 2016 - "'Sono un grande ottimizzatore... Tu pensa, siccome io... nelle ultime elezioni finanziai il sindaco con tremila euro, lui me porta 15milioni de lavoro. Cioè, nessuno è riuscito a far rendere tremila euro come me': a parlare così sarebbe il capo di una grande impresa, intercettato al telefono dagli inquirenti nell'ambito dell'"Operazione Spada". Così il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati che scrive di far riferimento a quanto riportato da un quotidiano locale.
“Il sindaco – aggiunge Liberati -, presumibilmente quello di Terni, sembrerebbe dunque chiamato in causa: questi avrebbe dovuto da tempo prendere atto di una situazione disastrosa dal punto di vista morale e politico, restituendo serenità alla comunità, come in qualsiasi Paese avanzato, nell'auspicio di poter dimostrare la propria estraneità anche a certi fatti. Come che sia si tratta di aspetti tristi e grotteschi, registrati in un quadro di diffusa e già accertata mala gestione che avrebbe bisogno di tutto, fuorché dell'accanimento terapeutico. A questo punto – sottolinea - cosa dovrebbe dunque dire ora il M5S, se non 'tutti a casa'? Se non 'quante volte è già successo'? Se non 'liberate subito le istituzioni'? Se non 'basta dissanguare le casse pubbliche'? Se non 'ridateci adeguati servizi'? Se non 'stop deciso a politica & affari'?”.
“Ai coraggiosi colleghi del Movimento di Terni – conclude Liberati -, l'invito a ignorare gli attacchi e a non mollare mai, e a proseguire invero con la stessa determinazione, orientati soltanto dall'autentico spirito di servizio che connota il nostro agire”. RED/tb