(Acs) Perugia, 17 novembre 2014 - “La violenta aggressione omofoba avvenuta pochi giorni fa in una scuola superiore della nostra regione rappresenta un fatto gravissimo, che conferma la presenza, nel sistema scolastico italiano, di condizioni di inaccettabile intimidazione e marginalizzazione”. Lo dichiara Damiano Stufara, capogruppo di Rifondazione comunista all'Assemblea legislativa dell'Umbria.
Per Stufara “non siamo di fronte ad un evento episodico; il brutale comportamento del docente ai danni di un proprio studente dimostra il preoccupante grado di diffusione di modelli culturali ispirati al più retrivo sessismo, penetrati con una capillarità tale da far venir meno ogni ritegno o remora di sorta. In questi anni siamo progressivamente passati dal culto dell'uomo forte, contraltare ideale del deperimento culturale e dell'atomizzazione sociale egemoni nella cosiddetta società dei consumi, all'esercizio ordinario della forza nelle relazioni umane, volto a creare e colpire di volta in volta nuovi nemici pubblici. Che l'esercizio della forza avvenga da parte di un docente rappresenta in questo senso un salto di qualità rispetto agli innumerevoli episodi che da tempo, per limitarsi alle giovani generazioni, avvengono tra coetanei dentro e fuori gli istituti scolastici; un salto di qualità che non può assolutamente restare impunito, proprio perché vede la figura preposta alla prevenzione ed al contrasto di simili fenomeni trasformarsi in un veicolo della loro proliferazione”.
Per questo, secondo il consigliere regionale, “è necessario che le autorità scolastiche provvedano senza indugi alla sospensione del docente macchiatosi di un comportamento incompatibile con il suo ruolo e la sua funzione sociale. Chiediamo altresì alla presidente Catiuscia Marini di acquisire tutti gli elementi utili per fare chiarezza sui fatti e di riferire in merito già nella seduta di domani del Consiglio regionale. Allo stesso tempo – conclude Stufara - si impone ormai una riflessione generale sulle condizioni del sistema scolastico italiano, sulla sua democraticità e laicità, che ponga ognuno di fronte alle proprie responsabilità, a partire da un Governo nazionale a parole interessato al problema ma nei fatti intento solo a tagliare risorse e promuovere un assetto discriminatorio dell'istruzione pubblica”. RED/mp