“Oltre il silenzio: il diritto di accesso tra trasparenza amministrativa e responsabilità penale”
Si è svolto a Palazzo Cesaroni il convegno organizzato dal Difensore civico della Regione Umbria, Fabrizio Schettini, al quale hanno preso parte altri Difensori civici di Regioni italiane e Province autonome, oltre alle varie autorità. In apertura dei lavori il saluto della presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi
11 Set 2026 17:46
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(Acs) Perugia, 11 settembre 2026 – Si è tenuto a Palazzo Cesaroni il convegno sulla difesa civica intitolato “Oltre il silenzio: il diritto di accesso tra trasparenza amministrativa e responsabilità penale”, organizzato dal Difensore civico della Regione Umbria, Fabrizio Schettini, per l’occasione affiancato da altri Difensori civici delle Regioni e delle Province autonome.
La presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha portato i saluti istituzionali dell’Assemblea legislativa (presente anche la vicepresidente Bianca Maria Tagliaferri), cui hanno fatto seguito quelli del Procuratore generale presso la Corte di Appello di Perugia, Sergio Sottani, del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, del Presidente ANCI Umbria Federico Gori, del presidente dell’Ordine degli avvocati di Perugia, Carlo Orlando.
“Quello del difensore civico – ha detto Sarah Bistocchi – è un ruolo fondamentale perché si tratta di un organo di garanzia indipendente di nomina politica, ma che va a tutelare diritti e interessi dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione quando si verificano ritardi, irregolarità o abusi. Il difensore civico è dunque un punto di riferimento per il cittadino che può ricomporre o avvicinare una distanza oppure favorire una risposta da parte dell’ente. L’esercizio del potere pubblico comporta responsabilità, anche penali, e il dovere della trasparenza, che rafforza l’istituzione”.
Al difensore civico ci si può rivolgere quando si incontrano difficoltà ad avere risposte dalla pubblica amministrazione, ad esempio sul problema delle liste di attesa, oppure si ritiene di avere subito un torto o di essere nel giusto davanti a una non risposta di un ente, specialmente di quelli più piccoli che possono avere difficoltà di personale o di competenze nel venire incontro alle richieste dei cittadini.
“L’intervento del difensore civico – ha detto Fabrizio Schettini - che va a dialogare direttamente con l’ente, può essere risolutivo e soprattutto evitare al cittadino altre vie difficili da percorrere, come il ricorso al Tribunale, che comporta spese che non tutti possono sostenere, mentre l’operato del difensore civico è messo gratuitamente a disposizione dalla Regione. È necessario dare gli strumenti idonei, non solo ai tecnici del diritto come gli avvocati o i funzionari pubblici, ma anche ai cittadini, per sapere quali sono i loro diritti in materia di accesso, dove c’è molta confusione tra accesso civico, accesso documentale e quant’altro. Ci sono anche conseguenze penali per una mancata risposta in materia di accesso da parte della PA. Non tutti sanno che la Cassazione ha esteso l’omissione di atti d’ufficio anche in tema di accesso”.
Il convegno si è poi addentrato in focus tematici: Antonio Bartolini, professore ordinario di Diritto Amministrativo all’Università di Perugia, ha parlato delle tre anime dell’accesso, in riferimento a quanto prevede la legge 241/1990; Giuseppe De Lio, avvocato del Foro di Perugia, si è soffermato sull’articolo 328 del Codice penale (“Art. 328: quando il silenzio diventa reato”); il segretario generale dell’Assemblea legislativa, Dante De Paolis, ha curato il focus amministrativo su "Il ruolo del dirigente pubblico nell'era dell'Amministrazione Aperta (Open Government)” mentre sul "Ruolo della Difesa Civica oggi in materia di accesso" il relatore è stato Umberto Di Primio, Difensore civico della Regione Abruzzo.
Da segnalare anche l’iniziativa della “poltrona vuota”: in ogni occasione pubblica il difensore civico umbro ha deciso di lasciare in prima fila una poltrona vuota con su scritto “posto occupato”, aderendo così a una campagna nazionale che intende promuovere il rispetto della dignità della persona, segnatamente delle vittime di femminicidio. Quel posto vuoto sta a rappresentare una persona che avrebbe potuto o voluto esserci. PG
