(Acs) Perugia, 29 novembre 2010 - “E' morto un poeta. E di poeti ne nascono pochi...”. Così Paolo Brutti (Idv) vuole ricordare, con una frase che Moravia disse sul feretro di Pasolini, Paolo Vinti.
“Nella nostra piccola roccaforte perugina - scrive Brutti - Paolo è riuscito a sublimare la politica in poesia, contagiando con i suoi lampi di intelligenza, a volte imperscrutabile, la parte più vitale della gioventù cittadina. Una mente che si stagliò immediatamente, fin da giovanissimo, e che negli anni è diventata indomabile, a briglie sciolte, come testimoniavano le due cravatte slacciate al collo. Il suo ultimo viaggio – conclude Brutti - dev'essere stato breve: era già molto, molto in alto”. RED/as