(Acs) Perugia, 5 novembre 2012 – I sindaci revisori nelle società partecipate o controllate dalla Regione Umbria verranno individuati attraverso l'elaborazione di un elenco di professionisti redatto in funzione delle dimensioni dell'organo da controllare. È quanto previsto dalla proposta di legge di iniziativa del Comitato per il monitoraggio e controllo sull'amministrazione regionale, approvata all'unanimità dallo stesso Comitato, che modifica in parte la legge regionale “11/'95” e inserisce nuove normative nella disciplina delle nomine di competenza regionale e della proroga degli organi amministrativi.
L'atto verrà ora trasmesso al Presidente del Consiglio regionale, Eros Brega che lo assegnerà, per competenza, alla Prima Commissione consiliare. Il Comitato, tuttavia, sempre all'unanimità, ha chiesto che lo stesso atto possa prevedere una assegnazione ed una discussione congiunta, un iter legislativo al quale lo stesso Comitato possa partecipare in maniera attiva e con potere decisionale.
L'iniziativa legislativa mira sostanzialmente ad assicurare l'indipendenza e l'autonomia di controllo dei componenti gli organi di revisione legale e i collegi sindacali che dovranno riferire non più solo alla Giunta, ma in modo prioritario al Consiglio regionale, sull'attività delle aziende pubbliche-private partecipate dalla Regione sia in qualità di socio di maggioranza che di minoranza.
Tra le novità maggiori e sostanziali la relazione che i nuovi sindaci revisori dovranno consegnare ogni tre mesi al Consiglio regionale. Questo organismo dovrà a sua volta realizzare un'apposita struttura a supporto del Servizio legislativo, necessaria per recepire il flusso di informazioni derivanti dall'attività dei sindaci e per trasferirle poi alle tre Commissioni consiliari permanenti per i dovuti approfondimenti.
Il presidente del Comitato, Franco Zaffini, a margine della riunione ha definito “sostanziali” le modifiche introdotte nell'attività di controllo perché “prevedono il concetto dell'elenco che rende oggettivi i requisiti necessari per accedere all'incarico. Vengono particolarmente ristretti i paletti dell'attività che dovranno svolgere i professionisti a seguito della nomina, soprattutto in merito alle informazioni costanti che dovranno fornire al Consiglio regionale circa gli esiti della loro attività. Ora – ha detto - si apre il dibattito che approderà in Aula circa la proposta, già in campo per opera di altri consiglieri regionali, sul sorteggio. Formula del resto già adottata dal legislatore nazionale per gli enti locali e per il collegio sindacale della Regione. Rimane un fatto di grande rilevanza l'aver chiuso la prima parte di attività del Comitato, prima del suo rinnovo, con questa importantissima produzione normativa. Il Consiglio regionale deve riprendersi completamente le funzioni di controllo: quello politico svolto dai consiglieri regionali, quello tecnico da professionisti in grado di dare risposte certe in linea con i requisiti professionali richiesti”.
Anche per il vice presidente del Comitato, Andrea Smacchi “l'atto approvato riveste grandissima importanza. È fondamentale che i sindaci revisori siano qualitativamente all'altezza. Per questo vengono previste delle griglie di merito che riguardano particolarmente il fatturato degli enti. Da qui verranno scelti i soggetti che daranno le più alte garanzie per il controllo e l'indirizzo relativo agli organi. Riteniamo fondamentale tuttavia un passaggio congiunto con la Prima Commissione per affrontare insieme la questione”. RED/as