(Acs) Perugia, 28 ottobre 2026 - “La manovra fiscale della Giunta Proietti ha inferto un colpo durissimo all'economia umbra, penalizzando soprattutto il ceto medio, le famiglie e i lavoratori e le imprese. Una scelta che abbiamo contestato fin dall'inizio e che rischia di impoverire ulteriormente un territorio già caratterizzato da stipendi tra i più bassi d'Italia. La CISL Umbria richiama la necessità di rivedere le addizionali Irpef regionali, confermando quanto sia urgente intervenire per tutelare il potere d'acquisto dei cittadini”: lo dichiara Nilo Arcudi, consigliere regionale e capogruppo di Tesei Presidente – Umbria Civica, intervenendo sul dibattito relativo alla manovra fiscale regionale.
“La richiesta avanzata dal segretario regionale della CISL, Angelo Manzotti, di prevedere una diversa applicazione delle aliquote o detrazioni per i redditi compresi tra i 28mila e i 50mila euro, va nella direzione di una maggiore tutela del ceto medio. Una posizione che si inserisce in un quadro di preoccupazioni espresse anche da altre organizzazioni sindacali, da Confindustria e dalle associazioni di categoria, rispetto alle conseguenze della pressione fiscale sull'economia regionale. Parliamo di lavoratori, famiglie e imprese che rappresentano il motore della nostra economia e che non possono continuare a sostenere un carico fiscale sempre più pesante. A rendere il quadro ancora più preoccupante è il fatto che gli aumenti fiscali non si fermerebbero al 2027, come inizialmente prospettato, ma rischierebbero di continuare a gravare sui cittadini anche negli anni successivi. Una prospettiva sulla quale la Giunta deve fare immediatamente chiarezza, perché non è accettabile che misure presentate come temporanee possano trasformarsi in un peso duraturo per le famiglie umbre”.
“C'è poi - prosegue Arcudi - un elemento che rende necessaria una riflessione ancora più approfondita: le entrate regionali risulterebbero significativamente superiori rispetto alle previsioni iniziali. Se questi dati saranno confermati, sarà doveroso chiedersi se esistano ancora le condizioni che avevano portato all'introduzione di una manovra fiscale tanto pesante. La Regione deve rendere pubblici i numeri aggiornati e valutare seriamente il ritiro degli aumenti, a partire da quelli che colpiscono maggiormente il ceto medio. Non possiamo pensare di rilanciare l'economia umbra continuando a ridurre la capacità di spesa delle famiglie. Meno risorse a disposizione significano meno consumi, maggiori difficoltà per le attività commerciali e minori opportunità di crescita per l'intero tessuto produttivo. In una regione che deve affrontare sfide importanti sul fronte dell'occupazione, degli investimenti e dello spopolamento delle aree interne, servono politiche capaci di sostenere i redditi, non di comprimerli ulteriormente. Le preoccupazioni che arrivano dal mondo sindacale, da Confindustria e dalle associazioni di categoria non possono essere ignorate”.
“La Giunta Proietti - conclude - apra un confronto serio con tutte le rappresentanze economiche e sociali e abbia il coraggio di rivedere le proprie scelte. Chiediamo una verifica puntuale delle maggiori entrate, una revisione delle aliquote e una valutazione concreta del ritiro della manovra fiscale. L'Umbria ha bisogno di tornare a crescere, non di essere soffocata dalle tasse. È arrivato il momento di restituire ossigeno alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese della nostra regione”. RED/
