MANOVRA FINANZIARIA: “UNA MANOVRA INIQUA, CHE AGGRAVA I PROBLEMI DEL PAESE; L'UMBRIA SI FACCIA SENTIRE” - STUFARA (PRC-FDS) CHIEDE ALLA PRESIDENTE UNA RIUNIONE DI MAGGIORANZA

Il capogruppo di Rifondazione Comunista per la Federazione della Sinistra, Damiano Stufara ha chiesto alla presidente Catiuscia Marini la convocazione di una riunione di maggioranza per “una approfondita riflessione” sugli effetti della recente manovra finanziaria del Governo. Per Stufara, il Governo Monti, attraverso i provvedimenti che intende intraprendere “mostra in modo inequivocabile il suo volto classista, demolendo ogni residua illusione sulla presunta equità delle politiche che verranno portate avanti”. L'auspicio di Stufara è che “le Regioni e gli enti locali non si facciano trarre in inganno dai contentini previsti dalla manovra. Occorre – ribadisce - che le istituzioni locali si oppongano a provvedimenti vessatori, rivendicando il proprio ruolo nel garantire non solo l'universalità e l'effettività dei diritti politici, sociali e civili, ma la possibilità stessa di agire con la necessaria autonomia ed autorevolezza”.

Data:

06 Dic 2011 00:00

Tempo di lettura:

2 minuti, 57 secondi

 

(Acs) Perugia, 6 dicembre 2011 - “La manovra finanziaria che domenica sera il Governo Monti ha varato mostra in modo inequivocabile il volto classista dell'attuale Esecutivo, demolendo ogni residua illusione sulla presunta equità delle politiche che verranno portate avanti”. Così il capogruppo regionale di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Damiano Stufara per il quale “la gravità delle misure previste impone una seria ed approfondita riflessione dentro la maggioranza al governo della Regione Umbria, di cui abbiamo chiesto alla presidente Marini la rapida convocazione”.

“Ancora una volta – osserva il capogruppo del Prc-Fds - siamo di fronte a provvedimenti dove il costo del risanamento viene fatto ricadere sulle spalle dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, mentre poco o nulla si intende attuare contro i grandi patrimoni, l'evasione fiscale, le rendite finanziarie e i privilegi di alcune categorie di italiani. Il governo Monti – continua - scegliendo di estendere a tutti il contributivo (in barba a quanto già previsto dal governo Dini nel 1995), di innalzare l'età minima pensionabile (due anni in più per le donne dal 2012), di tassare (di nuovo e indiscriminatamente) la prima casa, di procedere a ulteriori liberalizzazioni per i servizi locali (tradendo il risultato dei referendum dello scorso giugno), getta le premesse per un nuovo equilibrio fra i poteri forti del Paese in funzione delle grandi istituzioni finanziarie europee; si tenta di mettere i giovani contro i vecchi, gli uomini contro le donne, i precari contro i lavoratori 'stabilizzati' e così via, in un tutti contro tutti da cui escono vincenti solo grandi proprietari, evasori e speculatori”.

L'auspicio di Stufara è che “le Regioni e gli enti locali non si facciano trarre in inganno dai contentini previsti dalla manovra; non è accettabile – spiega - che, in cambio del rifinanziamento del trasporto pubblico locale e dello sblocco dei fondi europei, si agisca indiscriminatamente nei confronti della popolazione umbra, aumentando le accise sui carburanti e innalzando per tutti allo stesso modo le addizionali Irpef. La stessa 'abolizione' delle Provincie (se così si può chiamare), salutata da alcuni come la panacea di tutti i mali, si configura in realtà come un'abolizione della democrazia elettiva, visto che questa istituzione in sostanza verrà declassata ad un ente di secondo livello, peraltro senza nemmeno porsi il problema della costituzionalità di tale provvedimento. Sarebbe disastroso – va avanti il capogruppo - se il centro-sinistra, in Umbria, rinunciasse a sconfiggere le destre e le loro politiche economiche e sociali; per quanto ci riguarda non accetteremo che in Umbria, in nome della propaganda sulla salvezza nazionale, ci si allinei ai diktat di Monti e della Merkel”.

Per Stufara “occorre che le istituzioni locali si oppongano con tutte le loro forze a provvedimenti vessatori, rivendicando il proprio ruolo nel garantire non solo l'universalità e l'effettività dei diritti politici, sociali e civili, ma la possibilità stessa di agire con la necessaria autonomia ed autorevolezza. Per queste ragioni – spiega - il Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista, coerentemente con il proprio impegno a costruire nel Paese l'opposizione sociale alle politiche neoliberiste, ha richiesto alla presidente della Regione la convocazione di una riunione della maggioranza su questi temi, nell'interesse non solo della cittadinanza regionale, ma di quella dell'intero Paese”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 06/12/2011