MACROREGIONE: “PRESIDENTE MARINI SVENDE L'UMBRIA ALLA TOSCANA E INTANTO SI DIMENTICA DEL TERRITORIO” - PER FIORINI E MANCINI (LEGA NORD) “LA POLIZIA PROVINCIALE È UN PATRIMONIO DA SALVAGUARDARE”
08 Giu 2016 17:00
1 minuto, 27 secondi
(Acs) Perugia, 8 giugno 2016 - “Mentre la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, è a Bruxelles per svendere l'Umbria alla Toscana, il nostro territorio reclama attenzione. La morte annunciata della Polizia provinciale è solo l'ennesimo fallimento in capo alla giunta Marini e si aggiunge alla lunga lista della sanità, dei trasporti e delle infrastrutture”. Così i consiglieri regionali Lega Nord, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini, commentano l'audizione in Prima commissione (http://goo.gl/CQgUF4) dei comandanti della Polizia provinciale di Perugia, Michele Fiscella, e di Terni, Mario Borghi.
“In ottica di macroregione - spiegano i due consiglieri regionali - la prossima settimana a Perugia ci sarà un pranzo di lavoro tra i presidenti delle tre Assemblee regionali. Nel frattempo però a Perugia e a Terni abbiamo una Polizia provinciale sensibilmente ridimensionata nell'organico e nel servizio e a rimetterci sono sempre i cittadini. Il mancato interesse di questa Giunta alla questione è riscontrabile anche nel fatto che l'argomento non è stato affrontato in Aula. Abbiamo sempre sostenuto che la riforma con la quale Matteo Renzi prometteva di chiudere le Provincie era una bufala, si passa con troppa facilità sopra alle persone: oggi, purtroppo, in Commissione c'è stata esposta una cruda realtà e auspichiamo non sia tardi per intervenire”.
Fiorini e Mancini rimarcano che “quello della Polizia provinciale è un patrimonio da salvaguardare: si tratta di personale altamente qualificato da impiegare in ruoli importanti in termini di sicurezza e controllo, a partire dall'ambiente. Allo stesso modo lasciare senza vigilanza il settore venatorio è una follia che poteva venire in mente solo all'assessore Fernanda Cecchini, perché sono ben 28 mila le licenze di caccia rilasciate. Tanti problemi che si potevano tradurre in un risparmio reale, invece con la riforma Delrio una minore spesa in Provincia diventa una maggiore in Regione. Continueremo a batterci – concludono - per una Regione forte che non perda la propria identità, che sia a fianco dei cittadini e non succube degli interessi di Renzi e del Pd”. RED/mp
