LUPO APPENNINICO: “PREVISIONE DI RISARCIMENTI PER DANNI ECONOMICI PROCURATI AGLI ALLEVATORI UMBRI” - INTERROGAZIONE DI LIGNANI MARCHESANI (PDL) ALLA GIUNTA REGIONALE

Il consigliere del Popolo della Libertà, Andrea Lignani Marchesani ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale con la quale chiede di conoscere “gli intendimenti circa la previsione di risarcimenti economici per la perdita dei capi di bestiame subita dagli allevatori umbri a causa della presenza di lupi nel territorio appenninico”. L'esponente del centro destra auspica anche “iter burocratici più efficaci e soprattutto finanziamenti regionali di maggior entità per i risarcimenti, al fine di evitare che le categorie produttive interessate continuino a subire danni economici consistenti a causa della presenza di animali selvatici, tra cui i lupi appeninici reintrodotti negli ultimi decenni a fini naturalistici”.

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06 Dic 2010 00:00

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(Acs) Perugia, 6 dicembre 2010 - “Quali gli intendimenti della Giunta regionale circa la previsione di risarcimenti economici per la perdita dei capi di bestiame subita dagli allevatori umbri a causa della presenza di lupi nel territorio appenninico”. E' quanto chiede, in una interrogazione, il consigliere del PdL, Andrea Lignani Marchesani che auspica la previsione, da parte dell'Esecutivo, “di iter burocratici più efficaci e soprattutto finanziamenti regionali di maggior entità per detti risarcimenti, al fine di
evitare che le categorie produttive interessate continuino a subire danni economici
consistenti a causa della presenza di animali selvatici, potenzialmente pericolosi anche per l’uomo, in alcuni casi, come quello del lupo appenninico, reintrodotti negli ultimi
decenni a fini naturalistici”.

Nell'atto ispettivo, Lignani ricorda che “negli ultimi anni è stata ripetutamente segnalata la presenza di esemplari di lupo appenninico nel territorio umbro e che questi animali, la cui presenza nella nostra regione deriva anche dalla reintroduzione nel loro habitat naturale da parte degli organi competenti, in alcuni casi hanno attaccato ed ucciso capi di bestiame, anche all’interno degli spazi recintati dagli allevatori. Casi di uccisione di capi da allevamento (generalmente ovini) – osserva l'esponente del Pdl - sono stati segnalati in diverse zone dell’Umbria (Alta Valle del Tevere, Eugubino-Gualdese, zona del Parco Nazionale dei Sibillini), tanto che le associazioni di categoria avevano a suo tempo segnalato alla Prefettura di Perugia la situazione. Nell’estate appena trascorsa, - continua - lungo la strada provinciale n. 221, è stato investito ed ucciso, da un veicolo in transito nelle ore notturne, un esemplare di giovane lupo, affetto da una patologia infiammatoria della cute (rogna) trasmissibile ad altri animali e potenzialmente dannosa anche per l’uomo. Sono stati anche segnalati casi in cui esemplari di lupo si sono avvicinati alle
abitazioni dei cittadini, determinando conseguentemente timore tra la popolazione”.
Lignani spiega che “nel caso più comune, ovvero l’uccisione di capi di ovini, gli allevatori subiscono un danno economico consistente (dell’ordine di circa 300 euro ad esemplare), legato al costo sostenuto all’origine ed all’obbligatorio smaltimento della carcassa, senza considerare il mancato conseguente guadagno. Per poter accedere a detti risarcimenti – fa sapere - (previsti in ultimo dalla legge regionale n. 17/2009), l’allevatore si deve rivolgere agli organi competenti (in questo caso alla Provincia) dimostrando che il danno subito è causato dagli animali selvatici o inselvatichiti. La normativa regionale – aggiunge - prevede comunque una serie di casi di specie in cui detto risarcimento non viene accordato o viene concesso in misura notevolmente ridotta. I costi da sostenere per il posizionamento di recinzioni nei terreni privati, - commenta - per limitare il passaggio di detti animali selvatici, oltre che essere scarsamente efficaci (spesso questi animali superano lo stesso le reti), sono anche eccessivi per le possibilità economiche di molti allevatori o agricoltori, nonostante eventuali aiuti economici da parte di Provincia e A.T.C. In ogni caso, - conclude Lignani - i risarcimenti elargiti dalle Autorità competenti per i danni arrecati al patrimonio zootecnico da fauna selvatica o inselvatichita, spesso non riescono a coprire la reale entità del deficit economico subito dagli allevatori o agricoltori”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 06/12/2010