(Acs) Perugia, 16 ottobre 2026 - “Il tempo della propaganda è finito. I fatti stanno smontando, una dopo l’altra, tutte le promesse della presidente Proietti sulla sanità umbra. L’ultima conferma arriva dalla notizia dell’ennesimo affidamento a 17 strutture private di 13.807 prestazioni specialistiche da effettuare entro il 31 dicembre, per oltre 615mila euro. Quasi 14mila visite ed esami che il sistema sanitario pubblico non è riuscito a garantire nei tempi previsti e per i quali la Regione deve ricorrere ai privati". Lo scrivono, in una nota, i consiglieri di minoranza, Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc) sottolineando “il fallimento della presidente Proietti sulle liste di attesa”.
"Non è la prima volta che accade. In questi due anni – rimarcano - il ricorso al convenzionato è stato sistematico e continuo, anche in misura maggiore rispetto al passato. Nel dettaglio, si tratta di 1.522 risonanze magnetiche, 1.262 elettromiografie, 3.000 ecografie e 400 TAC, oltre a numerose altre prestazioni diagnostiche che vengono delegate alle strutture private, mentre restano inutilizzati i nuovi macchinari installati nelle strutture pubbliche grazie agli investimenti del PNRR portati avanti dal centrodestra e civici. Ciò avviene a distanza di nemmeno un mese da un altro maxi-affidamento alla sanità privata: nel mese di settembre, infatti, per la USL Umbria 2 erano stati stanziati 600 mila euro destinati ai convenzionati per il recupero di quasi 8.000 prestazioni sanitarie”.
“La domanda è inevitabile – commentano i consiglieri di opposizione -: dove sono finite le promesse elettorali della presidente Proietti? Dove sono finiti gli annunci con cui la sinistra, per cinque anni, ha costruito la propria opposizione dipingendo la sanità privata convenzionata come il principale nemico della sanità pubblica? E soprattutto, dove sono finite le garanzie che la stessa Proietti aveva dato agli umbri in campagna elettorale, arrivando a strappare platealmente il programma del centrodestra e civici sulla sanità privata convenzionata e promettendo di azzerare le liste d’attesa senza ricorrere ai privati? Oggi la realtà presenta il conto. Quella messinscena elettorale, tanto teatrale quanto grottesca, si è trasformata nell’emblema di una clamorosa presa in giro degli elettori. Dopo aver demonizzato il modello che noi avevamo messo in campo, la presidente Proietti si ritrova a utilizzare proprio lo strumento che aveva combattuto a parole. Non siamo di fronte a una semplice contraddizione, siamo davanti alla dimostrazione plastica della distanza abissale tra la propaganda della sinistra e la realtà della sua gestione”.
“In questo contesto – spiegano i consiglieri di minoranza - risulta assordante il silenzio di quelle forze politiche radicali e di quelle realtà civiche che hanno costruito una parte importante della propria identità sulla difesa intransigente della sanità pubblica e che hanno sostenuto Proietti in campagna elettorale proprio in nome di questa battaglia. Addirittura una delle liste in suo appoggio si chiamava proprio ‘Umbria per la sanità pubblica’. Che cosa hanno da dire oggi? Dove sono finiti i proclami contro il privato? Perché non denunciano questa contraddizione con la stessa veemenza con cui attaccavano la precedente giunta? A quasi due anni da quel gesto da palcoscenico, con cui la candidata Proietti strappò il nostro programma – concludono -, resta soprattutto l’immagine di una promessa tradita. La sanità umbra non ha bisogno di slogan, ha bisogno di una guida capace. E dopo quasi due anni di governo, la presidente Proietti ha dimostrato di non esserlo affatto”. RED/as
