(Acs) Perugia, 7 luglio 2011 – Il Comitato per la legislazione del Consiglio regionale, presieduto dal consigliere Luca Barberini (Pd), ha approvato, con la sola astensione di Rifondazione comunista, la proposta di legge del consigliere Gianluca Cirignoni (Lega Nord) con cui viene inserita la clausola valutativa sulla legge “13/2010” (Disciplina dei servizi e degli interventi a favore della famiglia).
La clausola valutativa è un ulteriore articolo di legge che viene inserito per consentire al Consiglio regionale di esercitare il controllo sull’attuazione della normativa in oggetto, in questo caso quella sulla famiglia. Nello specifico, con la clausola valutativa che integra la legge 13 consentirà la valutazione degli effetti prodotti dalla legge stessa nel migliorare le condizioni di vita delle famiglie e nel prevenire ed alleviare le situazioni di disagio. Entro il 31 ottobre di ogni anno, a partire dal secondo anno dall’entrata in vigore, la Giunta regionale dovrà trasmettere al Consiglio una relazione sullo stato d’attuazione e sull’efficacia della legge. In particolare, la relazione dovrà contenere dati e informazioni dettagliati e rielaborati su: interventi per le famiglie vulnerabili, secondo quanto disposto dall’articolo 7; interventi per le famiglie in condizione di grave disagio (articolo 8); interventi per favorire l’accesso alla casa delle famiglie (articolo 9).
Il consigliere Cirignoni ha detto che l’integrazione della legge con la clausola valutativa sarà importante “per capire l’impatto delle risorse che la Regione spenderà per la famiglia, anche perché il Regolamento della legge stessa non è chiaro ove si parla dell’assegnazione di fondi per le famiglie vulnerabili (il Consiglio ha discusso a lungo su tale definizione, allargata alle famiglie composte da una sola persona, ndr)”.
Anche per Sandra Monacelli (Udc), che ha ribadito il sostegno alla legge 13, rimangono i dubbi sul quoziente familiare, quindi sulle definizioni di famiglia monoparentale, famiglie vulnerabili e famiglie numerose, ma soprattutto “resta da vedere quando la legge sarà effettivamente applicata, perché per ora è solo sulla carta”.
Rocco Valentino (Pdl) ha sottolineato il fatto che la Giunta non ha recepito le osservazioni che il Consiglio, attraverso i propri uffici, ha fatto pervenire all’Esecutivo, che vertevano sulle famiglie unipersonali e sulla suddivisione delle zone, rimarcando il fatto che “le famiglie tradizionali non ci sono più, i padri separati spesso vivono in stati di povertà, ‘da barboni’, e la Giunta non ha tenuto conto delle osservazioni dei consiglieri regionali. Ad ogni modo – ha concluso – ben venga la clausola valutativa”.
Il consigliere di Rifondazione comunista, Orfeo Goracci, ha invece sottolineato il distinguo del suo partito, tradottosi nell’astensione al momento del voto sulla proposta di Cirignoni, in quanto è stata l’unica forza politica di maggioranza a votare contro la legge sulla famiglia, pur riconoscendo che “monitorare come i soldi vengono spesi è un elemento indubbiamente positivo”.
Al termine della seduta il presidente Barberini ha espresso il suo apprezzamento per la proposta di legge del consigliere Cirignoni “che permette al Consiglio regionale di esercitare quella che è una delle sue principali funzioni, quella di controllo”. Ha quindi predisposto l’invio del parere favorevole alla Terza commissione, con l’astensione di Rifondazione comunista. PG/