LEGGE ELETTORALE REGIONALE: IN COMMISSIONE STATUTO LA PROPOSTA DEL GRUPPO PD SU PRINCIPI E CRITERI DELLA NUOVA NORMATIVA
A Palazzo Cesaroni la seconda riunione della Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari dopo la pausa estiva con all'ordine del giorno la nuova legge elettorale regionale. Il presidente Andrea Smacchi ha illustrato la proposta del Partito democratico, “che rappresenta una sintesi elaborata dopo un confronto interno al gruppo PD e incontri con gli altri gruppi” in cui si fissano criteri e principi che dovrebbero sostanziare la nuova normativa elettorale. Sulla relazione di Smacchi si è poi aperto un primo confronto che ha evidenziato, a diverse gradazioni, una contrarietà abbastanza netta dei consiglieri di opposizione. Da parte dei commissari del centrosinistra sono stati evidenziati i punti di discussione ancora aperti, pur nel riconoscimento del passo in avanti costituito dalla presentazione di una proposta complessiva.
07 Ott 2014 01:00
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(Acs) Perugia, 7 ottobre 2014 – Si è svolta oggi a Palazzo Cesaroni la seconda riunione della Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari dopo la pausa estiva con all'ordine del giorno la nuova legge elettorale regionale. Il presidente Andrea Smacchi ha illustrato la proposta del Partito democratico, “che rappresenta una sintesi elaborata dopo un confronto interno al gruppo PD e incontri con gli altri gruppi di maggioranza”, in cui si fissano criteri e principi che dovrebbero sostanziare la nuova normativa elettorale. Smacchi ha spiegato che gli uffici di Palazzo Cesaroni, sono stati incaricati di trasformare i contenuti del documento in articolato normativo che sarà proposto all'ordine del giorno della Commissione fin dalla prossima settimana. Sulla relazione del presidente Smacchi si è poi aperto un primo confronto che ha evidenziato, a diverse gradazioni, una contrarietà abbastanza netta dei consiglieri di opposizione. Da parte dei commissari del centrosinistra sono stati evidenziati i punti di discussione ancora aperti, pur nel riconoscimento del passo in avanti costituito dalla presentazione di una proposta complessiva.
I CONTENUTI DEL DOCUMENTO presentato da Smacchi: elezione diretta del Presidente della Regione contestualmente ai componenti dell'Assemblea legislativa; TURNO UNICO; COLLEGIO UNICO REGIONALE; abolizione del cosiddetto “LISTINO”; no al VOTO DISGIUNTO; quota di genere pari ad almeno il 40 per cento per ogni lista regionale; prevista la possibilità di esprimere DUE PREFERENZE, la seconda di genere diverso; non sono previste SOGLIE DI SBARRAMENTO per liste e coalizioni, e sono ammesse al calcolo per l'assegnazione dei seggi tutte le liste che ottengono voti. Quello che si disegna è un sistema proporzionale corretto con premio di maggioranza; per il riparto dei seggi sia tra coalizioni che tra liste all'interno delle coalizioni viene indicato come più rispondente alla necessità di garantire rappresentanza e pluralismo viene indicato il METODO “HAGENBACH-BISCHOFF” (cosiddetto sistema della “miglior media”).
Per quanto riguarda il PREMIO DI MAGGIORANZA alla coalizione o lista collegate al candidato presidente, nella proposta si prevede la seguente articolazione: fino al 40 per cento dei voti validi 11 seggi (9 tutte le altre liste o coalizioni); oltre il 40 per cento e fino al 60, 12 seggi (8 tutte le altre liste o coalizioni); oltre il 60 per cento 13 seggi (7 tutte le altre liste o coalizioni). Per le minoranze viene garantito il numero di almeno il 7 dei 20 seggi. Non è incompatibile la carica di assessore e consigliere. I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA SCONFITTI sono eletti a consigliere se collegati a liste o coalizioni che abbiano conseguito almeno un seggio, a scapito del seggio peggiore.
Per quanto riguarda la RACCOLTA DELLE FIRME per la presentazione delle liste si prevede l'esonero per quelle espressione di determinati partiti o movimenti costituiti in gruppo consiliare; costituiti in gruppo parlamentare, almeno in un ramo del Parlamento; già presenti in Assemblea legislativa e collegati a un partito costituito in gruppo parlamentare in entrambe le Camere. Per le liste che devono invece procedere alla raccolta delle firme, viene fissato il numero in 3000 (l'attuale sistema, basato su collegi provinciali, prevede la raccolta di almeno 2.000 firme a Perugia e 1.200 a Terni).
INTERVENTI
PAOLO BRUTTI (Idv): “Proposta condivisibile nel complesso, ma con alcuni punti forti da approfondire. Sul premio di maggioranza attenzione alla sentenza della Corte costituzionale: necessario fissare un minimo e un massimo per l'attribuzione, e se non si raggiunge il minimo si va al doppio turno. Premio di maggioranza previsto nella prima fascia è già 'robusto', (11 consiglieri più presidente), ma quello della seconda (12 più presidente ) è eccessivo. Il metodo di attribuzione proposto (Hagenbag-Bischoff) non garantisce equa rappresentanza, meglio un proporzionale puro, senza correttivi”.
DAMIANO STUFARA (Prc-Fds): “La proposta del PD sposta in avanti la questione relativa alla nuova legge elettorale. Si è ancora lontani da un livello ottimale di equità nella rappresentanza e questo è conseguenza dell'elezione diretta del presidente. D'accordo con il consigliere Brutti su utilizzo sistema proporzionale puro nell'attribuzione dei seggi. Stabilire inoltre una soglia minima sotto la quale non escludere il ricorso al doppio turno, questo per mettere al riparo la legge da eventuali ricorsi, probabili e fondati in virtù della sentenza della Consulta. Tenere aperta la questione relativa all'elezione automatica del candidato presidente perdente: è bene che tutti, anche i candidati presidenti, si cimentino in lista. D'accordo sulle preferenze di genere, fino a un massimo di tre”.
SANDRA MONACELLI (Udc): “La proposta del PD è un passo in avanti, ma rimangono punti di contrarietà forte. Siamo contrari al turno unico in favore del doppio, c'è troppa 'sindrome Perugia' nella proposta. Fissare quindi una soglia minima per far scattare il premio di maggioranza, in ossequio anche alla sentenza della Corte costituzionale. Non è ammissibile una soglia inferiore al 40 per cento. Una legge come quella proposta che non tenesse conto di ciò sarebbe da noi impugnata senza indugio. Per l'attribuzione dei seggi meglio un criterio proporzionale puro come quello 'Hare', ma non certo quello proposto da PD. No assoluto alla elezione automatica del candidato presidente perdente che deve essere eletto solo se ottiene un risultato utile in lista”.
MASSIMO MANTOVANI (Umbria popolare-Ncd): “La proposta risente troppo delle contingenze politiche, concordo su alcune delle questioni poste da Brutti, Monacelli e Stufara, ma a differenza di quest'ultimo sono per l'elezione diretta del presidente che porta con sé anche il doppio turno a garanzia di una reale solidità della maggioranza. Occorre poi mantenere il voto disgiunto che è entrato nella pratica elettorale corrente come espressione di reale libertà dell'elettore. Contrario alla preferenza doppia di genere e a favore di quella unica. No pure al collegio unico che comporterebbe, tra l'altro un aumento smodato e incontrollabile delle spese elettorali”.
ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “Pochissimi i punti di condivisione della proposta. Il problema rappresentato dalla diminuzione del numero dei consiglieri è ancora aperto, quello di efficace e realmente rappresentativa democrazia. Il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste (3000) è eccessivo, è questo penalizza fortemente i nuovi soggetti politici, soprattutto quelli di sinistra. Presenterò un emendamento per abbassare questo limite. Non consentire il voto disgiunto è sbagliato, ed è in contraddizione con il sistema presidenziale. Pd e maggioranza non vogliono il doppio turno, ma il 40 per cento indicato per la prima fascia del premio di maggioranza è troppo basso, occorre portarlo almeno al 45”.
MASSIMO BUCONI (Psi): “Bene il documento proposto che permette un serio confronto. Necessarie però alcune precisazioni. Per quanto riguarda la preferenza, noi siamo per quella unica e non per una questione di genere, ma per fedeltà al voto referendario, per evitare distorsioni che non potranno escludersi in una campagna elettorale a 20, ed anche perché la doppia preferenza avvantaggerebbe di fatto i territori e le città più forti. Preferibile stabilire l'incompatibilità tra assessore e consigliere, per dividere le due funzioni. Meglio un sistema proporzionale puro per l'attribuzione di seggi. Occorre prevedere nella legge un tetto massimo alla spesa elettorale. Massima attenzione a garantire una piena legittimità al nuovo testo elettorale, in ogni suo passaggio, in questo senso i nostri uffici legislativi ai quali va il massimo della fiducia dovranno esserci particolarmente vicini”.
RAFFAELE NEVI (Forza Italia): “Sono particolarmente insoddisfatto, non esito a parlare di 'legge super-truffa' che spinge i partiti ad aggregarsi in 'accozzaglia' per superare il turno unico, per ottenere con un misero 40 per cento il 60 per cento dei seggi. Faremo un confronto in seno a Forza Italia e con le altre forze di opposizione per costruire una drastica opposizione. Se si andrà avanti con questa proposta non possiamo nemmeno escludere di abbandonare i lavori della Commissione. I nostri punti di netto disaccordo sono inoltre sul no al voto disgiunto, al turno unico, alla doppia preferenza in favore di quella unica. Sulla questione del collegio unico poi lo riteniamo sbagliato perché favorisce le grandi città e i territori più forti a scapito di quelli minori, e determina inoltre un aumento delle spese elettorali: meglio quattro collegi”. TB/
