LEGGE ELETTORALE REGIONALE: AL VIA I LAVORI IN COMMISSIONE STATUTO – ENTRO LUGLIO ANNUNCIATA PROPOSTA MAGGIORANZA - PROSSIMO APPUNTAMENTO IL 10 SETTEMBRE
14 Lug 2014 01:00
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(Acs) Perugia, 14 luglio 2014 - Entro il mese di luglio dovrebbe essere pronta la proposta di nuova legge elettorale della maggioranza di centrosinistra che potrà costituire una base di confronto per costruire una nuova normativa su cui cercare la più ampia condivisione dell'Assemblea legislativa. I punti centrali riguarderanno la garanzia della governabilità, e della più ampia rappresentanza politica e territoriale. La prossima riunione della Commissione statuto è fissata per il 10 settembre prossimo e i tempi previsti per l'approvazione definitiva della legge entro la fine dello stesso mese. Questo è quanto emerso nella riunione della Commissione per le riforme statutarie e regolamentari svoltasi oggi pomeriggio a Palazzo Cesaroni. Il presidente ANDREA SMACCHI in apertura ha informato i colleghi circa la volontà della maggioranza di centrosinistra di presentare un proprio testo da sottoporre all'attenzione dell'organismo, ed ha spiegato che “sono ovviamente bene accette altre proposte dell'opposizione presentate, sia a livello unitario, sia individuale”. Nel suo intervento Zaffini (Fd'I) ha annunciato che una proposta dell'opposizione “potrebbe arrivare entro i primi di settembre”.
Smacchi ha poi consegnato ai commissari (9, in rappresentanza dei gruppi consiliari) una documentazione tecnica che fissa i contenuti della legge elettorale vigente, indicandone i principi da modificare o integrare e quelli da mantenere: si indica ad esempio di mantenere l'elezione diretta e abrogare il listino (in conseguenza anche della sentenza della Consulta d”1/2014”).
Nel corso del primo “giro di tavolo” sono intervenuti gran parte dei commissari per puntualizzare e definire singoli aspetti della questione. FRANCO ZAFFINI(Fratelli d'Italia) ha insistito sulla necessità di garantire tempi congrui per la raccolta delle firme “almeno 90/120 giorni”; sulla preferenza di genere ha parlato di “questione di civiltà” da risolvere; sì al doppio turno con un premio di maggioranza non superiore al 60 per cento. ORFEO GORACCI(Comunista umbro) ha parlato di premio di maggioranza non superiore al 60 per cento, prevedendo l'introduzione di una soglia minima per il vincitore di almeno il 40 per cento. PAOLO BRUTTI(Idv) ha sottolineato la positività del confronto sulla base di una proposta della maggioranza; sulla preferenza di genere ha suggerito attenzione, per evitare “prese in giro” (“anziché la tripla preferenza è meglio allora andare subito alla doppia”); giusto fissare una soglia minima (“es. 40 per cento”) per il vincitore per accedere al premio di maggioranza, “se non si raggiunge quel limite o doppio turno, o proporzionale puro per l'assegnazione dei seggi, con il presidente che dovrà ricercare la maggioranza in aula”. MASSIMO BUCONI (Psi) ha insistito sulla necessità di garantire un livello di rappresentanza politica e territoriale adeguato, spiegando che tutte le forze politiche devono avere pari opportunità; attenzione a come si attua la preferenza di genere che potrebbe determinare (con la doppia preferenza) la sovra-rappresentanza di un territorio sugli altri; sulla soglia minima di accesso cercare di garantire la rappresentanza delle forze minori (“va bene il metodo D'Hont”). GIANLUCA CIRIGNONI(Lega Nord) paventa anche lui il rischio di una presenza eccessiva di un territorio su altri; sottolinea il “no” deciso al listino e si dice favorevole allo sbarramento del “3 per cento vincolato al risultato della coalizione”; ha insistito sulla necessità di inserire l'obbligo per gli eletti di dichiarare, pena la decadenza, la propria appartenenza ad associazioni segrete “di ogni livello”, come pure di procedere alla modifica dello Statuto regionale in conseguenza della riduzione a 20 dei consiglieri (“dimezzare l'Ufficio di presidenza, confermare solo due commissioni e il Comitato di controllo”). RAFFAELE NEVI (Forza Italia) vuole un premio di maggioranza “adeguato, ma equilibrato”, come pure una soglia minima per il vincitore e l'introduzione del doppio turno nel caso non si raggiunga; “no” deciso al listino; “no” alla doppia preferenza di genere (“bisogna garantire a tutti eguali situazioni di partenza, ma 'no' a meccanismi di privilegio”); garantire la rappresentanza territoriale; ridurre la spesa elettorale, per dare un segnale di sobrietà, trasparenza e rigore; far sì che il sistema di raccolta delle firme garantisca qualità delle liste; sì agli assessori esterni “senza limitazioni”. DAMIANO STUFARA (Prc-Fds) “via libera” al percorso delineato da Smacchi; auspicabile una nuova legge che non sia “sommatoria di interessi di bottega, ma che coniughi governabilità e rappresentatività politica e territoriale”; sì al collegio regionale e alla preferenza multipla e di genere; bene il meccanismo di attribuzione dei seggi previsto dalla legge vigente; “no alle rigidità di una legge elettorale che impedisca alle liste il dispiegarsi di iniziativa politica in Aula”. MASSIMO MANTOVANI (Ncd) è favorevole al doppio turno; la riduzione a 20 comporterà seri problemi di lavoro del Consiglio e delle Commissioni, quindi: sì agli assessori esterni e alla incompatibilità della carica di assessore con quella di consigliere; collegio regionale: unico, o al massimo due collegi come ridisegnati dalla proposta di legge elettorale nazionale. TB/
