LEGGE ELETTORALE: PROSEGUE IL LAVORO DELLA COMMISSIONE STATUTO SU PROPOSTE PD E UP-NCD – LA SCHEDA COMPARATA DEI DUE TESTI IN DISCUSSIONE
Prosegue nella Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari, presieduta da Andrea Smacchi, il confronto tra le forze politiche di Palazzo Cesaroni per definire un nuovo testo di legge elettorale regionale. Due i testi finora formalmente in discussione: quello del gruppo del PD e l'altro di UP-Ncd le cui principali differenze risiedono nel turno elettorale, voti di preferenza, collegi elettorali, ripartizione premi di maggioranza, voto disgiunto. La Commissione ha deciso di approfondire, con esperti costituzionalisti, le questioni di legittimità costituzionale di alcuni aspetti della proposta di legge del Pd.
26 Nov 2014 00:00
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(Acs) Perugia, 26 novembre 2014 – Prosegue nella Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari, presieduta da Andrea Smacchi, il confronto tra le forze politiche di Palazzo Cesaroni per definire un nuovo testo di legge elettorale regionale. Due i testi finora formalmente in discussione: quello del gruppo del Partito democratico (firmatario Smacchi) e l'altro di Umbria popolare-Ncd (firmato dal presidente del gruppo Mantovani) le cui differenze sostanziali risiedono nel turno elettorale, voti di preferenza, collegi elettorali, ripartizione premi di maggioranza, voto disgiunto, come esposto sinteticamente nella scheda comparativa descritta di seguito.
Nel corso della riunione di oggi il dirigente del Servizio legislativo, Juri Rosi, ha illustrato i contenuti di una approfondita nota tecnica sulla proposta dell'UP-Ncd, presentata nella riunione della Commissione del 19 novembre scorso. In particolare è stata analizzata la questione relativa alle elezioni primarie, citata nella relazione di accompagnamento della legge, ed altri aspetti riguardanti premio di maggioranza, voto disgiunto e soglia di sbarramento. L'istruttoria tecnica è stata poi corredata anche da un approfondito esame del meccanismo di riparto dei seggi nelle ipotesi definite nelle due proposte di legge.
La Commissione ha quindi deciso, in linea con quanto stabilito nella riunione del 19 novembre scorso, di approfondire con esperti costituzionalisti le questioni di legittimità di alcuni aspetti della proposta di legge del Pd, in ordine soprattutto alla definizione del premio di maggioranza. Come ha spiegato il presidente Smacchi, i quesiti posti dai commissari saranno esaminati da esperti e studiosi di diritto costituzionale. In particolare le richieste di approfondimenti sono state poste dai consiglieri Buconi (PSI) e Nevi (Forza Italia) sulla “obbligatorietà o meno del cosiddetto premio di maggioranza, e sulla legittimità della sua articolazione così come prevista nella proposta PD”. I due consiglieri chiedono inoltre quale debba essere il “meccanismo di attribuzione di premio di maggioranza se non si raggiunge la soglia minima, qualora essa sia introdotta nel testo in questione”. Buconi ha inoltre richiesto la valutazione degli esperti circa la “possibile surroga temporanea di un consigliere nominato assessore”.
La consigliera Sandra Monacelli (Udc), infine, ha richiesto di verificare la “correttezza costituzionale dell'elezione dei candidati presidenti perdenti.
SCHEDA: COMPARAZIONE DEI PRINCIPALI CONTENUTI DELLE PROPOSTE DI LEGGE ELETTORALE REGIONALE DEL PD (http://goo.gl/xqXsRG) E DI UMBRIA POPOLARE-NCD (http://goo.gl/i0DZRW)
ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE. Prevista in entrambi i testi testi.
“LISTINO” PRESIDENTE. Sì alla sua abolizione nei due testi.
TURNO ELETTORALE. a) Collegio unico per il PD; b) doppio turno per Up-Ncd (scatta se non si supera il 40 per cento).
COLLEGI ELETTORALI. a) Collegio unico per il PD; b) per Up-Ncd due collegi che coincidono con il territorio delle attuali Usl.
VOTO DISGIUNTO. a) NO per il PD; b) Sì per Up-Ncd.
VOTI DI PREFERENZA. a) DOPPIA preferenza di genere per il PD; b) unica per Up-Ncd.
SOGLIE DI SBARRAMENTO. a) Non previste nel testo PD. b) la proposta di Up-Ncd dispone che siano ammesse all'assegnazione dei seggi solo liste che hanno voti pari o superiori al 3 per cento del totale dei voti validi, a meno che non siano collegate ad un candidato presidente che abbia ottenuto almeno il 5 per cento dei voti validi.
RIPARTIZIONE DEI SEGGI: metodo “Hagenbach-Bischoff” (cosiddetto sistema della “miglior media”) in entrambe le proposte.
Nella proposta del PD sono previsti i seguenti criteri per la ripartizione del premio di maggioranza: se una lista per effetto dell'assegnazione del premio avesse diritto a conseguire oltre nove seggi complessivi quelli eccedenti al nono "possono" essere attribuiti alle altre liste se la lista interessata abbia ottenuto ALMENO L'OTTO PER CENTO di quelli della lista che ha ottenuto il miglior risultato e se non abbia conseguito seggi né a quoziente intero né con i resti. Nel caso in cui più liste si trovino in questa condizione, solamente le prime tre, sulla base della graduatoria decrescente dei voti validi ottenuti accedono al seggio. La lista alla quale sarebbero spettati 10 o più seggi otterrà perciò: nove, dieci o undici seggi, in relazione al risultato (fino al 40, tra 40 e 60, oltre il 60 per cento).
CANDIDATI ALLA PRESIDENZA NON ELETTI. In entrambe le proposte viene prevista l'elezione a consigliere regionale al candidato presidente che ha conseguito un numero di voti immediatamente inferiore al candidato eletto, tutti gli altri sono eletti se collegati a liste o coalizioni che abbiano conseguito almeno un seggio.
RACCOLTA DELLE FIRME. a) Nel testo PD tutte le liste, senza deroghe, sono tenute a raccogliere le firme il cui numero è fissato tra un minimo di 1500 e un massimo di 2000. b) Nella proposta Up-Ncd vengono esonerati i partiti e i movimenti presenti nell'Assemblea legislativa al momento della convocazione dei comizi elettorali, o quelli COSTITUITI IN GRUPPO PARLAMENTARE anche in una sola delle due camere, o partiti, movimenti e gruppi politici presenti in Consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi che abbiano effettuato le dichiarazioni di COLLEGAMENTO con almeno UN PARTITO COSTITUITO IN GRUPPO PARLAMENTARE IN ENTRAMBE LE CAMERE all'inizio della legislatura in corso, al momento della convocazione dei comizi elettorali; si indica in un minimo di 500 e un massimo di 750 il NUMERO DELLE FIRME da raccogliere. TB/
