(Acs) Perugia, 30 dicembre 2014 - “Non siamo ancora ai titoli di coda sulla nuova legge elettorale dell'Umbria ma, nella conferenza stampa di fine anno, la road map fissata dal presidente del Consiglio Eros Brega ha definito senza tanti pudori i tempi entro i quali, il suo partito, il Pd, intende approvare con una maggioranza risicatissima le piccolissime modifiche all'attuale legge elettorale. Dunque né riforma né riformicchia per l'Umbria, ma solo una specie di partita a tressette, dove con 3 figure si fa un punto e indubbiamente nelle carte del PD sono state poste sul tavolo 3 brutte figure”: lo dice la capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli, criticando l'iter della legge elettorale regionale.
“La prima – spiega - quando si è presentata la proposta di legge con tanto di conferenza stampa, nella quale erano presenti il segretario regionale, il capogruppo e il presidente della Commissione statuto. Doveva essere l'uovo di colombo e invece si è fatta una frittata. La seconda quando persino i saggi scelti per dare pareri sui rischi di incostituzionalità non se la sono sentita di dire che era una proposta di legge meritevole almeno di un un 6 politico e l'hanno rispedita al mittente. La terza quando, vista la malparata, gli 'esperti nazionali', in barba al titolo V della Costituzione, hanno passato la velina con le soluzioni richieste, da inserire nella legge elettorale esistente, alla classe dirigente umbra del Pd che, in questo modo, pensa di dribblare l'appellabilità del governo sulla incostituzionalità, senza sfornare una nuova legge ma smacchiando leggermente l'attuale”.
“A questo punto – continua Monacelli - è facile scommettere che non accadrà nulla di diverso dal classico giochetto gattopardesco, dove il Pd, per la paura di perdere, ha deciso di fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla. Come erano lontani i tempi in cui la politica scandiva a gran voce che le riforme non dovevano essere fatte a colpi di maggioranza, perché non potevano durare lo spazio di un mattino, ma dovevano essere condivise. Qui – conclude - l'unica cosa che rischia di essere condivisa è una gran brutta figura, che avrà dei responsabili facilmente identificabili nei voti di chi la sosterrà”. RED/pg
