(Acs) Perugia, 29 ottobre 2014 - “Un congruo numero di firme autenticate in calce a qualsiasi lista deve essere previsto, ma è necessario che questo adempimento sia reso vincolante per tutti, a prescindere dalla presenza o meno di un gruppo regionale o, peggio, parlamentare”. Lo sostiene, facendo riferimento alla riforma della legge elettorale regionale, il consigliere Andrea Lignani Marchesani (FdI).
Per Lignani la raccolta delle firme per presentare una lista rappresenta “una possibilità, ma anche un vincolo, per tutti i soggetti politici che intendono presentarsi alle elezioni regionali: una necessità democratica su cui non si può scherzare e che non può creare ingiustificate disparità. Presentarsi alle elezioni non deve essere una barriera insormontabile, ma è altresì giusto ed opportuno evitare semplici liste di disturbo o fai da te”.
Andrea Lignani Marchesani sottolinea poi che “esistono, nell'attuale Consiglio regionale, gruppi politici non nati dalle elezioni, la cui consistenza popolare è dunque da verificare, o partiti politici ridotti al lumicino. In pratica, la gloria passata non può essere una rendita di posizione, magari da vendere al migliore offerente nel mercato della politica, per evitare il fastidio della raccolta firme. La nuova legge elettorale preveda quindi – conclude - questo adempimento per tutti, eliminando le citate disuguaglianze e fissi un tetto minimo, accessibile ma non fittizio (ad esempio duemila firme). La classe politica darebbe così una risposta forte, trasparente e democratica alle istanze provenienti dalla società civile e un messaggio chiaro a chi vuole blindare scelte autoreferenziali senza base territoriale”. RED/mp