Legge di stabilità 2026 e Bilancio 2026-2028 della Regione Umbria
L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza i due atti proposti dalla Giunta. Prima del voto finale, respinti 10 emendamenti proposti dalla minoranza. Approvati due ordini del giorno, uno bocciato, mentre un quarto odg è stato rinviato in commissione. Interventi di Melasecche (Lega), Pernazza (FI), Ricci (AVS), Pace (FdI), Simonetti (M5S), Arcudi (Tp-Uc), Tagliaferri (Ud-Pp), Betti (Pd), gli assessori De Rebotti, De Luca, Meloni, Barcaioli e della presidente Proietti.
23 Dic 2025 18:07
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(Acs) Perugia, 23 dicembre 2025 – L’Assemblea legislativa ha approvato con 13 voti favorevoli della maggioranza (Pd, M5S, AVS, Ud-Pp) e 8 contrari dell’opposizione (FdI, Lega, FI, Tp-Uc), i due atti predisposti dalla Giunta: “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Umbria (Legge di stabilità regionale 2026)” e “Bilancio di previsione della Regione Umbria 2026-2028”. Prima del voto finale sono stati respinti 10 emendamenti proposti dalla minoranza, 7 alla Legge di stabilità e 3 al Bilancio. Approvati due ordini del giorno: uno sul Trasimeno proposto dalla maggioranza (minoranza astenuta), un secondo sul sostegno ai negozi di vicinato nelle aree interne e alle botteghe artigiane, proposto dalla minoranza e firmato anche alla maggioranza. Bocciato un odg della minoranza, mentre un altro è stato rinviato in commissione. Sono intervenuti i consiglieri Melasecche (Lega), Pernazza (FI), Ricci (AVS), Pace (FdI), Simonetti (M5S), Arcudi (Tp-Uc), Tagliaferri (Ud-Pp), Betti (Pd), e gli assessori De Rebotti, De Luca, Meloni, Barcaioli, oltre alla presidente Proietti. Prima di questi interventi la discussione si era aperta con la relazione di maggioranza di Francesco Filipponi (Pd), con la relazione di minoranza di Paola Agabiti (FdI) e con l’intervento dell’assessore Tommaso Bori (https://tinyurl.com/mryhyftj).
EMENDAMENTI
Bocciati i 7 emendamenti alla Legge di stabilità proposti dalla minoranza. Riguardavano: integrazione del contributo annuale per le attività del Centro studi giuridici e politici; riduzione delle aliquote Irpef per gli anni 2026-2027; finanziamento sanitario aggiuntivo per l’abbattimento delle liste d’attesa; sviluppo del progetto per le comunità terapeutiche e strutture residenziali accreditate; indennità extra per gli infermieri in pronto soccorso; sostegno al Terzo settore.
Bocciati anche gli emendamenti al Bilancio, sempre presentati dall’opposizione, riguardanti: incremento di 1 milione di euro per incrementare la sicurezza urbana; spostamento di 25mila euro dalle relazioni internazionali allo sviluppo del turismo; spostamento di 70mila euro dai servizi istituzionali generali alla tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e manifestazioni storiche.
ORDINI DEL GIORNO
L’Assemblea ha vagliato anche quattro ordini del giorno collegati al bilancio: il primo, proposto dal PD, è stato approvato (con l’astensione della minoranza) e riguarda il reperimento di risorse ulteriori per l’emergenza idrica e ambientale del lago Trasimeno, per dare attuazione a un piano pluriennale di interventi. Il secondo, proposto dalla minoranza e riguardante l’attribuzione di risorse per i Comuni di Giano dell’Umbria e Trevi a seguito degli eventi alluvionali verificatisi nel settembre scorso, è stato rinviato in Commissione per approfondimenti. Il terzo odg, proposto dalla minoranza e riguardante “misure di sostegno ai negozi di vicinato nelle aree interne e alle botteghe artigiane” è stato invece approvato all’unanimità, dopo che la maggioranza ha sottoscritto l’atto. Il quarto ordine del giorno, sempre proposto dalla minoranza, concernente “misure a sostegno della natalità e della famiglia”, è stato invece respinto (la maggioranza aveva chiesto il rinvio in Commissione per approfondimenti).
INTERVENTI
Enrico Melasecche (Lega): “Una narrazione falsata, rispetto a numeri e realtà. Il riferimento, in negativo, al passato è continuo, come avvenuto sulla sanità, con numeri peraltro inventati. Una narrazione che ha portato fortuna all'attuale maggioranza ma che ora si scontra con i veri problemi. Una narrazione che dimentica quale era la situazione nel 2019, con la successiva pandemia. I contribuenti vedranno a gennaio gli effetti dell’incremento delle tasse con cui vengono finanziati questi interventi. La manovra fiscale colpisce famiglie e imprenditori, quindi tutti i cittadini e il sistema economico regionale. Su infrastrutture e trasporti, per ragioni ideologiche, la Giunta Proietti ha bloccato alcune opere fondamentali come il Nodo di Perugia, benché il Ministro abbia dichiarato la disponibilità a coprire 500milioni di intervento. Ed allora la Giunta ha chiesto 1 miliardo, per essere sicuri di non farlo. Sull’alta velocità ferroviaria, la sindaca di Perugia continua a chiedere i Frecciarossa, senza il minimo senso della logica e della soluzione dei problemi. I fondi che avevamo lasciato per la Medio Etruria sono svaniti mentre ancora non si è deciso dove collocare la stazione mentre si ipotizza la nuova formula della ‘Alta velocità diffusa’. Sulla gara per il trasporto pubblico locale: Umbria mobilità con voi aveva 50 milioni di debiti e solo il nostro senso di responsabilità ne ha evitato il fallimento. Volete ancora oggi favorire un unico gestore con una rivisitazione della gara. La presidente Proietti ha promesso che avrebbe prodotto tutti gli atti entro ottobre 2025 affinché a giugno 2026 ci fosse il trasferimento dai nuovi ai vecchi gestori. Ora quella scadenza viene spostata al 2028. Ancora rinvii, che negli anni sono costati all’Umbria circa 200 milioni. L’informativa dell’assessore De Rebotti sulle modifiche alla gara è stata secretata. Forse perché nel bilancio ci sono altre decine di milioni per coprire l’inefficienza che già in passato ha generato milioni di debiti. Noi abbiamo creato l’abbonamento scontato per gli universitari e i nuovi alloggi per i fuori sede all’Ottagono di Perugia. La Giunta Tesei non ha perso un solo euro di fondi europei”.
Laura Pernazza (Forza Italia): “Le risorse vanno concentrate su poche e chiare priorità mentre invece sembra che vengano frammentate e disperse. Mancano misure contro le liste di attesa o per aiutare le imprese. Invece non emerge alcuna volontà di razionalizzazione della spesa. Il sacrificio fiscale che doveva essere eccezionale diverrà permanente. Invece di accelerare una riforma in grado di generare risparmi si sceglie di rinviarla. Ci sono alcune iniziative condivisibili, come la videosorveglianza nelle strutture per anziani, ma con uno stanziamento insufficiente. Ci troviamo di fronte ad iniziative enfatizzate ma poi lasciate senza adeguata copertura. Come avviene anche per il registro tumori, per il quale si prevedono 18mila euro. Sulla cultura, si registra uno slancio significativo. Ma bisognerebbe chiedere agli umbri se sono felici di pagare più tasse per sostenerla. Per gli 800 anni della morte di San Francesco, per il Salone del libro, per la Fondazione Fo-Rame ci sono risorse rilevanti che però sembrano sproporzionate rispetto ad altri capitoli. La relazione della Giunta sconta scarsa trasparenza, con alcune poste annuali ed altre triennali, per rendere meno leggibile il bilancio: per l’Agenda digitale ci sono 2,8 milioni su base triennale mentre molti altri interventi sono annuali. Per molti interventi si fa riferimento ad una delibera Cipes del 2024 che però è frutto del lavoro della Giunta Tesei. Nel citare i nuovi fondi per l’agricoltura si dimentica di citare il grande lavoro svolto dall’assessore Morroni. Sulla riorganizzazione dei Garanti, abbiamo la conferma che essa non produce alcun risparmio, anzi crea nuove figure come il Garante degli anziani mentre sparisce il Garante degli animali, previsto nel programma elettorale. Proseguono gli accantonamenti sovrastimati, con il Fondo contenziosi che arriva a 40milioni, sottraendo risorse alla spesa corrente e agli investimenti produttivi. Desta perplessità il raddoppio del fondo per le spese legali. Un bilancio sbilanciato, poco trasparente e senza scelte nette e coraggiose. Mentre il Governo nazionale abbassa le tasse quello regionale le aumenta, con una scelta che non sembra utile allo sviluppo dei nostri territori”.
Fabrizio Ricci (capogruppo Avs): “Parliamo di un bilancio alquanto complesso e che segna un importante cambio di passo che non è solo quantitativo, con incremento di risorse in quasi tutte le principali missioni di spesa, ma anche qualitativo rispetto a scelte su cui indirizzare le risorse. È stato fatto un enorme sforzo economico per il trasporto pubblico, indispensabile per fare fronte al drastico taglio del Governo. Nel 2026 ci saranno il 38 per cento in meno di risorse rispetto al 2009. Per l’Umbria segna uno dei tagli più drastici. Mentre c’è chi tenta di schiacciare il dibattito sulle grandi opere stradali, questa Giunta, con questo bilancio lancia un forte messaggio politico: credere ed investire sul trasporto pubblico guardando soprattutto alle nuove generazioni che non vedono più nel mezzo privato l’unica soluzione possibile. Il Governo spagnolo ha predisposto abbonamenti di 60 euro al mese che permettono di viaggiare su mezzi pubblici per tutto il territorio nazionale. Misura che riduce le disuguaglianza e combatte i cambiamenti climatici. L’Umbria vuole seguire questo esempio rendendo il Tpl più attrattivo. Bene quindi le importanti risorse utili per sterilizzare il costo biglietti soprattutto per i più giovani. Le borse di studio vengono quasi raddoppiate per chi utilizza il mezzo pubblico. Si tratta di interventi da rendere strutturali superando la logica dei bonus. Verrà cofinanziata per l’intero triennio la programmazione europea. I servizi per l’infanzia saranno più accessibili e diffusi. Importante il progetto per garantire libri testo gratuiti o semigratuiti. Guardando agli anziani vengono previste risorse da investire sull’invecchiamento attivo, sull’housing sociale, sul contrasto alla povertà, sulle politiche di genere. È il contrario di quanto sta facendo il Governo su inclusione e povertà. Sul fronte della legalità è previsto un importante investimento sul contrasto all’usura e al sovra indebitamento. Attraverso importanti risorse si punta su un salto di qualità in tema di cultura. Evidente il cambio di passo per la lotta al cambiamento climatico, sulle politiche del lavoro, sulla formazione professionale. Interventi sono previsti sul sistema degli appalti regionali per migliorare le condizioni di lavoro e per un salario minimo orario di 9 euro lordi. Importanti azioni vengono previste per il welfare. In Sanità abbiamo messo in campo azioni per la messa in sicurezza dei conti, ripianando il disavanzo ed il fondo di rotazione. Sul nuovo piano socio sanitario hanno lavorato centinaia di protagonisti della nostra sanità regionale. La messa in sicurezza dei conti e la programmazione rappresentano per noi i pilastri del piano”.
Eleonora Pace (capogruppo FdI): “State mettendo in campo la strategia del ‘tassa e spendi’, i 184 milioni di euro in più di tasse che i cittadini dovranno pagare ne sono la dimostrazione. Nella conferenza stampa di ieri la presidente Proietti ha detto di aver ereditato un’Umbria sull’orlo della crisi, ma forse non conosce il vero significato di ‘crisi’ e quindi la situazione di prima del 2019 quando siamo stati chiamati ad amministrare la Regione trovando una situazione di scandali in sanità. Abbiamo faticosamente lavorato su importanti dossier e su alcuni di essi state fortunatamente andando in continuità, ma quando programmate innovazioni riuscite a fare solo disastri. L'aeroporto era sull’orlo del fallimento e siamo stati noi a portarlo a 500 mila passeggeri. Altro disastro lo abbiamo trovato e risolto sulle comunità montane. In tema di trasporti abbiamo preso in mano il tema dell’alta velocità, la Ferrovia centrale umbra, il risanamento della Partecipate. Senza dimenticare Monteluce; i bandi predisposti dall’allora assessore Fioroni per la piccola e media impresa su cui, per fortuna, l’assessore De Rebotti sta continuando ad investire. Abbiamo emanato la legge sulla famiglia che, tra l’altro, rendeva strutturali i bonus. Era stata fatta una scelta strategica per la chiusura del ciclo dei rifiuti, un progetto serio che avrebbe permesso agli umbri di risparmiare. Rispetto alla vecchia programmazione europea 2014-2020, se non fosse stato per il covid che ha allungato le scadenze ed in cui la nostra assessore Agabiti ha lavorato moltissimo, la Regione avrebbe dovuto restituire circa 200 milioni di euro che invece abbiamo potuto spendere. L’Agricoltura: anche qui, quando siamo arrivati, la Presidente uscente aveva condiviso parametri in conferenza Stato Regioni che avrebbero portato in Umbria la metà dei fondi e che poi grazie a alla presidente Tesei siamo riusciti a portare nei nostri territori. Una Regione in vera crisi l’abbiamo trovata quindi nel 2019 con dossier che non venivano trattati da anni per paura di scegliere, lasciati a marcire nei cassetti, è questo che le Giunte di sinistra hanno sempre fatto. Avete preso il peggio dei vostri predecessori. Nota dolente la Sanità sulla quale continuate con la strategia della bugia. Affermare nella conferenza stampa di ieri di aver azzerato le liste di attesa, le urgenze e i tempi brevi significa non essere realisti. Basta leggere le segnalazioni sui social per avere uno spaccato del sentiment dei cittadini. Come si può affermare di aver azzerato le liste quando ad oggi sono invece raddoppiate. Rispetto alla mobilità passiva c’è stato un consistente aumento nonostante la vostra ‘terapia d’urto’. Per non parlare delle assunzioni: sulle 711 promesse ne sono state effettuate 284 perché forse avete scoperto che i medici non si trovano. Rispetto ai bilanci delle aziende ho chiesto da alcuni giorni di poter prenderne visione, ma nessuno ha risposto sulla mia richiesta di accesso agli atti. Piano socio sanitario: sento citare un piano su cui avrebbero lavorato centinaia di esperti, ma dove sta? Nessuno di noi ne ha traccia. Dopo un anno di amministrazione il nulla cosmico. Sembra girino alcune bozze, ma che noi non abbiamo mai avuto. La crisi dell’Umbria ‘regione in transizione’ nasce dalle gestioni di 50 anni di centrosinistra e non nel 2019. Ci saremmo aspettati più coraggio visione”.
Luca Simonetti (M5S): “Questo è un bilancio che denota con chiarezza la volontà di questa Giunta di continuare a garantire diritti anche a fronte dei tagli, delle riduzioni di risorse e delle difficoltà che arrivano da un quadro nazionale che di sicuro non ci aiuta. Teniamo botta e lo facciamo senza cedere alla retorica dei vincoli, ma assumendoci fino in fondo la responsabilità di governare con serietà, con una manovra che tiene insieme l'equilibrio dei conti e la coerenza con l'identità, un'identità fatta di serietà, che si misura non sugli slogan ma sulle scelte. Siamo di fronte a un bilancio che sblocca oltre mezzo miliardo di euro di risorse europee grazie al cofinanziamento completo dei grandi fondi FSE, FESR. Una scelta politica chiara, che muove l'economia regionale, lo fa nel profondo, lo fa perché quando queste aziende riescono a intercettare questi fondi creano investimenti sul territorio, sulla rete sociale, sull'agricoltura. Non solo FSE: la regione investe 28 milioni di euro di cofinanziamento regionale, una voce che nel bilancio precedentemente non esisteva, una scelta che ci consente di attivare 155 milioni di euro per il sociale, per il diritto allo studio, per la formazione e l'accesso al lavoro, per l'inclusione delle persone con disabilità, per l'autonomia delle persone fragili. Anche l'agricoltura è al centro di questo bilancio: il nuovo finanziamento regionale porta a disposizione dell'Umbria oltre 300 milioni di euro in investimento sulle aree rurali, sulla sicurezza alimentare, sulla sostenibilità ambientale. E poi c'è la mobilità pubblica, una scelta difficile che abbiamo intrapreso per difendere la mobilità è difendere un diritto. Un diritto di chi lavora, di chi studia, di chi vive nelle aree interne. Sappiamo come i tagli decisi a livello nazionale hanno inciso duramente: circa 10 milioni di euro in meno ogni anno per l'Umbria, ma non ci siamo girati dall'altra parte, abbiamo coperto il buco, l'abbiamo fatto senza scaricare i costi sui cittadini. E non solo. Stiamo gettando le basi per una riforma del trasporto pubblico locale che guardi all'integrazione dei servizi, alla digitalizzazione e alla sostenibilità. E poi c'è il grande tema dell'abitare: dopo anni di immobilismo questo bilancio fa ripartire l'housing sociale: per la prima volta stanziamo 10 milioni di euro per il recupero e l'iscrizione del patrimonio abitativo pubblico da destinare a giovani, a coppie, a famiglie, a monoreddito o a persone fragili. E nella riprogrammazione dei fondi comunitari abbiamo già previsto oltre 10 milioni di euro. Perché abitare in maniera dignitosa non è un privilegio, è un diritto di cittadinanza, da ricostruire. Ma è sulla sanità e sul sociale che si legge con chiarezza la direzione di marcia: abbiamo raddoppiato i fondi regionali e le prestazioni extra Lea, portandoli a 6 milioni di euro nel triennio. Con questi fondi introduciamo lo screening anticipato e azioni di prevenzione. E poi ci sono le misure sociali: 3 milioni in più per la non autosufficienza, 750 mila euro per l'invecchiamento attivo, 540 mila euro per le famiglie numerose, 270mila complessivi per il Fondo Anti-Usura e la Fondazione Anti-Usura; 2,1 milioni di euro aggiuntivi per indennizzi sanitari, per rispondere con giustizia a chi ha subito danni. E tutto questo mentre copriamo un disavanzo sanitario di oltre 73 milioni di euro, una eredità pesante che abbiamo deciso di affrontare e risolvere senza cercare alibi ma guardando in faccia la realtà. Abbiamo scelto di difendere i diritti nonostante tutto. Abbiamo scelto di liberare risorse per lo sviluppo. Questo è un bilancio che guarda avanti, un bilancio inclusivo, solido, con visione e va sostenuto perché è un bilancio che non lascia indietro nessuno e che rappresenta quella che è la nostra identità politica”.
Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Sottolineo che stiamo discutendo di bilancio senza la Presidente Proietti e senza l’assessore al bilancio Bori, che ha detto ‘siete responsabili della crisi economica dell’Umbria’. L’Umbria è diventata una regione in transizione non per colpa nostra. Nel 2019 le vicende di ‘sanitopoli’ hanno messo l’Umbria in prima pagina per una gestione fallimentare. Ma oggi, dopo un anno di governo Proietti, dopo la narrazione di una regione disastrata, sarebbe stato lecito attendersi qualcosa di meglio. La qualità della vita è migliorata? Il sentiment degli umbri dice che siamo in una situazione molto negativa. Siamo partiti da una vicenda grottesca, l’aver messo in discussione quanto fatto e aver destabilizzato la comunità anche inventando numeri. Per fortuna altre istituzioni, in primis la Corte dei Conti, hanno ristabilito la verità. Si è voluta responsabilizzare la giunta Tesei di un disastro sanitario che avrebbe portato al commissariamento per mettere invece le mani nelle tasche degli umbri. Questo bilancio è deludente anche perché con queste risorse si doveva mettere in campo una programmazione efficiente e risolutiva. Ma i dati economici della Regione non sono positivi, sono sotto la media nazionale. Questo bilancio inoltre non sostiene le aziende come dovrebbe. Le tasse finiscono per ridurre i consumi e le imprese vedono ridotte le possibilità di investimenti. Le piccole e medie imprese sono in difficoltà, le altre regioni, anche del sud, hanno dati economici migliori. Abbiamo centinaia di ragazzi che si formano qui e poi vanno via dall’Umbria ad esprimere il loro talento, altro dato da invertire. Sulla sanità: questa legislatura non produrrà nessun risultato, non si è avuto il coraggio di fare una riforma vera del sistema sanitario e del riordino della rete ospedaliera, non si affronta il rapporto con l’Università. La mobilità passiva dipende dagli operatori sanitari di talento, se si riuscisse a portarli in Umbria, come accadeva anni fa. Lo sviluppo si costruisce sulle infrastrutture e anche qui la Giunta è bloccata dalle diverse opinioni interne. Il Nodo di Perugia va sostenuto. L’assessore De Luca ha fatto una scelta, per me sbagliata perché avremo le discariche in esaurimento fra poco, ma quantomeno ha fatto una scelta. L’assessore De Rebotti non lo fa sulle infrastrutture. I costi sullo smaltimento dei rifiuti e sul trasporto diverranno insostenibili. Anche il sindaco di Roma ha dato via libera al termovalorizzatore. Sulle liste d’attesa non ci sono risorse particolari, i 2 milioni sui Lea sono importanti ma sulle liste d’attesa non stiamo facendo nulla, c’è confusione e dovremo fare chiarezza nelle apposite sedi. Questa amministrazione regionale non ha dato quello che la nostra regione merita”.
Bianca Maria Tagliaferri (Ud – Pp): “I quadro economico è complesso eppure è stato prodotto un bilancio equilibrato e realistico che con prudenza opera delle scelte innovative che che tutelano i servizi essenziali e li implementano. Che rafforzano lo sviluppo e la coesione sociale. Molte le azioni a sostegno del welfare e delle famiglie, dell’istruzione, della cultura, dei fragili e delle lavoratrici madri. Significativo l’incremento degli extra Lea con risorse regionali. Importante la partita dei fondi europei per la vita indipendente, per il sostegno scolastico, per la disabilità, il sociale e i trasporti. Grandi innovazioni anche per le politiche ambientali e la promozione turistica. Tutto questo fa trasparire un grande lavoro di sinergia tra assessori e presidente”.
Cristian Betti (Pd): “Si tratta di uno snodo politico di enorme importanza, essendo il primo bilancio di questa maggioranza. Esso esprime la visione della società di chi governa a cui si associano interventi e scelte conseguenti. La relatrice di minoranza ha tentato di difendere una Finanziaria del Governo nazionale che appare come una accozzaglia di interventi nati da trattative e mercanteggiamenti. Una delle Finanziarie più negative e deludenti degli ultimi anni, che influenza anche i bilanci regionali. Riduce i fondi per la ricerca e quelli per le Regioni in difficoltà, taglia i fondi per i lavoratori precoci e quelli che hanno svolto lavoratori usuranti. Riduzioni per scuola, sanità e trasporti. In Umbria ci saranno tagli progressivi per 80 milioni di euro per i prossimi anni, che incidono fortemente sulla capacità espansiva delle Regioni. Ai tagli si aggiungono tasse fantasiose sui pacchi da extra Ue, aumenti delle accise, delle imposte per le locazioni brevi, il raddoppio della tassa sulle transazioni finanziarie. Tasse che colpiscono tutti allo stesso modo, senza progressività. Il nostro bilancio rappresenta, al contrario, una visione chiara di dove vogliamo andare. Verso lo sviluppo ma anche della coesione e dell’equità. Per questo c’è grande attenzione alla programmazione europea, che può produrre effetti positivi sul tessuto sociale e imprenditoriale della regione. Grande impatto lo avranno anche i fondi per il trasporto pubblico e quelli per la sanità. Alcune misure previste dall’Assestamento vengono rafforzate, come il raddoppio dei fondi per la non autosufficienza e per i servizi extra Lea. Notevole importanza è stata data al diritto all’abitare e al social housing. Epocale la scelta di incrementare i fondi contro il dissesto idrogeologico. Il testo unico sulla cultura consente di restituire linfa ad un settore prioritario per gli umbri e per una Regione in cui i flussi turistici sono in grande crescita. Un bilancio di prospettiva che da respiro ad una Regione che ne aveva bisogno, seguendo le priorità indicate nel programma elettorale”.
Francesco De Rebotti (assessore): “Parto dal tema dei trasporti, che credo sia uno degli elementi centrali, in particolare quello della gara TPL: quando citate il 2028 come partenza della gara, è un errore clamoroso proprio dal punto di vista interpretativo perché il 2028, a cui noi abbiamo legato ipoteticamente il primo anno di copertura di quello che doveva essere un aumento per le persone delle tariffe. Quando ci siamo insediati abbiamo fatto tutto tranne che mettere in discussione il percorso della gara, dedicandoci piuttosto ad alcune modifiche che ritenevamo necessarie e anche ad alcuni completamenti di percorso che fino a quel momento non erano stati effettuati. La recente delibera che abbiamo approvato, piano di bacino e piano di tariffazione, era una delibera rimasta in sospeso, era l'ordine del giorno dell'ultima giunta prima dello scioglimento per le elezioni regionali. Non sta a me valutare il perché non sia stata approvata o meno, sicuramente ce la siamo ritrovata, ce la siamo ritrovata con un contenuto un po' particolare, quel piano di tariffazione non lascia margini di azione, perché deve recuperare 13 anni circa di aggiornamenti Istat che non sono stati fatti e che quindi vanno presi in carico e si scaricherebbero sull'utenza. Il piano di bacino, contenuto nella stessa delibera, è una fotografia del modello operativo di servizio che è stato costruito. Abbiamo a che fare con un modello vecchio, vi faccio un esempio per farvi capire: i bus che oggi viaggiano, tranne quelli nuovissimi che sono arrivati, non hanno una tecnologia a bordo che permette di sapere quante persone sono a bordo, non hanno un contapersone. Oggi è difficile saperlo se non con un presidio e il presidio chi lo fa? Il soggetto gestore, che tendenzialmente non è che abbia l'interesse di dirti ‘quella tratta magari funziona poco, togliamola’. Quindi la dotazione tecnologica dei nostri mezzi è una necessità. La gara TPL andava consolidata dal punto di vista economico-finanziario, perché tutta una serie di partite che accompagnano una gara devono essere supportate da somme a disposizione, somme per gli investimenti, lì c'era una lacuna che si è dovuta colmare in termini di piano finanziario. Dal punto di vista strutturale andavano prese delle scelte. Anche anticipando i tempi della gara, su circa duecento bus di nostra proprietà, e in accordo con Bus Italia, che è il soggetto gestore perché c'è una necessità di contrattazione, questo aggiornamento tecnologico che faremo su almeno 200 bus, ci permetterà di avere quei dati che ci permetteranno anche una valutazione del modello operativo e le cose da modificare, magari incentivando alcuni sistemi come il bus a chiamata, piuttosto che le corse che siamo abituati ad avere, quelle fisse. L'altro elemento che abbiamo preso di petto e su cui ci siamo necessariamente dovuti confrontare con Art è il tema di una modifica, che è una modifica essenziale, che è quella del limite di aggiudicazione dei due lotti. Una scelta legittima presa dalla Giunta precedente nel modello che aveva costruito e che noi abbiamo messo in discussione perché anche nel confronto con Art, la valutazione che abbiamo fatto è che lasciare al mercato tutta la disponibilità dei quattro lotti rende economicamente, potenzialmente più vantaggiosa la gara perché si compete su tutti i quattro lotti, è una regola semplicissima di mercato, non mettendo in discussione la composizione della gara dei quattro lotti. Sono stato ‘accusato’, diciamo, mi è stato puntato l'indice per mesi perché volevo abolire i quattro lotti. Non è stato mai questo l'obiettivo perché quella sì, sarebbe una spesa in più neanche giustificata, perché per quel famoso algoritmo dell'Università della Sapienza associato alla legge sui costi standard dice che paradossalmente costano di meno come costo base i lotti piccoli piuttosto che quelli grandi. Noi abbiamo mantenuto i quattro lotti ma abbiamo, dopo esserci confrontati con Art, eliminato questo limite di aggiudicazione. Non era stata prevista una proiezione di questo tipo nel precedente modello, noi abbiamo previsto questa proiezione di partenza dei nuovi operatori del servizio nella seconda metà del 2028. La matrice più grossa di spese in più, che è normale perché è il frutto dell'investimento che era partito prima e che si sta continuando, è quella dell'FCU, per il rinnovo del materiale rotabile, per il potenziamento del servizio, ivi compresa quella partita che si sta concludendo del passaggio di tutto il personale da Busitalia a Trenitalia. È stato fatto secondo me un lavoro straordinario perché lì è stata data una risposta rassicurante e positiva a tutti quei lavoratori. Quindi questa spesa in più sul trasporto, contiene queste cifre qui del trasporto ferroviario. Adesso, in queste settimane, abbiamo messo delle risorse nostre per sterilizzare quell'aumento e anche per favorire una stabilità nel supporto e nell'incentivo che diamo agli abbonamenti, soprattutto per gli studenti, perché noi dobbiamo riappassionare le persone all'utilizzo del mezzo pubblico e renderlo più conveniente, uno degli impegni che questa giunta ha preso. Dovremo investire risorse quando finiranno quelle straordinarie, che sono quelle del Giubileo, spero di quest'anno del Giubileo Francescano, incentivare i servizi soprattutto nel periodo estivo, perché lì noi abbiamo un crollo operativo, perché il nostro trasporto pubblico su gomma è soprattutto proiettato nei mesi in cui c'è il trasporto scolastico. Noi abbiamo sperimentato dei link, cioè dei collegamenti territoriali, guardando soprattutto all'intermodalità, quindi siamo partiti dalle stazioni più importanti, da Terni in su, e abbiamo costruito collegamenti soprattutto con le aree interne, che possono prendere turisti e cittadini. Questo modello deve rimanere operativo, quindi c'è da investirci risorse regionali, non voglio cancellare la preoccupazione sul Fondo Nazionale di Trasporto Pubblico Locale, però sono costretto ad aggiornare la discussione di questo tema, noi subiremo le conseguenze, probabilmente, l'anno prossimo piuttosto di quest'anno, perché siccome ho partecipato direttamente alla conferenza Stato-Regioni, c'è una proposta delle Regioni di risorse aggiuntive per circa 120 milioni, che scongiurerebbero una nostra penalizzazione già da quest'anno. La partita è tutta aperta negli anni prossimi. Altri versanti: io sto gestendo in questi mesi circa 12-13 situazioni di crisi, di trasformazioni, di problemi che riguardano le nostre imprese, io parto da lì quando parlo delle imprese, cioè di quei lavoratori che oggi rischiano di o perdere il posto di lavoro o veder compromesso comunque un proprio lavoro futuro, ecco perché abbiamo creato anche all'interno una struttura di crisi d'impresa che affronta in maniera multidisciplinare un po' il tema e su cui si sta lavorando, così come sono state prese delle scelte importanti che riguardano il commercio e l'artigianato urbano perché su questo stiamo mettendo mano a una riforma importante di una legge che era vecchia anch'essa e abbiamo anche deciso, perché non sono guidato da follie iconoclaste, di rifinanziare per 650mila euro per esempio il bando ‘Rinnova’ che era rivolto a quelle micro, piccole e medie imprese commerciali che sul territorio possono avere un sostegno su ristrutturazioni, ampliamenti, barriere e l'abbattimento di barriere architettoniche. Sul discorso delle politiche attive del lavoro abbiamo raggiunto dei risultati importanti con una premialità di 4 milioni aggiuntivi. Abbiamo cercato anche di misurare lo stato di salute delle imprese quando abbiamo fatto quel bando per la trasformazione dei tempi determinati o per le assunzioni che ha avuto una proiezione intanto di possibilità di partecipazione di più di un mese. Abbiamo agito per fare in modo che questo fosse uno strumento sia in termini quantitativi che qualitativi dal punto di vista dell'approccio sul mercato delle imprese più efficace, ecco perché ha prodotto circa 1.600 domande, più di 1.600 domande di trasformazione da tempo determinato a indeterminato o di nuova assunzione che ha mobilitato risorse per circa 15 milioni di euro. Dobbiamo affinare il metodo perché adesso dobbiamo rivolgere le opportunità alle imprese per rispondere a un'esigenza, quella dei nostri giovani con competenze Ecco dove dobbiamo andare: incidere nelle politiche attive del lavoro insieme a un matching più efficace fra la domanda delle imprese e quello che offre il mercato della formazione e su questo siamo un po' indietro, perché mentre abbiamo delle eccellenze, come la Bufalini a Città di Castello, che oggi sta riformando delle persone di una società che ha subito la crisi dell'automotive, ha deciso di cambiare linea di produzione e sta formando persone di circa cinquant'anni. Questa nuova attività per rimetterli dentro quell'azienda che ha trasformato il tema produttivo è un'esperienza straordinaria di recupero di forza lavoro da indirizzare secondo un processo di trasformazione di un'azienda. Sulle infrastrutture noi siamo andati al Ministero dei Trasporti a parlare con l'equipe che si interessa in questa fase del rapporto con le regioni per la formazione del nuovo contratto di servizio. Siamo andati con un programma di investimento sulle infrastrutture di circa 4 miliardi e mezzo e abbiamo ripreso i progetti del passato aggiungendo alcune novità. Quello che c'è stato riportato dal Ministero, quindi non dall'ANAS ma dal Ministero, è che per le nuove opere la dotazione finanziaria dello Stato è di un miliardo e sette. Sulla vicenda del nodo, su cui noi non chiediamo l'elemosina o mettiamo l'asticella troppo alta, diciamo che quell'intervento ha bisogno di una progettazione completa, ivi compreso il collegamento con la Perugia Bettolle, eliminando quel tema della strada a due corsie che dovrebbe collegare San Martino in campo con l'ospedale perché non basta”.
Thomas De Luca (assessore regionale): “È stato chiesto se è migliorata la vita degli umbri, rispondo: assolutamente sì. Stiamo lavorando sulla prevenzione, prima cioè che i problemi diventino tali. Molte delle patologie che ci troviamo costretti ad affrontare dipendono dall’interazione dall'ambiente in cui viviamo. Ricordo quando dai banchi di quest’Aula denunciavamo la problematica relativa alle sostanze nocive all'interno delle acque potabili e spesso venivamo liquidati anche in maniera irridente. Oggi l’Umbria è fra le prime due Regioni in Italia ad aver avviato un protocollo di monitoraggio nelle acque potabili. Penso alle iniziative che erano rimaste all'interno dei cassetti perché nessuno le aveva mai prese in considerazione, noi, molte di esse le abbiamo rese concrete, fino a costituire un modello a livello nazionale e internazionale come il progetto SIERO che ci permetterà, attraverso un'azione assolutamente innovativa, di trasformare degli scarti dell'industria casearia per bonificare le falde acquifere contaminate. Rispetto alla problematiche legate all’impatto odorigeno ricordo una proposta di legge dell’allora consigliere regionale Daniele Carissimi, bocciata con un’azione ostruzionistica, ma che noi riprenderemo. Le questioni dell'impatto odorigeno possono agire sull'equilibrio psicofisico delle persone che vivono accanto a quei luoghi. Lo sa bene, ad esempio, chi vive a Nera Montoro, questione su cui stiamo lavorando col massimo impegno o chi vive a Terni. Con l’accordo di programma AST, a partire da gennaio metteremo in campo interventi basati su un monitoraggio rispetto alle emissioni delle acciaierie per verificare quelle non captate al fine di ridurre l’impatto sulle aree più critiche di Terni. Il progetto NeoConca è rimasto fermo per dieci anni perdendo i fondi. Per mettere in campo queste semplici azioni sarebbe bastato quel po’ di coraggio che dovrebbe essere proprio della politica. Rispetto agli ultimi eventi alluvionali in Valle Umbra sono stati immediatamente presi in carico. Rispetto al servizio regionale che si occupa del rischio idraulico, frane e dissesti abbiamo verificato che può contare solo su 5 persone e con zero euro in bilancio con risorse, utilizzando soltanto quelle derivanti dai trasferimenti statali. Si tratta di questioni che riguardano migliaia di cittadini e su cui finora si è vissuto di rendita e senza mai intervenire sui consorzi di bonifica. Ci sono aree, tra cui il Trasimeno dove per anni è mancata la manutenzione ordinaria. Noi intendiamo fare molto di più sulla manutenzione ordinaria di fossi, torrenti, fiumi, presidio strategico per salvare vite umane e salvaguardare asset economici. È fondamentale fare prevenzione. Rispetto al tema dell’energia penso a quanti sindaci, di ogni colore politico, nel corso di questi mesi ci hanno posto questioni critiche dei loro territori. È rimasto fermo per cinque anni il piano paesaggistico regionale. Penso ai molti territori dove per anni è stato precluso a cittadini e imprese di autoprodursi energia bloccando sistematicamente la possibilità di organizzarsi in Comunità energetica attraverso impianti sui tetti. Noi siamo intervenuti con apposita legge e con regole certe e su questo andremo convintamente avanti. Vogliamo rispetto per territori e famiglie. Quella dei rifiuti è una partita colossale al pari di quella dei trasporti. Noi stiamo invertendo il paradigma. Sento dire che le discariche umbre sono in esaurimento, ma chiedo a chi ha amministrato prima di noi la Regione, perché difronte a ciò un anno fa è stato deliberato in Giunta un aumento di 50mila tonnellate rispetto a quanto previsto dal piano? Forse solo per il bisogno di fare cassa gestendo rifiuti extra regionali? Noi con estrema responsabilità vogliamo intervenire con un'azione mirata e strutturale. Ci sono zone in Umbria dove per la differenziata non vengono utilizzati gli stessi colori. Il nostro modello è quello di intervenire a livello qualitativo e gestionale. Rispetto al governo del territorio siamo riusciti a fare quello che non era stato fatto per lunghi mesi, intervenendo con una proposta di legge, utile e necessaria per adeguare la legge 1/2015”.
Simona Meloni (assessore): “Abbiamo rafforzato la competitività delle imprese agricole, sostenuto il reddito degli agricoltori e accompagnato l’innovazione. I fondi sono stati destinati alle filiere di qualità e ai giovani agricoltori. Le risorse comunitarie verranno ridimensionate, pare del 20%, e l’Umbria rischia di essere penalizzata. Abbiamo stanziato 7,8 milioni, fino al 2027, per cofinanziare i bandi europei per le imprese umbre. Ci siamo trovati 1.100 domande inevase, anche riferite al 2017. Il personale assegnato peraltro peraltro non è sufficiente. In 6 Servizi ci sono 3 dirigenti, che si ridurranno a 1 tra 4 anni. Stiamo cercando di semplificare e razionalizzare. Stiamo rivedendo leggi e regolamenti, come richiesto dalle associazioni di categoria. Sul turismo, abbiamo ereditato un buon lavoro che stiamo portando avanti, pur avendo trovato stanziamenti insufficienti. Abbiamo messo a sistema 61 milioni per le nostre aree interne, per dare risposte ai territori fragili della nostra regione. Stiamo lavorando ad una legge per la valorizzazione diffusa dell’Umbria. Se il Governo modificherà la legge, i territori montani dell’Umbria verranno radicalmente ridotti di numero. Stiamo cercando di contrastare questa misura che danneggerebbe la nostra regione. Sullo sport, c’è stato un bando per 400 euro a famiglia per il sostegno alle attività sportive. Le pratiche, dopo due anni e mezzo, non sono state liquidate perché probabilmente lo strumento non era quello corretto. Sui fondi del Pnrr, l’Umbria ha intercettato oltre 5 miliardi ma ci sono criticità su alcune missioni, come sulle case di comunità e sui trasporti ferroviari. Il Commissario per il Trasimeno ha svolto un lavoro importante e dopo 23 anni abbiamo consolidato il rapporto con la Toscana per l’adduzione delle acque dalla diga di Montedoglio. Serve un piano di ordinarietà alla manutenzione di fossi e canali, darsene e pontili”.
Fabio Barcaioli (assessore): “Stiamo portando avanti una battaglia contro i tagli nella scuola, che riducono le autonomie scolastiche, il numero dei docenti e i finanziamenti. A livello nazionale la scuola vista come una spesa e non come una risorsa. L’Umbria è il fanalino di coda per il tempo pieno nella primaria mentre questo servizio è importantissimo per le famiglie, per le giovani coppie e per le donne che vogliono tornare a lavorare. Vogliamo dire basta a bonus natalità e bonus bebè per investire invece su politiche strutturali, aumentare il numero di asili nido e garantire quindi servizi prioritari soprattutto per aree interne e piccoli centri. Non potendo chiedere altri docenti a tempo pieno stiamo lavorando ad un progetto più grande, basato su comunità educanti e scuole aperte, insieme al terzo settore privato. Potremo così prolungare il tempo e fare attività nelle scuole. Altro intervento riguarderà i trasporti: rinnoveremo il vecchio accordo con l'Università e Umbria Mobilità, allargandolo anche all'Ufficio scolastico regionale, agli ITS, agli FP, alle scuole primarie e secondarie di secondo grado in modo da poter avere l'abbonamento a 90 euro per tutti gli studenti. Abbiamo lanciato per la prima volta il progetto ‘Vince l'amore’ sulla sesso-affettività nelle scuole. C'è stata una risposta importantissima e quasi un centinaio di scuole hanno risposto. Pensiamo che i femminicidi si possono combattere anche con l'educazione, educando al rispetto, all'affettività e a una sessualità che non pone al centro rispetto e affettività. Abbiamo revocato l’accordo dell’Adisu con l’ex scuola Fermi come residenza universitaria e abbiamo iniziato a cercare strutture da ristrutturare da mettere a disposizione degli studenti. La foresteria dell’ospedale di Perugia, in accordo con l'università, verrà gestita dell'Adisu e saranno messi a disposizione degli studenti di medicina 75 alloggi. Puntiamo a costituire una Agenzia per la casa ed a rendere disponibili, entro 4 anni, tutti gli appartamenti dell’Ater, portando a termine le ristrutturazioni necessarie. Si tratta di interventi necessari, visto che nel 2025 in Umbria cinquecentocinquanta famiglie sono state sfrattate per morosità incolpevole. Vogliamo puntare sul social housing. L'Umbria sulla cooperazione internazionale non aveva più un ufficio, non aveva più niente. Ora abbiamo lanciato progetti con Angola e Tunisia (di cui l'Umbria sarà capofila insieme a Sardegna e Liguria) incentrati su alimentazione, agricoltura e pesca. Abbiamo rifinanziato, con 35 mila euro, la legge sul Commercio equo e solidale, che la Giunta Tesei aveva privato di fondi con un segnale di cattiveria istituzionale. Politica e umanità hanno contraddistinto la nostra attività nella costituzione del ‘Cantiere della Pace’ per cercare di costruire politiche di pace e fare della cooperazione un nostro strumento. Infine, il sociale: abbiamo trovato una struttura dimessa e svuotata e ci siamo messi al lavoro per il ‘Piano povertà’, contro la disumanizzando quella persona e la riduzione della questione a degrado urbano e pericolosità. Vogliamo ribaltare questo paradigma e mettere la persona al centro della politica. Il 9 gennaio presenteremo il ‘Piano carceri’, che abbiamo già presentato a tutti i direttori delle carceri e alle associazioni.
Stefania Proietti (presidente Giunta): “Con questo bilancio vogliamo reimmettere solidità e fiducia. L’Umbria, con queste basi solide, è capace di vincere e di primeggiare nel mondo, è capace di essere attrattiva non solo a livello turistico ma anche per gli investimenti. Questo sarà possibile se è un'Umbria che costruiamo insieme, un'Umbria con tutti, un'Umbria per tutti. Se mette al centro il sistema del welfare innovativo allora può costruire un sistema economico solido. Grazie al lavoro fatto dall’assessore Bori con il bilancio diamo basi solide a questa nostra casa comune per i prossimi quattro anni, e anche per i prossimi decenni. Al centro di questa casa noi mettiamo le persone, che sono un valore assoluto. Questo primo anno non è stato semplice, anche per una manovra di Governo complessa, ma siamo soddisfatti del lavoro fatto insieme, con collegialità. Siamo partiti con scelte difficili ma necessarie per dare stabilità a questa regione, con una manovra fiscale per mettere in sicurezza la sanità dando risposte strutturali a crisi strutturali. Ma questo ha permesso un'apertura anche ad altre situazioni strutturali, come il cofinanziamento delle politiche europee, che alla fine del settennato europeo sarebbero diventate una vera e propria crisi. Politiche che non guardano solo allo sviluppo ma anche a quel sociale che è assolutamente emergenziale, e da finanziare in maniera strutturale. Per la sanità abbiamo cercato di fare il piano socio sanitario, che arriverà in Giunta nelle prime settimane dell’anno prossimo e sarà oggetto di grande partecipazione. In questo primo anno stiamo investendo in prevenzione, nell’infanzia. Senza questo bilancio non sarebbe stato possibile lo screening mammografico a partire dai 45 anni, o finanziare il vaccino per il virus sinciziale. Tutto questo lo dobbiamo agli investimenti di bilancio, che sono andati anche nelle scuole, con il programma scuole che promuovono la salute, e anche per gli over 65, perché ormai abbiamo immesso tutti gli over 65 in un piano di prevenzione e di attività di invecchiamento attivo. Abbiamo lavorato anche sulla sicurezza sul lavoro, non solo con la vigilanza, con la costituzione di una vera e propria task force per uscire dal triste primato delle morti per il lavoro. Stiamo lavorando in prevenzione con la campagna ‘Umbria contro ogni genere di violenza’, e in sicurezza alimentare, nella sanità animale. La chiave del piano sociosanitario e delle nostre azioni è la presa in carico della persona, che diventa anche orientamento con la messa in attività dei Pua, che abbiamo iniziato a inaugurare, e dei Polo, i punti di orientamento e ascolto locale oncologico, che sono i punti in cui ci si inserisce nelle reti. La nuova governance dell'integrazione territorio e ospedali è fatta di reti. Grazie all'aiuto e alla collaborazione di oltre quattrocento professionisti della sanità pubblica coinvolti abbiamo messo già in attività quelli che saranno i pilastri del piano sociosanitario regionale: la rete regionale di gastroenterologia, la rete dell'oncologia regionale, la rete delle cure palliative con l'ampliamento che sarà nel piano dei posti di hospice, la rete riabilitativa, la rete chirurgica a ciclo breve. Ci sono risultati positivi anche per la digitalizzazione della sanità. Sui 20 milioni di Pnrr, abbiamo raggiunto il target per il fascicolo sanitario elettronico, per la celiachia, per le vaccinazioni. Utilizziamo l'intelligenza artificiale per la telemedicina e siamo in corsa per l'ottenimento delle piattaforme digitalizzate dei laboratori e dei referti a livello regionale. Abbiamo raggiunto in anticipo gli obiettivi del Pnrr per la parte delle grandi apparecchiature e stiamo lavorando per le case di comunità: per 8 case di comunità e un ospedale di comunità già sono conclusi i lavori. I progetti stanno andando avanti per le altre case di comunità. Per la gestione delle liste d'attesa, ormai le prese in carico sono nei tempi previsti per alcune prestazioni e per la chirurgia oncologica della mammella e del colon. Sulle risorse umane bisogna investire, ma si può investire solo se si fanno scelte coraggiose, avendo risorse strutturali. È così che sono ripartiti i concorsi in sanità. Questo ci permetterà anche di investire in innovazione e ricerca con al fianco l'Università di Perugia, con il ruolo prioritario che l'università deve avere in ogni situazione di cura. Il percorso del piano sociosanitario regionale, prevede la preadozione in Giunta entro gennaio 2026. Ci sarà una fase successiva di circa sei mesi di partecipazione prima di approdare in questa Aula. Uno dei pilastri del piano sarà ragionare sulla rete ospedaliera regionale e sulla sua realizzazione. Una rete regionale che vede i nuovi ospedali costruiti, ma anche gli ospedali esistenti pienamente funzionanti in una logica di reti. Per le disabilità gravi il nostro piano ‘Umbria per tutti’ ha preceduto il piano d'azione del Governo. Ora i bandi devono raggiungere tutte le 1600 famiglie che hanno al loro interno una persona con grave disabilità. Il passaggio successivo sarà la definizione e la mappatura di tutti i fabbisogni, per cercare di coprire quelle migliaia di posti per non autosufficienza che mancano ancora in Umbria, anche con la collaborazione del privato convenzionato, strutturato e accreditato dalla regione. Sulle politiche per la famiglia abbiamo usato fondi Fse e di bilancio regionale, per aiutare le famiglie che hanno avuto una nuova nascita, una nuova adozione, un nuovo affido dal giugno 2024 al dicembre 2025. Stiamo lavorando per far sì che il bonus diventi strutturale. Stiamo facendo uno sforzo enorme per la ricostruzione: 5.325 sono le istanze tra ricostruzione privata e pubblica di cui 3.485 concesse, 1,9 miliardi di euro richiesti e l'inclusione del sisma 2023 di Umbertide all'interno della gestione del cratere. Oltre alla copertura per evitare l'azzeramento del bonus 110 che avrebbe comportato il fermo di centinaia di cantieri. La Regione ha ripreso le relazioni internazionali con la visita di ben quindici ambasciatori di stati europei o esteri per aiutare l’internazionalizzazione delle imprese. Con il Governo abbiamo trovato l’accordo per le acciaierie. Altra operazione riguarda la riperimetrazione della Zes, che stiamo facendo insieme alla Regione Marche. Vedremo se sarà possibile. Intanto dall'approvazione della ZES al 2 dicembre abbiamo movimentato 60 milioni di euro per un totale di 92 milioni di investimenti. Un risultato di quest'anno è stato il Giubileo, che speriamo che continui con il centenario della morte di San Francesco. La Regione Umbria farà la sua parte ma chiedendo un contributo al Governo per quello che sarà un evento che accenderà una grande luce su tutta l'Umbria. Nel Comitato delle Regioni abbiamo l’importante incarico di redazione del Piano sulle politiche ambientali per il prossimo settennato”. PG/AS/MP/DMB
