(Acs) Perugia, 15 dicembre 2025 – La Prima commissione dell’Assemblea legislativa, presieduta da Francesco Filipponi, ha approvato, con 5 voti favorevoli dei commissari di maggioranza e 2 voti contrari dei commissari di opposizione, due atti predisposti dalla Giunta: “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Umbria (Legge di stabilità regionale 2026)” e “Bilancio di previsione della Regione Umbria 2026-2028”. Prima del voto finale sono stati approvati due emendamenti tecnici proposti dall’assessore Tommaso Bori, presente alla seduta. L’atto verrà discusso in Consiglio regionale il 23 dicembre. Relatori in Aula saranno Francesco Filipponi (Pd) per la maggioranza e Paola Agabiti (FdI) per la minoranza. L’atto era stato illustrato dall’assessore Bori nella seduta della settimana scorsa (https://tinyurl.com/56w2xf8d). Nel corso della seduta, dopo le istruttorie tecniche degli uffici di Palazzo Cesaroni, sono intervenuti diversi commissari.
Per Paola Agabiti (FdI) questo bilancio è un documento vuoto. Non si trova qualcosa di nuovo, che possa dare una prospettiva all’Umbria. È un bilancio che rimarca quello che era stato fatto in passato, però senza aver aumentato le tasse. Non ci sono degli interventi significativi. Per la sanità il raddoppio del finanziamento regionale extra Lea era già previsto, così come l’indennizzo per gli emotrasfusi, gli investimenti in edilizia sanitaria, i contributi alle famiglie e quelli per l’invecchiamento attivo. Con oltre 180 milioni di nuove tasse si sperava in un bilancio che fosse una leva di sviluppo importante per la regione. Nel bilancio non c’è nulla sulla razionalizzazione, neanche per le agenzie e le partecipate regionali. Non c’è un euro di revisione della spesa. L’attenzione verso il mondo che ruota intorno al bilancio regionale andrebbe fatta prima di chiedere sacrifici ai cittadini. La precedente Giunta ha sempre finanziato i programmi comunitari. Bisogna ringraziare il Governo nazionale per la cancellazione del Fondo anticipazione di liquidità, risorse che non andranno come contributi alla finanza pubblica, ma che potranno essere trasformate in investimenti.
L’assessore Tommaso Bori ha spiegato che il bilancio si compone di più atti, a partire dall’assestamento di bilancio, che vanno letti in sommatoria. Ci sono molte criticità, la prima delle quali è legata ai trasporti e ai contributi di finanza pubblica. Buona parte delle risorse sono state usate per sbloccare il Feasr, il fondo europeo per l’agricoltura, grazie al cofinanziamento di decine di milioni di euro. C’è stato anche lo sblocco completo del Fse+, il fondo sociale europeo: senza questo intervento non si sarebbero sbloccate 300 milioni di euro di risorse. Questo è un grande cambiamento. Il ripiano è stato fatto, come per il fondo di dotazione in sanità. Per gli extra Lea non era previsto il raddoppio. Prima c’era una cifra che ora è raddoppiata. Il Governo va ringraziato per ciò che fa bene, ma criticato per l’aumento della richiesta di contributo di finanza pubblica. L’Umbria sul piano trasporti è una delle regioni più danneggiate: con l’attuale previsione ci sono 10 milioni di euro l’anno di meno, visto che l’Umbria passa dal 2,3% del fondo globale all’1,88. Una cifra alta che danneggia la Regione. Il 75% dell’atto in discussione è destinato al Tpl. Questo permette di sterilizzare i costi e creare le condizioni per fare la gara. Anche per la cultura i fondi sono aggiuntivi, non sostitutivi. Per gli investimenti, la trasformazione del Fondo anticipazione di liquidità da parte del Governo ci consente di prevedere investimenti, che verranno fatti. Ma sono una tantum, mentre il taglio per il Tpl è stabile. Siamo in fase di programmazione dei fondi europei. Il fatto che non fossero finanziati per tutti questi anni è un problema. Garantire da qui a fine programmazione il cofinanziamento vuol dire poterli usare fin da subito, significa consentire agli uffici di lavorare. Questo consentirà, ad esempio sul sociale, di uscire dalla logica dei bonus e entrare in quella dei servizi.
Secondo Letizia Michelini (Pd) questo è un bilancio serio che riesce a superare le difficoltà. La manovra di bilancio è stata una scelta politica obbligata per la rigidità del bilancio che non era in grado di sbloccare finanziamenti importanti, poi trovati, per cofinanziare la programmazione europea, risanare il bilancio in sanità ricostruendo il fondo di dotazione eroso negli anni, coprire i tagli del Governo. Con l’azione della Giunta è stato possibile dare stabilità a questo bilancio, che si inserisce in un quadro che è la fine degli interventi straordinari come il Pnrr, che sta andando in esaurimento. Nel bilancio ci sono importanti investimenti in sanità, come il raddoppio dei fondi extra Lea che viene fatto per la prima volta. Nel complesso nel bilancio c’è un atteggiamento prudenziale, con risorse che vengono messe a sistema in un quadro di stabilità, nonostante l’aumento di spese di cui non si può fare a meno e che vanno a irrigidire il bilancio. Anche il raddoppio dei fondi per la cultura è un fatto straordinario. DMB/
