LAVORI D’AULA (5): PRESA D’ATTO DELLA RELAZIONE SULLE “NORME PER LE POLITICHE DI GENERE E PER UNA NUOVA CIVILTÀ DELLE RELAZIONI TRA DONNE E UOMINI”
16 Lug 2019 14:00
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(Acs) Perugia, 16 luglio 2019 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha preso atto della Relazione riferita al primo anno di applicazione della legge regionale “14 del 2016” - “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini”.
Il report è stato illustrato ai consiglieri regionali da Carla Casciari (Pd), che ha sottolineato come la norma sia “una legge quadro di principi che devono riscontrarsi poi trasversalmente in tutte le politiche regionali, questo nella consapevolezza che le politiche pubbliche non sono neutrali rispetto al genere ma assumono effetti e conseguenze differenziate a secondo che il cittadino sia uomo o donna”.
Casciari ha spiegato che “In Umbria i dati restituiteci dai Centri Antiviolenza e dal Telefono Donna evidenziamo come il fenomeno della violenza sulle donne sia diffuso e in larga parte sommerso. Nell'89 per cento dei casi di tratta di violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica nel proprio contesto familiare, senza distinzione di classe sociale né di età. Ogni genere di violenza e maltrattamento ha dei costi sociali e sanitari molto alti; una donna abusata, infatti, rischia di scivolare in un vortice di difficoltà e disagio, non solo fisico ma anche psicologico, che incide negativamente e talvolta permanentemente, sulla sua capacità di crescita personale, di autonomia ed emancipazione, oltre che avere effetti pesanti sulla propria salute.
Dal 2014, quindi da due anni prima che entrasse in vigore la legge, sono attivi in Umbria 2 Centri Antiviolenza (Cav) di tipo residenziale, operanti h24, 7 giorni su 7. Uno a Perugia e uno a Terni. 1 Centro Antiviolenza di Orvieto (inaugurati da poco, fine 2018 quello di Spoleto e di Narni), 2 Case rifugio, una per provincia , 2 case di semi-autonomia, una per provincia. Tra i servizi attivi per le donne si segnala anche il ‘Servizio Codice Rosa’ avviato nel 2015, un progetto sperimentale che prevede la presenza dei Cav nei pronto soccorso in alcuni ospedali umbri.
I dati forniti dai CAV riferiscono che nel 2017 ci sono stati 930 accessi ai servizi di cui la maggior parte avvenuti tramite contatto telefonico o per posta elettronica (850). I Cav hanno in carico 611 donne, di cui 340 come nuove prese in carico nel corso dell’anno, mentre 135 sono straniere. Relativamente agli organi di monitoraggio e studio della condizione femminile, dei quali la legge dispone l’istituzione, si osserva che non risulta ancora costituitosi l’Osservatorio regionale sulla violenza degli uomini contro le donne, ma nell’ambito di questo progetto si rileva che la Regione Umbria ha realizzato un sistema informativo denominato Sistema di Elaborazione Regionale Network Antiviolenza. Ugualmente non è stato ancora attivato l’Osservatorio Regionale sul Welfare Aziendale (art. 28 lr 14/2016) con il compito di raccogliere, analizzare e diffondere le buone pratiche di conciliazione di welfare aziendale.
Nell’ambito delle opportunità di impresa e di occupazione, e i relativi finanziamenti cui le donne possono accedere con criteri di premialità, si evidenzia che a valere sui fondi europei Fse e Fesr 2014-2020, nel 2017, solo l’1,5 per cento delle imprese che ha presentato domanda possiede il requisito della prevalente conduzione femminile. Le imprese ammesse a contributo con questo requisito rappresentano l’1 percento di quelle ammesse a finanziamento. Nel gennaio 2017 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa fra Regione Umbria, CPO, ANCI, CAV, CPI e la Consigliera regionale di parità per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Il progetto sperimentale ha coinvolto circa 100 donne prese in carico e seguite dai Cav, ma in merito non si hanno ancora dati disponibili. Nel programma regionale antiviolenza 2017 sono state impiegate risorse per 1 milione di euro, di cui 462mila di fondi nazionali e 566mila regionali”.
GLI INTERVENTI
Claudio RICCI (misto Rp – Ic): “Sono state assegnate risorse significative a questa norma, sia regionali che nazionali. Positivo che siano state stipulate molte convenzioni, che hanno già portato risultati concreti. Molte sono state le donne coinvolte ed a cui è stata prestata attenzione, sia in chiave di contrasto alla violenza che di sostegno all’imprenditoria femminile”. MP/
