LAVORI D'AULA (5): “PERSONALE AMMINISTRATIVO DELLE PROVINCE DA TRASFERIRE NEL SERVIZIO SANITARIO” - LA MOZIONE DI MANCINI E FIORINI (LEGA) RINVIATA IN COMMISSIONE
L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha deciso all'unanimità di approfondire in sede di Commissione la mozione dei consiglieri della Lega Nord, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini, che impegnava la Giunta regionale ad “adottare tutti gli atti necessari per estendere agli enti del servizio sanitario regionale l'obbligo di procedere al trasferimento del personale soprannumerario delle province di Perugia e Terni, per soddisfare i propri fabbisogni di personale amministrativo”.
06 Ott 2015 01:00
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(Acs) Perugia, 6 ottobre 2015 - L'Assemblea legislativa ha deciso all'unanimità di approfondire in commissione la mozione dei consiglieri della Lega Nord, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini, che impegnava la Giunta regionale ad “adottare tutti gli atti necessari per estendere agli enti del servizio sanitario regionale l'obbligo di procedere al trasferimento del personale soprannumerario delle province di Perugia e Terni per soddisfare i propri fabbisogni di personale amministrativo”.
“L'assessore alla Sanità, Luca Barberini, ha fornito il quadro attuale della situazione, in riferimento alle possibilità di impiego dei lavoratori delle province nel Sistema sanitario regionale: in totale sono stati autorizzati 21 posti: 3 unità lavorative alla Asl 1, 5 alla Asl 2, 2 unità per l'Azienda ospedaliera di Perugia, 8 in quella di Terni e 3 al Cras. Ventuno e non di più – ha spiegato l'assessore – perché dobbiamo rispettare leggi e parametri, come il fatto che la spesa storica per il personale del 2004 non può essere superata, per effetto della legge di stabilità del 2005”.
INTERVENTI
VALERIO MANCINI (Lega Nord, primo firmatario mozione): “SITUAZIONE È FIGLIA DELLA LEGGE DELRIO, UNA RIFORMA UMORALE E CONCEPITA PER MOTIVI ELETTORALI. Con questo atto intendiamo dare una risposta concreta alle aspettative dei tanti lavoratori delle province che vorrebbero non solo continuare ad avere un posto di lavoro ma anche non disperdere le professionalità acquisite. Tale situazione è figlia della legge Delrio, una riforma umorale e concepita per motivi elettorali che, sulla carta, assegna un nuovo ruolo strategico alle Regioni ma, in realtà, scarica su di esse la soluzione di un problema economicamente molto rilevante. Se la maggioranza di quest'Aula dovesse sostenere che la riforma è fatta bene vuol dire che i soldi ci sono e da domani il problema è risolto, ma se non ci sono soldi vuol dire che la riforma è fatta male. E allora valutiamo tutte le vie d'uscita per trovare una soluzione che porti al reimpiego dei lavoratori delle province. Ricordo che la Giunta regionale ha manifestato, con apposita delibera, la volontà di arrivare all'efficientamento della macchina pubblica e al recupero di risorse, ma si parla di cifre che non sono state reperite in alcun modo, quindi i problemi rimangono e non vi sono indizi di alcun genere nel bilancio di assestamento. Sono dunque necessarie risorse aggiuntive che la Regione deve chiedere con forza e, dal punto di vista politico, serve maggiore chiarezza, perché mentre la Delrio si prefigge di smontare le province, il dibattito politico va verso le macroregioni e non si capisce se vogliamo diventare più piccoli o ingrandirci, in un momento in cui serve chiarezza perché di mezzo ci sono le vite delle persone”.
EROS BREGA (Pd): “L'ASSEMBLEA HA DELIBERATO UN IMPEGNO CON I LAVORATORI, NON PRENDIAMO ALTRI PERCORSI - Vorrei ricordare a Mancini che, nel 2011, fu il governo targato Pdl e Lega ad annunciare la riforma delle Province. Delrio fu anche accusato di aver ricopiato il testo. Inoltre l'Assemblea ha deliberato un impegno con i lavoratori nell'incontro della settimana scorsa. Non ha quindi senso impegnarsi tutti insieme e poi decidere altri percorsi per mera strumentalizzazione politica. I consiglieri della Lega oggi vanno contro una legge ideata da loro”.
MARCO VINICIO GUASTICCHI (Pd): “FAREMO TUTTI LA PROPRIA PARTE, ANCHE I COMUNI DEVONO FARLA, SENZA AGGIRARE QUESTA EMERGENZA - E' stato sotto il governo Monti che è stata chiesta la modifica della Costituzione e adottato il decreto legge Salva Italia; nasce da lì la penalizzazione dell'unico ente senza vera forza politica. Si tocca la Costituzione prevedendo l'eliminazione di un ente che fa gestione del territorio e cancellando con un decreto legge non solo una storia, ma anche e soprattutto funzioni, quelle delle Province, che non sappiamo come saranno gestite. Non limitiamoci a dire colpa di Renzi o di Berlusconi. E' stata un errore, una riforma avventata. Monti annunciò che le province sarebbero state chiuse e sarebbero sparite nel 2012. siamo tutti fortemente impegnati affinché questo passaggio traumatico sia per tutti il meno invasivo possibile. Il personale non è merce di scambio, soggetti da piazzare in qualche posto, senza considerare adeguatamente le professionalità maturate e la ricchezza che portano. Faremo tutti la propria parte, anche i Comuni devono farla, senza aggirare questa emergenza. Tutti gli enti collegati alle istituzioni devono fare la loro parte”.
SILVANO ROMETTI (SeR): “LA REGIONE UMBRIA NON POTRÀ RISOLVERE DA SOLA QUESTO PROBLEMA - L'Umbria è una delle regioni che ha fatto di più per non lasciare senza prospettive i lavoratori, vedasi Umbria Mobilità, Agenzia forestale. Nessuno è stato mai lasciato a piedi. E' questa una riforma venuta male, figlia di una fase in cui si è affermato che tutto ciò che è pubblico non va bene. In Umbria non abbiamo molte province, come in altre regioni, e le due che ci sono hanno ereditato dalla Regione stessa funzioni importanti. Ma chi le amministra ora lo sta facendo a tempo perso, senza nemmeno i rimborsi. La Regione deve quindi farsi sentire presso il Governo sulle necessità delle Province, un problema molto sottovalutato, sia per le urgenze dei lavoratori, sia per le funzioni che le province svolgono e non sono più in grado di fare. Lanciamo un grido di allarme. La Regione Umbria non potrà risolvere da sola questo problema”.
EMANUELE FIORINI (Lega Nord): “L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE LA DOBBIAMO AL GOVERNO MONTI - Brega dice che l'abolizione delle province è stata proposta da Lega e Pdl, ma vorrei ricordare che l'ha fatta il presidente Monti, un presidente del Consiglio non eletto, ed è stata poi riproposta dall'Esecutivo attuale”.
CLAUDIO RICCI (portavoce centrodestra e liste civiche): “IL GOVERNO DEVE GARANTIRE GLI STRUMENTI PER SOSTENERE LA SUA DECISIONE - Apprezzamento per la proposta. Dobbiamo essere uniti nella tutela del lavoro, che ha valenza sacra, soprattutto in questo momento. I servizi scolastici sono essenzialmente gestiti dalle province, come strade, ambiente e turismo, oltre alle deleghe svolte in modo positivo nell'urbanistica. Questo lavoro va tutelato, perché fondamentale per lo sviluppo dei territori. Serve realismo e va investito il governo e, conseguentemente, la conferenza Stato-Regioni. La Regione Umbria ha manifestato la propria buona volontà. Ora devono farlo anche i Comuni, ma serve una modifica dei parametri compresi nel patto di stabilità, altrimenti non potranno accogliere lavoratori a causa dei vincoli che insistono sui quadri di mobilità. Il governo deve ripensare il ruolo delle province, che non saranno eliminate, e deve dargli un ruolo perché comunque rimarranno dei dipendenti nelle province. E' stato un grave errore voler togliere le province. Il nostro Paese è nato sulle Province e le Prefetture, che ne costituiscono l'ossatura istituzionale. Meglio la visione strategica delineata dal disegno di legge del 2001 di Altero Matteoli, dove si legge che tutte le funzioni associate dei comuni devono avere come perimetro di manovra le province, oggi però gestite in maniera non efficiente, infatti per il sociale ci sono le sue associazioni, per l'acqua e gli Ati altri perimetri di riferimento, e non si riesce così a ottimizzare i costi. Il governo non può fare una riforma attraverso questo 'federalismo non responsabile', che demanda ad altri, le Regioni, il problema. Il governo deve garantire gli strumenti per sostenere la sua decisione”.
ATTILIO SOLINAS (Pd): “EVITARE FUGHE IN AVANTI PER LE ASSUNZIONI DA PARTE DELLE ASL - Condivisibile l'atto perché siamo in emergenza lavoro, però ho sottomano una delibera dell'Azienda ospedaliera di Perugia, datata 25 settembre 2015, nella quale si assumono pareri favorevoli e si determina l'assunzione di 9 collaboratori amministrativi. Chiedo quindi all'assessore di coordinarsi con le aziende ospedaliere per evitare fughe in avanti e che si valuti l'opportunità di dare precedenza ai lavoratori delle province”.
GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd): “SOLIDARIETÀ MASSIMA AI LAVORATORI DELLE PROVINCE”. Siamo in una fase di transizione con le funzioni delle Province trasferite alle Regione, come il governo del territorio, l'antisismica, ecc. Si tratta di una fase da monitorare con particolare attenzione. Bene quindi il tema all'ordine del giorno di oggi. Su questa difficile fase di transizione la direzione non va mai smarrita. Una delle difficoltà maggiori è la debolezza dell'Europa. Non si può ripartire dagli Stati-Nazione, va costruito un rapporto più diretto tra Regioni ed Europa. Il senso della mozione è convincente, ma è una situazione da inserire in una fase di riforme necessaria perché è impensabile andare avanti con cinque livelli istituzionali che non ci possiamo permettere. Solidarietà massima ai lavoratori delle Province”.
LUCA BARBERINI (assessore regionale): “AUTORIZZATI 21 POSTI PER UNITÀ AMMINISTRATIVE TRA ASL E AZIENDE OSPEDALIERE, NEL RISPETTO DELLA LEGGE DI STABILITÀ - Siamo di fronte a una stagione di riforme che ci è chiesta dalla politica, dalla UE e dai cittadini, in un momento storico in cui serve un impulso per la competitività del sistema Paese, fermo da troppo tempo. Si parla di inefficienza della Pubblica amministrazione che oggi non è più in grado di dare risposte ai cittadini con tempestività ed efficacia. In questo quadro dobbiamo chiederci se possiamo mantenere 5 livelli istituzionali spesso convergenti e che si sovrappongono su varie materie, non garantendo l'efficacia richiesta. C'è la necessità di attivare la riforma con meccanismi non rispondenti alle necessità. La Regione ha intrapreso un percorso la cui rotta è quella di non lasciare fuori nessuno, ma dobbiamo trovare il modo di farlo. Questo è il nodo politico da sciogliere. Venendo al tema specifico della mozione, come assessorato abbiamo certificato la necessità di 21 unità che potranno essere così trasferite: 3 alla Asl 1, 5 alla Asl 2, 2 unità per l'Azienda ospedaliera di Perugia, 8 in quella di Terni e 3 al Cras. Questo il contributo del sistema sanitario per il riassorbimento dei lavoratori delle Province. Si poteva fare di più? Ci sono vincoli economici, equilibri di bilancio da rispettare. Perché solo 21 unità? Per il rispetto di leggi e parametri, come il fatto che la spesa storica per il personale del 2004 non può essere superata per effetto legge stabilità del 2005. Cerchiamo di coprire il gap tra la spesa nostra come Regione e quella massima data dall'applicazione della norma, ecco perché 21 unità non di più. La mozione oggi presentata è votabile, ma deve essere modificata in alcuni termini: quando si dice che il reclutamento del personale è la spesa prioritaria ad esempio, perché noi dobbiamo garantire una buona sanità, che è fatta non solo di personale amministrativo ma anche da medici, infermieri e personale sociosanitario, che svolgono compiti diversi dai lavoratori in questione. Ribadisco infine che la Giunta non ha autorizzato alcuna assunzione di personale amministrativo, proprio perché consapevole della situazione. Le figure amministrative di cui parla Solinas sono figure a tempo determinato, le cui assunzioni pertanto non passano per la Giunta, e sono ritenute necessarie, da subito, per operare nell'auto-assicurazione dell'azienda ospedaliera”. PG/
