LAVORI D'AULA (3): DIBATTITO IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA SUGLI ATTENTATI BRUXELLES

L'Assemblea legislativa ha affrontato un dibattito sugli attentati di Bruxelles. Nel corso della discussione, dopo la comunicazione iniziale della presidente  Porzi che ha ricordato le vittime degli attentati e ha chiesto un minuto di silenzio, sono intervenuti Claudio Ricci (Rp), Andrea Liberati (M5S), Marco Squarta (FdI), Attilio Solinas (Pd), Silvano Rometti (SeR), Emanuele Fiorini (Ln), Sergio De Vincenzi (Rp), Gianfranco Chiacchieroni (Pd) e l'assessore Fernanda Cecchini (Pd). Nel corso della seduta si lavorerà ad un documento comune che partirà dall'intervento della presidente Porzi.



 

Data:

22 Mar 2016 00:00

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(Acs) Perugia, 22 marzo 2016 – L'Assemblea legislativa, su proposta del capogruppo del Partito democratico Gianfranco Chiacchieroni, ha affrontato un dibattito sugli attentati di Bruxelles. Nel corso della discussione, dopo la comunicazione iniziale della presidente Donatella Porzi che ha ricordato le vittime degli attentati e ha chiesto un minuto di silenzio, sono intervenuti Claudio Ricci (Rp), Andrea Liberati (M5S), Marco Squarta (FdI), Attilio Solinas (Pd), Silvano Rometti (SeR), Emanuele Fiorini (Ln), Sergio De Vincenzi (Rp), Gianfranco Chiacchieroni (Pd) e, in rappresentanza della Giunta, l'assessore Fernanda Cecchini (Pd). Al termine del dibattito è stato preannunciato che nel corso della seduta si lavorerà alla stesura di un documento comune, che partirà dall'intervento iniziale della presidente Porzi.
 
GLI INTERVENTI
CLAUDIO RICCI (Rp): “Gli attentati di questa mattina portano le problematiche legate al terrorismo ad essere vicine alla nostra quotidianità. Siamo difronte ad un terrorismo organizzato e diffuso, non più estemporaneo, e tatticamente organizzato. Questi fatti ci chiamano ad una riflessione molto ampia che oscilla tra la consapevolezza di terrorismo e il doveroso rispetto per tutte le identità con la cultura del dialogo e dell'accoglienza. Come possiamo giustificare queste immagini agli occhi dei nostri figli? Occorre spiegare ai nostri giovani che si tratta di un attacco ai nostri simboli, rispetto ai quali non possiamo essere deboli, seppur in un aspetto dialogante che la nostra cultura ci ha insegnato. Siamo davanti ad un attacco alla nostra identità e cultura, che è legata al dialogo e al rispetto delle altre identità. Però non possiamo più essere tiepidi”.
 
ANDREA LIBERATI (M5S): “Quella che abbiamo davanti è una sfida storica alla nostra libertà e alla nostra democrazia, che oramai da tre lustri procede a tentoni rispetto all'attacco all'occidente, i cui diritti sono messi a dura prova da un imbarbarimento che fa male. Sembra di tornare al medioevo. Noi siamo già dentro ad una situazione di grande problematicità dalla quale non sapiamo come uscire. Questi attacchi vengono dalle periferie dell'Europa, ma l'11 settembre è stato organizzato ad altissimo livello. Questo fa paura. Dobbiamo redigere un documento che ci vede su posizioni concordi, che ricordi anche i nostri errori, come il rischio di impelagarsi in un guerra in Libia. Noi siamo il paese dove non prendevamo neanche le impronte di chi sbarcava dai barconi. Mi auguro un documento unitario che sarà il nostro piccolo contributo a questo passaggio storico”.
 
MARCO SQUARTA (FdI): “Gli attacchi terroristici stanno determinando il fallimento totale dell'Europa. Oggi Renzi, Alfano e Mattarella dicono che il terrorismo si combatte con la cultura e il dialogo. Ma veramente noi crediamo questo? L'Europa dovrebbe cominciare a pensare anche alla sicurezza dei cittadini. È necessario andare a controllare i centri culturali islamici. L'immigrazione incontrollata non è più sostenibile. Pochi mesi fa, in Commissione, i Prefetti ci hanno detto che solo uno su quattro dei profughi che arrivano in Umbria gode di effettivo diritto di asilo; che le questure non sono in grado di identificare chi arriva, che quindi sparisce subito. E tutti i servizi segreti del mondo dichiarano che c'è la possibilità di infiltrazioni terroristiche. È ora di dire basta a questa politica dell'Europa sull'immigrazione. L'Umbria non può abbassare la guardia. Purtroppo oggi siamo in guerra. Occorre cambiare radicalmente la gestione politica della lotta al terrorismo”.
 
ATTILIO SOLINAS (Pd): “Condivido il messaggio di solidarietà della presidente Porzi che esprime il dolore degli umbri per questi attentati. Dobbiamo arrivare a un documento condiviso. Ma non credo che l'Europa sia fallita. Però è fragile. La risposta deve essere più Europa, più strutture condivise. Manca una politica estera comune che freni gli impulsi legati a interessi economici dei singoli stati. Serve un'intelligence comune. Serve un'Europa più forte e organizzata. Chiedo di sollecitare maggiore spinta a condividere obiettivi comuni, anche in altri ambiti oltre a quelli economici”.
 
SILVANO ROMETTI (SeR): “Non concordo con atteggiamenti che dicono no all'integrazione, che considerano le culture diverse dalla nostra un qualcosa di separato, che alimenta le cose che stiamo vivendo. Ma deve cambiare l'atteggiamento per la difesa dei nostri Stati. C'è incapacità di intelligence, di coordinamento, di controllo del territorio. Non c'è innalzamento nella capacità di azione delle forze di polizie. Altra inadeguatezza è che la comunità internazionale è incapace di intervenire dove ci sono i focolai del terrorismo. Questa non è l'occasione per demolire l'Europa. Noi dobbiamo rafforzare l'Europa dandogli strumenti che gli consentano di difendersi e di colpire quando necessario”.
 
EMANUELE FIORINI (Ln): “Oggi si contano i morti e i feriti dell'ennesima carneficina della follia islamica. Questa è la gratitudine islamista che dimostrano nei nostri confronti per l'accoglienza che diamo ai migranti. Questa è una guerra. Bisogna pretendere giustizia e sicurezza. È ora di reagire. Ricordiamo con una preghiera le vittime del terrorismo”.
 
SERGIO DE VINCENZI (Rp): “Serve una riflessione più profonda e attenta. Giovanni Paolo II invitava a non sminuire l'identità cristiana fondante dell'unità europea. Di queste radici cristiane purtroppo oggi non c'è traccia nei documenti istitutivi dell'Ue. C'è sempre difficoltà a riconoscerle nel nostro vissuto quotidiano. Aver pensato di poterne fare a meno è la cosa peggiore. Il problema non è invocare misure di polizia, ma non ritrovare l'identità che getti le fondamenta per un dialogo. L'Umbria è fondata su valori di pace e fratellanza. Il futuro di una convivenza non si costruisce dimenticando la propria identità. Molte ragioni dell'odio sono frutto di quel sistema economico che ha concentrato la ricchezza in mano di pochi. Quale risposta dare? Riflettere sul relativismo, sul fatto che non esiste più ragione per affermare valori condivisi. Non basta dire e richiamare la pace, ma la pace la dobbiamo vivere nel nostro vissuto quotidiano. Si richiede una rivoluzione a cominciare da noi stessi. Non pensiamo che questi eventi siano lontani da noi”.
 
GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd): “Il documento della presidente Porzi è una sintesi da cui partire in questo nostro piccolo dibattito. Oggi è stata bombardata la capitale dell'Europa, colpita al cuore. Quando parliamo di Regione siamo rivolti con lo sguardo a Bruxelles. Nostri dipendenti sono lì. Tanti nostri giovani vi passano per la loro formazione. L'attacco di oggi è parte dei fenomeni di terrorismo dell'Isis, che si aggiunge a tante vicende mai risolte. Oggi tutta la comunità internazionale deve affrontare tragedie come la migrazione biblica, il terrorismo, le guerre. C'è una rete di terrore presente che è viva, che è disposta a suicidarsi per portare avanti un'azione di terrore. Un rete viva, attiva. Altra questione è la reazione della comunità di Molenbeek, che per più di quattro mesi non si è dissociato dai terroristi di Parigi che vivevano lì. Non abbiamo alternative per affrontare la questione: repressione e solidarietà, atteggiamento di pace dove ci sono i focolai. Occorre una grande battaglia culturale, come dice il presidente Mattarella. Tutti siamo chiamati a fare qualcosa, a difendere la laicità dello Stato, una dimensione istituzionale che è altra cosa dalla dimensione confessionale. Noi abbiamo accettato questo. Noi abbiamo diviso le due sfere. Dobbiamo invitare tutti ad aiutarci in questo dialogo, altrimenti c'è solo terrore e guerra. Allo stesso tempo dobbiamo essere inflessibili nella lotta al terrore. Sarà una battaglia lunga per la costruzione di un'Europa di pace che poi deve essere trasmessa al Mediterraneo e al Medio oriente”.
 
FERNANDA CECCHINI (assessore): “La Giunta condivide la proposta del capogruppo Chiacchieroni. Esprimiamo la nostra solidarietà alle vittime degli attentanti. Siamo tutti coinvolti in fatti del genere soprattutto perché come regioni viviamo Bruxelles come una sorta di nostra sede distaccata. Se mettiamo in secondo piano i valori fondativi dell'Europa facciamo male il nostro lavoro. La libertà, il rispetto, l'accoglienza sono le fondamenta delle istituzioni democratiche. Sono valori che insieme dobbiamo tutelare e rinsaldare per metterli a disposizione del dialogo di cui c'è bisogno. Dobbiamo agire sul dialogo culturale e sulla prevenzione. Allo stesso tempo dobbiamo avere grande determinazione per colpire le basi terroristiche nel cuore dell'Europa per difendere la nostra democrazia e la nostra libertà”. DMB/

Ultimo aggiornamento: 07/11/2016