LAVORI D'AULA (3): CONCLUSO IL DIBATTITO SULLA LEGGE ELETTORALE - GLI INTERVENTI DI BOTTINI (PD), BUCONI (PSI), NEVI (FI), BARBERINI (PD), VALENTINO (FI) E MARIOTTI (PD)

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16 Feb 2015 00:00

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(Acs) Perugia, 16 febbraio 2015 – Concluso il dibattito generale sulla proposta di nuova legge elettorale regionale. Alle 17, dopo l'ultimo intervento in programma, l'Aula su proposta del presidente Brega ha approvato a maggioranza di fissare il termine delle 19.30 per la presentazione di eventuali sub-emendamenti da parte dei consiglieri. Alla chiusura dei lavori d'Aula gli emendamenti depositati sono 59. Nel pomeriggio sono intervenuti Bottini (PD), Buconi (Psi), Nevi (FI), Barberini (PD), Valentino (FI) e Mariotti (PD).

LAMBERTO BOTTINI (PD): “IL PD CONDIVIDE LA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE DELLA COMMISSIONE. È UN PASSO AVANTI SIGNIFICATIVO E CORRISPONDE ALLA NOSTRA IDEA COMPLESSIVA DI REGIONE, DI DEMOCRAZIA, DI PARTECIPAZIONE. Mi auguro che la legge elettorale non sia figlia solo del Pd. Il lavoro di ascolto in Commissione è stato importante, non solo un ritocco della legge vigente. Il superamento del listino è un punto centrale della proposta. Non tutti credevano che sarebbe stato possibile abolirlo. Un risultato da sottolineare, che favorisce la partecipazione. E l'investitura popolare segna la qualità complessiva della democrazia, segna il lavoro delle istituzioni. Anche il turno unico non è una proposta marziana. Solo una regione, la Toscana, propone il doppio turno, che non favorisce la partecipazione visto il crollo verticale dei votanti nei ballottaggi. Proprio per questo viene meno la soglia per accedere al secondo turno. Il turno unico e il superamento del voto disgiunto rafforzano il meccanismo che prevede l'elezione diretta del presidente, legata a doppio filo con la rappresentanza e il Consiglio. Non va strumentalizzato il lavoro dell'ufficio legislativo regionale, che si è espresso su altre cose e non sulla costituzionalità della proposta. Il collegio unico è la scelta giusta per le dimensioni della nostra regione, che necessita una visione dell'Umbria che è destinata a rafforzare le politiche complementari con le regioni confinanti. È evidente la necessità di far venir meno il legame diretto che oggi esiste tra eletti e fazzoletti di territorio, che a volte svilisce lo sforzo di elaborazione che attiene al Consiglio regionale. La proposta di legge elettorale favorisce la formazione delle coalizioni e cerca di tenerle insieme. La governabilità è un punto estremamente rilevante: ci deve essere un rapporto tra rappresentanza e consenso che non va smarrito. Il premio di maggioranza al 60 per cento è una norma consolidata. Un rapporto sancito esplicitamente che mantiene la necessaria dialettica democratica nel rispetto dei ruoli tra chi vince e chi perde. Sono comunque convinto che finché è possibile un accordo va ricercato perché le regole è meglio farle insieme. Per questo bisogna verificare se ci sono emendamenti che è possibile inserire in questi ragionamenti di fondo”.

MASSIMO BUCONI (Psi): “NON ESISTE UNA QUESTIONE DI DEMOCRATICITÀ NEL FATTO CHE CHI HA PRESO PIÙ VOTI VINCE - Sarebbe stato meglio elaborare una legge elettorale basandosi su considerazioni più alte. Questa norma ha richiesto riflessioni all'interno delle forze politiche, per arrivare ad una nuova legge che tutti ritenevano necessaria. Spero che nel dibattito sugli emendamenti si possa sviluppare un confronto finora un po' compresso. Con i voti espressi in Commissione Statuto abbiamo condiviso la volontà di mandare in Aula un testo non blindato, anche se forte in alcuni punti cardine, ma non immodificabile. Invito tutti ad un principio di coerenza tra quello che si predica e quello che si fa sulla legge elettorale. Nello specifico, il turno unico non è antidemocratico: nelle democrazie rappresentative la trasposizione del voto in seggi avviene tramite l'adozione di sistemi elettorali, dato che non esistono sistemi naturali che facciano corrispondere seggi e voti in modo automatico e universale. Qualunque sistema elettorale italiano o estero sfrutta soluzioni che nascono dal confronto tra partiti che hanno trovato un compromesso nell'applicarle. Con questa proposta di legge elettorale non viene inventato nulla rispetto al panorama nazionale. In base al sistema elettorale adottato, ad una forza politica possono corrispondere un numero diverso di seggi, a parità di voti. Per le elezioni comunali, le europee e le regionali vengono adottati sistemi diversi. Bisogna sfatare il fatto che il sistema a turno unico sia meno democratico del doppio turno. Ora ci troviamo di fronte a forze politiche che si appellano alla volontà suprema del cittadino che non riconoscono la validità del turno unico, preferendo un doppio turno in cui invece intervengono i partiti, le segreterie e gli accordi. Non esiste una questione di democraticità nel fatto che chi ha preso più voti vince. Sul voto disgiunto, che senso ha permettere di esprimere un voto per un consigliere e al tempo stesso per un presidente che ha idee opposte? Sul collegio unico: la nostra regione è piccola, con un futuro da discutere. Il consigliere deve rappresentare tutto il territorio regionale, svincolandosi dal proprio collegio. Il listino è stato uno strumento per comporre alleanze politiche. Il premio di maggioranza non ha nulla di scandaloso, ma assegna alla coalizione che vince un massimo di 12 consiglieri (su 20 totali), che è il minimo per garantire la governabilità. Niente di strano se venisse recuperato il primo dei candidati presidenti non eletti e se si prevedessero soglie minime di accesso all'Assemblea legislativa”.

RAFFAELE NEVI (FI): “UNA LEGGE CHE, ANCHE PER I POCHI SEGGI A DISPOSIZIONE, GENERERÀ UNA DIFFICOLTÀ NEL GOVERNARE - Con 20 consiglieri regionali si rischia di creare alleanze improvvisate, frutto dell'esigenza di mantenere una maggioranza basata su margini ridotti. Il sistema a turno unico non porta a creare alleanze omogenee ma solo a prendere un voto più degli altri. In questo modo si cerca di rimettere dentro anche elementi che si sono dimostrati incompatibili con certe scelte. Una eventuale sentenza di incostituzionalità non farà decadere il Consiglio regionale. Invece avremo una coalizione in cui si cercherà di inserire chiunque possa portare qualche voto, dimenticando la coerenza con le scelte passate. Abbiamo la necessità di dare alle istituzioni un governo stabile, che riesca a ritrovarsi intorno ad un programma e poi lo attui quando vince le elezioni, senza aprire discussioni infinite al proprio interno. Il centrodestra è affezionato ad un sistema a doppio turno, più democratico e che garantirebbe maggiore governabilità. La Regione Toscana ha scelto il doppio turno, anche se la scelta del capolista bloccato non mi convince. In nessuna Regione c'è il collegio unico perché in questo modo si allontana l'eletto dal cittadino. Il collegio unico incrementa inoltre le spese elettorali e l'importanza delle lobby. Vengono poi danneggiati i territori minori, montani e marginali, delle province di Perugia e di Terni. Il collegio unico si porta dietro la doppia preferenza: non siamo contro la preferenza di genere ma quel sistema avvantaggia le zone più popolose, con ulteriori problemi per eleggere consiglieri dalle zone più marginali. La maggioranza sta costruendo un meccanismo per evitare di rivivere l'incubo di Perugia, che si è avverato non per il doppio turno ma per la forza elettorale del centrodestra. C'è stata una blindatura del testo da parte di Pd e Psi e per questo abbiamo abbandonato i lavori della Commissione Statuto. Volevamo un sistema che valorizzasse il bipolarismo, non il bipartitismo: è necessario per il bene delle nostre istituzioni che ci sia una maggioranza forte e una opposizione non frammentata e in grado di incidere. La presenza di due poli forti può favorire il confronto e il raggiungimento di punti di contatto. Su questo si innesta il doppio turno e si innestano gli emendamenti che abbiamo presentato. Questa legge, anche per i pochi seggi a disposizione, genererà una difficoltà nel governare. Si darà più spazio a forze minoritarie che riusciranno così a condizionare il presidente della Regione. Il voto disgiunto non è uno scandalo ma è invece l'espressione massima di libertà dell'elettore”.

LUCA BARBERINI (PD): “SISTEMA ELETTORALE SERIO CHE ASSICURA GOVERNABILITÀ. SARANNO I CITTADINI A SCEGLIERE I PROPRI RAPPRESENTANTI - Un ringraziamento al presidente della Commissione Statuto, Smacchi, per aver portato avanti una proposta, probabilmente non entusiasmante, ma comunque importante. Si tratta di una proposta di legge nata alla luce del sole e a seguito di dibattiti politici all'interno dei partiti. Noi la collaborazione delle opposizioni l'abbiamo sempre cercata ed auspicata, ma la scelta è stata quella di fuggire e non partecipare al voto in Commissione. Un sistema elettorale serio deve basarsi su due principi: la possibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti ed assicurare la governabilità. Nel giorno stesso dello spoglio si deve sapere chi ha vinto e chi sarà chiamato a governare e chi all'opposizione. È chiaro e naturale che, con 20 consiglieri, la differenza numerica tra maggioranza e opposizioni risulti modesta. Gli elementi positivi di questa legge sono basati sul ruolo autentico assegnato all'elettore, chiamato a scegliere tutti i componenti dell'Assemblea legislativa. Fattore importantissimo è che il consigliere regionale assume un ruolo di rappresentanza dell'intera comunità regionale. Viene poi assicurata la governabilità e la piena operatività del Governatore scelto. La scelta della riduzione del numero dei consiglieri renderà sicuramente più difficile il lavoro dell'Assemblea, ma era una scelta ovvia legata particolarmente alla riduzione della spesa pubblica. Ma è innegabile che questa legge mostra anche alcune debolezze: l'allargamento del bipolarismo dovuto ad una forte frammentazione politica porta ad un premio troppo alto per chi magari può ritrovarsi a vincere le elezioni con una percentuale al di sotto del 40 per cento. Questo si poteva evitare, prevedendo il doppio turno per un risultato sotto la soglia del 40 per cento. Anche in considerazione della possibile incostituzionalità del sistema. Altra criticità riguarda il metodo scelto per l'assegnazione dei seggi. Una metodologia applicata soltanto in Lussemburgo ed in alcuni Cantoni della Svizzera. E se viene utilizzata in pochissime realtà un motivo ci sarà. Era migliore l'applicazione del metodo 'D'Hondt', come avviene nei Comuni. Sulla preferenza di genere vorrei rimarcare l'importanza di dare un ruolo significativo alle donne all'interno delle istituzioni, ma questa non rappresenta la soluzione giusta. La preferenza multipla è assolutamente da evitare. Nel complesso, comunque, questa legge fornisce risposte positive. Tutti noi siamo chiamati a guardare avanti e pensare alle future generazioni e non alle future elezioni”.

ROCCO VALENTINO (FORZA ITALIA) “CON QUESTA LEGGE PREPARATE IL FUNERALE DELL'UMBRIA. SE NON VERRANNO ACCOLTI GLI EMENDAMENTI DELL'OPPOSIZIONE NON VOTERÒ QUESTA LEGGE - Non mi meraviglio che la proposta di legge elettorale sia partita dalla sede del Pd. Mi meraviglio, invece, che il Partito Democratico possa pensare di farla da padrone. In commissione non si è voluta la partecipazione dell'opposizione, facendoci arrivare a discutere gli emendamenti in Aula. Non si può approvare la legge elettorale solo i voti del partito di maggioranza relativa e del Psi. Ci sono molte assurdità. Qui dentro i consiglieri hanno fatto tutti i consiglieri comunali. L'Umbria è un'insieme di campanili. È inconcepibile pensare che i consiglieri regionali non siano espressione dei territori umbri. È assurdo poi la norma sulla presentazione liste: perché non accettare liste con meno di 15 persone che abbiano raccolto le firme necessarie? Il voto disgiunto è utile per consentire la libera scelta dei cittadini. Soprattutto con il turno unico. L'elezione del Consiglio regionale e quella del presidente sono due cose ben distinte e separate. Infatti in Toscana è consentito. Sono contrario alla preferenza di genere perché non credo alle riserve indiane delle quote rosa. Le donne valide lo dimostrano sul campo, come le nostre colleghe qui dentro. Il Collegio unico lascia il tempo che trova”.

MANLIO MARIOTTI (Pd): “LEGGE CHE VUOLE DARE UN FUTURO A UN'ASSEMBLEA PIÙ ESIGUA. RUOLO DEI PARTITI EMERGE CON LE COALIZIONI. INGIUSTO SPACCIARE LE INNOVAZIONI PER FURBIZIE - La legge sulle regole elettorali diventi un impegno collettivo dell'Assemblea legislativa. Al di là di alcune inconciliabilità su certi punti, ci si può lavorare. Ho sentito critiche che non rendono merito al lavoro svolto dalla commissione. Era un lavoro difficile. Il testo è un punto di sintesi difficile, è tenere insieme alcuni principi e valori. La preferenza di genere è un punto non eliminabile se vogliamo la piena rappresentanza. Su questo punto dissento completamente da chi non la vuole. Stiamo varando una legge che determinerà il futuro della Regione, del suo ruolo di assemblea legislativa. Tecnicamente era impresa improba includere principi e valori dentro un'assemblea ridotta a 20 consiglieri. Questo già preclude la possibilità di esercitare pienamente il proprio ruolo. E' l'inizio di una disgregazione di questa istituzione. Non è legge preconfezionata per far vincere qualcuno. Le regole possono aiutare a vincere meglio e avere governabilità, ma è sbagliato dire che è stata scelta una strada per far vincere qualcuno. Perché parliamo di listino mascherato se conteranno solo i voti che si prenderanno, perché derubricare a furbizia una grande innovazione? Sulla presunta incostituzionalità: è stato chiamato in causa erroneamente il parere degli uffici che scrivono testualmente che 'l'opzione elezione diretta del presidente non consente di trasporre asetticamente le considerazioni della Corte nel sistema vigente delle Regioni' quindi utilizzare questo giudizio per affermare che è un testo incostituzionale è sbagliato. Potranno esserci osservazioni certo, ma cosa si voleva, che non chiedessimo nemmeno parere agli uffici? E' stato fatto uno sforzo per assicurare la rappresentatività, cerchiamo di fare qualche passo avanti. Punti su cui ragionare: bipolarismo, è vero, non siamo più in una situazione prettamente bipolare, ma ciò vorrà dire che in Aula bisognerà assumersi responsabilità che vanno oltre la maggioranza. Inoltre la legge riconosce un ruolo anche ai partiti, con il grande tema di come tenere insieme la rappresentatività territoriale con il fatto che ci sono pochi consiglieri, o che il turno unico può favorire le comunità più grandi: cercare di far venire fuori una rappresentanza più ampia possibile dipende da come si formano le liste, quindi è grande il ruolo dei partiti nello scegliere la competenze, la rappresentatività. Un maggiore ruolo dei partiti è un pregio della legge. Infine, la legge cerca di ridurre le disfunzioni della frammentazione politica. I partiti dovranno mettersi in coalizione perché sarà più facile svolgere l'azione politica; è una scelta, condivisibile o meno, ma non è un vestito fatto su misura per qualcuno, semplicemente ci sarà più possibilità di esserci in una coalizione. Capisco le differenti chiavi di lettura, ma è uno strumento che va letto in questo modo. Non c'è stata arroganza del Pd, ma una discussione anche interna al Pd, che ha portato qualcuno a rinunciare al suo modo di pensare per arrivare a sintesi condivisibili, come dovrebbero fare anche le altre forze politiche”. PG/MP/DMB/AS

Ultimo aggiornamento: 16/02/2015