LAVORI D'AULA (2): MORATORIA COSTRUZIONE MOSCHEE - DISCUSSIONE MOZIONE LEGA NORD INTERROTTA PER MANCANZA DEL NUMERO LEGALE

L'Assemblea legislativa ha proseguito la discussione della mozione della Lega Nord avente come oggetto la “moratoria per la costruzione di nuovi centri culturali islamici o moschee sul territorio umbro” già rinviata il mese scorso (https://goo.gl/2btXap) per mancanza del numero legale, situazione che oggi si è di nuovo verificata dopo le dichiarazioni di voto. Nessun voto quindi sull'atto.

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18 Ott 2017 18:45

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(Acs) Perugia, 18 ottobre 2017 – L'Assemblea legislativa ha proseguito la discussione della mozione della Lega Nord avente come oggetto la “moratoria per la costruzione di nuovi centri culturali islamici o moschee sul territorio umbro”  già rinviata il mese scorso (https://goo.gl/2btXap) per mancanza del numero legale, situazione che oggi si è di nuovo verificata dopo le dichiarazioni di voto. Nessun voto quindi sull'atto.

I contenuti della mozione erano già stati illustrati nella scorsa seduta d'Aula dal consigliere della Lega Valerio Mancini: si parla di una “moratoria per i centri culturali e si chiede l'introduzione di un referendum attraverso cui si possano esprimere sull'argomento i cittadini di Umbertide, dove si sta allestendo la seconda più grande moschea italiana, anche se definita centro culturale islamico. Vogliamo anche chiarezza – ha detto Mancini - sulla provenienza dei fondi per edificare la moschea. Ricordo che la confessione islamica è l'unica a non aver stipulato alcun rapporto con lo Stato italiano, a differenza delle altre religioni, quindi non è lo Stato italiano a non essere a norma, ma la religione musulmana che non è capace di demandare un unico rappresentante alla firma dell'atto. Ricordo anche che la mozione era stata rinviata in commissione per approfondimenti e che il presidente della Terza commissione, Attilio Solinas, ha chiesto l'audizione del prefetto di Perugia per sapere cosa ne pensa l'autorità di pubblica sicurezza, senza ottenere alcuna risposta. Un fatto che denota in quale considerazione sia tenuta questa Assemblea legislativa”.

DICHIARAZIONI DI VOTO

VALERIO MANCINI (LEGA): “Noto che non abbiamo il pregevole contributo alla discussione da parte della maggioranza su questo argomento. Non diciamo no alla costruzione di moschee ma nemmeno vogliamo dire sì in maniera imprudente: chiediamo una moratoria, una fase di stand by per conoscere meglio e approfondire le tematiche. Chiedo il voto favorevole a tutti voi, se non altro per un principio di sicurezza della nostra società. Avete la possibilità di fare un passo avanti, se no vi assumerete le responsabilità di non aver voluto fare niente”.

ATTILIO SOLINAS (misto-MDP): “Faccio notare che se ogni volta riproponiamo la mozione ma salta il numero legale non va bene. Per me è una questione più di civiltà che non di sicurezza. La Lega espone le sue idee critiche, io invece la vedo come un riconoscimento a una delle più grandi rappresentanze della popolazione musulmana, cui va data la possibilità di riunirsi ed esprimere il proprio credo religioso. La questione sicurezza va sempre tenuta in considerazione, ma nel nostro territorio non ci sono allarmi particolari e possiamo contare sul controllo capillare del territorio da parte delle forze dell'ordine. Inoltre l'iter portato avanti in commissione è stato parziale, è venuto il sindaco di Umbertide ma non il Prefetto, anche se questo nulla toglie alla possibilità di discutere l'argomento”.

CLAUDIO RICCI (RP): “Tema molto importante, sono favorevole alla mozione. Tre punti: manca un concordato fra lo Stato italiano e le comunità islamiche; in assenza del concordato, ogni realtà locale, anche comunale, deve provare a gestire le richieste di chi chiede di realizzare luoghi di preghiera con l'unico strumento che c'è: il Piano regolatore, dove si individuano luoghi adatti e si definiscono gli effetti dal punto di vista architettonico. Infine, credo che dobbiamo rileggere ciò che sul tema scrisse papa Benedetto XVI, che parlava di dialogo senza sincretismo, senza diluire la nostra identità”.

SILVANO ROMETTI (SER): “Personalmente vorrei garantire la libertà religiosa, ma è anche vero che quando alla comunità musulmana si chiede di rispettare le nostre abitudini non abbiamo una risposta positiva, e questo non è secondario. Ma la mozione, messa in questo modo, priva di elementi importanti che sono mancati, come il contributo del Prefetto, invitato ma non intervenuto in Commissione, è un atto che non tiene conto della complessità del fenomeno. Il sindaco sta facendo di tutto per arrivare a condividere un percorso di accettazione e di rispetto, poi anche il profilo urbanistico ha le sue regole. Ci vuole chiarezza, meno buonismo di facciata, ma non con un atto così”.

Marco Vinicio GUASTICCHI (Pd): “QUESTA MOZIONE LANCIA UN MESSAGGIO, QUELLO CIOÈ DI FERMARCI UN ATTIMO PER VALUTARE BENE TUTTO CIÒ CHE STA AVVENENDO. Anche se il documento poteva essere maggiormente approfondito con elementi più generici, il mio voto non è sul suo contenuto, ma sul fatto che propone comunque di fermarci e ragionare su quello che può essere il futuro. Stanno nascendo tanti centri culturali islamici e mi preoccupa l'assenza di chiarezza su questa situazione. Tutti siamo preoccupati di non offendere la sensibilità degli altri, di coloro che sono ospiti, che vengono in Italia ed accolti e che giustamente usufruiscono di tutti i diritti senza adempiere a tutti i doveri. Su questo tema non dobbiamo sentirci vincolati dal fatto che un'ideologia di centrosinistra debba 'per forza' difendere la libertà religiosa. Tutti siamo d'accordo sulla libertà religiosa, ma siamo contro l'arroganza e, soprattutto, la mistificazione. Cerchiamo di rendere questo tipo di insediamenti culturali e religiosi compatibili con le nostre realtà, con i nostri cittadini, con la nostra cultura e la nostra tradizione. La moratoria non vuol dire bloccare tutto, ma è un messaggio che va lanciato dalla Regione allo Stato: un tema così delicato non si può gestire con la contrapposizione ideologica, ma con un confronto culturale dove le culture devono mantenere la propria peculiarità, ma non deve esserci una prevaricazione o eccessiva tutela della cultura altrui. Perché noi siamo italiani e siamo frutto di una cultura che affonda le radici nel cattolicesimo, nel cristianesimo. Non è quindi strano pensare che nelle scuole si possa fare il presepe o possa esserci il crocefisso nelle istituzioni. Perché questa è la normalità. Invece l'eccessiva paura di offendere gli altri ha portato anche a situazioni di grave tensione. Umbertide era una città che della tolleranza faceva un vanto, ma ora sta subendo le scelte politiche di un insediamento che è attorniato da una enorme nebulosità, sia sui finanziamenti, sia sugli obiettivi, sia sulla prospettiva urbanistica, mistificando minareti come 'locali tecnici' e non chiarendo il ruolo dell'Imam. Dovremo prendere in considerazione l'esigenza di conoscere anche da dove vengono, chi li certifica e cosa dicono, come pure bisogna capire di cosa si parla all'interno del centro culturale”. 

Andrea LIBERATI (M5S): “La vicenda di Umbertide ha visto il Movimento 5 Stelle unitamente ad altre forze in primo piano. Abbiamo segnalato la vicenda di questo centro culturale /moschea a livello urbanistico, l’incongruenza con le previsioni di piano, è andato a cercare la lista dei finanziatori, finanziatori non sono spuntati fuori, c’è quindi tutta una questione che è aperta, è aperta perché poi il centro è ampiamente sovradimensionato rispetto alle necessità non solo locali. La vicenda è ormai nelle mani anche di altri soggetti: è intervenuta la Prefettura, non è stato possibile avere qui un’interlocuzione in qualche modo minimamente compiuta, in Commissione e in Aula. I finanziatori, è stato detto, sono stati resi noti al sindaco, però per trasparenza sarebbe stato opportuno che l’intera pubblica opinione avesse potuto prenderne visione. Quest'Aula dovrebbe trovare il modo di esprimersi con una voce sola, perché sarebbe l’unico modo per venirne fuori tutti insieme. Bisogna che ognuno si assuma la   responsabilità di una scelta importante. Nel dispositivo andrebbe aggiunto il riferimento a Umbertide, altrimenti facciamo solo questi grandi discorsi mondiali, universali. Bisognerebbe aggiungere qualcosa perché ci sia un messaggio politico chiaro in favore delle nostre comunità”. 

EMANUELE FIORINI (LEGA): “Ogni volta che si affronta questo tema il Pd scappa via, fatta eccezione per il consigliere Guasticchi, che ringrazio per il suo responsabile e preciso intervento. In queste condizioni credo che la maggioranza debba farsi da parte e rassegnare le proprie dimissioni, vista l'impossibilità di garantire il numero legale e un apporto qualsiasi alla costruzione di un percorso da far intraprendere all'Assemblea legislativa”.

Dopo le dichiarazioni di voto, constatata la mancanza del numero legale in Aula, la presidente Porzi ha chiuso la seduta. PG/AS/MP

Ultimo aggiornamento: 23/10/2017