LAVORI D'AULA (2): APPROVATA A LARGA MAGGIORANZA LA LEGGE PER IL CONTRASTO AL GIOCO PATOLOGICO – IN ARRIVO NUMERO VERDE E MARCHIO “NO SLOT”

L'assemblea di Palazzo Cesaroni ha approvato con 20 voti a favore, 1 no (Valentino-FI) e 4 astenuti (Nevi, Rosi-FI e Mantovani, Monni-Up/Ncd)  il disegno di legge “norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico”. Un testo che è il risultato di tre differenti proposte aventi come tema comune il contrasto al gioco d'azzardo: la prima redatta da Sandra Monacelli (Udc), la seconda da Oliviero Dottorini (Idv) e la terza dai consiglieri Franco Zaffini, -Alfredo De Sio, Andrea Lignani Marchesani (FdI) unitamente a Massimo Mantovani, Massimo Monni (Ncd) e Maria Rosi (FI). Le finalità della legge sono quelle di prevenire l'insorgere di dipendenza da gioco e contrastare il gioco d'azzardo patologico, sostenendo le persone affette da tale patologia e le loro famiglie attraverso un aiuto da parte delle strutture sanitarie, l'istituzione di un numero verde per segnalare le problematiche, il coinvolgimento e la formazione di associazioni e operatori del settore, l'informazione estesa a cominciare dalle scuole, la distanza di almeno 500 metri delle nuove sale da gioco da scuole, centri per anziani e altre strutture vulnerabili.

Data:

14 Nov 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 14 novembre 2014 – L'Assemblea di Palazzo Cesaroni ha approvato con 20 voti a favore, 1 no (Valentino-FI) e 4 astensioni (Nevi, Rosi-FI e Mantovani, Monni-Up/Ncd) il disegno di legge “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico”, un testo che è il risultato di tre differenti proposte aventi come tema comune il contrasto al gioco d'azzardo: la prima redatta da Sandra Monacelli (Udc), la seconda da Oliviero Dottorini (Idv) e la terza dai consiglieri Franco Zaffini, Alfredo De Sio, Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) unitamente a Massimo Mantovani, Massimo Monni (Ncd) e Maria Rosi (FI) .

Le finalità della legge sono quelle di prevenire l'insorgere di dipendenza da gioco e contrastare il gioco d'azzardo patologico, sostenendo le persone affette da tale patologia e le loro famiglie attraverso un aiuto da parte delle strutture sanitarie, l'istituzione di un numero verde per segnalare le problematiche, il coinvolgimento e la formazione di associazioni e operatori del settore, l'informazione estesa a cominciare dalle scuole, la distanza di almeno 500 metri delle nuove sale da gioco da scuole, centri per anziani e altre strutture vulnerabili.
Molto discussa prima dell'avvio della trattazione di questo punto all'ordine del giorno la norma finanziaria, che prevede una dotazione di 120mila euro, e che non può quantificare con esattezza l'entità sia degli sgravi fiscali (meno 0,92 per cento dell'aliquota Irpef per i gestori che rinunceranno alle slot machine, potendo fregiarsi anche del marchio no-slot) che degli aggravi (più 0,92) per chi le installa. I consiglieri Valentino e Nevi (FI) hanno paventato possibili rilievi della magistratura contabile sulla non precisa quantificazione delle somme e quindi degli eventuali oneri spettanti alla Regione, mentre i consiglieri Dottorini, Brutti (Idv) e Monacelli (Udc) hanno chiesto di evitare qualsiasi rinvio che potesse ostacolare l'approvazione di un atto definito fondamentale. Alla fine il presidente dell'Assemblea legislativa, Eros Brega, dopo una verifica richiesta agli uffici, ha dato il via libera per la relazione in Aula sull'atto.
Dopo il relatore unico Zaffini (FdI), sono intervenuti nel dibattito Dottorini (Idv), Sandra Monacelli (Udc), Brutti (Idv), Mantovani (Up-Ncd), Goracci (Comunista umbro), Cintioli (PD), Nevi (FI), Valentino (FI), assessore Carla Casciari.

FRANCO ZAFFINI, RELATORE UNICO DELL'ATTO: “Parliamo di un problema enorme, che sta dentro un altro problema ancora più gigantesco, quello dei disagi della società relativi alle dipendenze. Quella relativa al gioco patologico costituisce la parte buia di un orientamento invece naturale per l'uomo, che è l'intrattenimento ludico. Però, attenzione, non è di questo che parliamo, ma degli aspetti patologici. Nessuno vuole perseguire il gioco legale, ma contrastare un fenomeno che col gioco non c'entra niente e determina patologie gravi, pericolosissime per la nostra società. L'entità del problema è chiara, le cause vengono da lontano ma non ne parlo ora, presumo tutti siate consapevoli che stiamo trattando di problema grave ed evidente. Ed è solo una piccola fetta della torta enorme che riguarda il gioco patologico. Su quello on line non possiamo intervenire perché internet è libero, riguarda solo la piccola parte degli apparecchi automatici. Non posso non dire anche in quest'Aula che lo Stato si comporta da biscazziere e fa cassa sui giochi. Anziché proteggere i cittadini, li stimola a giocare, superando la soglia di ciò che è normale, dato che c'è una percentuale mostruosa di gioco patologico: il 3 per cento della popolazione nazionale, un milione e mezzo di persone in preda al gioco patologico.
Nel merito, dovevamo definire nel testo di legge come la Regione potesse intervenire su una normativa nazionale sicuramente lacunosa, per evitare il danno causato dall'eccessiva disponibilità di macchinette. La finalità di questa legge sono: il contrasto alla dipendenza da gioco patologico, il supporto alle famiglie con le strutture sanitarie e le innovazioni previste, vedi il numero verde, e il contenimento dell'impatto negativo per la sicurezza urbana, con il divieto di nuove sale da gioco in prossimità di scuole, centri per anziani e altre strutture vulnerabili. Ho chiesto, con un mio emendamento, di aggiungere il contrasto all'usura, perché chi si rovina non ha remore ad andare dall'usuraio. Ricordo che vi parla è stato promotore del comitato per una casa da gioco nella propria città (Spoleto, ndr), anche presidente nazionale di analoghe associazioni che cercarono di arrivare all'istituzione di un casinò per ogni regione italiana, ritenendo che con strutture regolate, ingressi e cifre registrati e monitorati, sarebbe stato più sicuro giocare. Non si può negare che la proposta di intrattenimento ludico è importante perfino per creare un'offerta turistica adeguata. Questa cosa non fu fatta, e oggi uno Stato biscazziere ha, di fatto, creato migliaia e migliaia di piccoli casinò, dentro quei bar dove le persone che si appartano nelle salette nascoste alla vista del pubblico, non vanno a prendere il caffè ma a rovinarsi. Uno Stato che realizza un terzo dei propri introiti con il gioco e pubblicizza, come se fosse innocuo, il gioco che dà le minori probabilità di vincita di tutto il mondo, l'enalotto. Non è una legge vessatoria nei confronti di chi ha le macchinette per il gioco legale, che comunque dispone di un fatturato aggiuntivo e dovrà pagarci qualcosa in più, mentre chi rinuncia alle macchinette, oltre al marchio qualificante 'no-slot', godrà di facilitazioni con la riduzione dell'aliquota Irap. Ricordo che al momento l'unica cosa supponibile, non sapendo nemmeno quante sono le sale giochi e quindi quale sarà il gettito Irap, è che lo sgravio compenserà l'aggravio, questo è nello spirito della legge, un aggravio peraltro limitato Alle entrate dovute ai giochi. Comunque, solo dopo almeno sei mesi dall'entrata in vigore della legge, si potrà decidere come regolarci, fermo restando che la norma finanziaria potrà impegnare solo risorse certe. Vi invito a fare attenzione su questo problema, viste le conseguenze sul tessuto sociale. potremmo scrivere una pagina importante per la mitigazione di questo grave problema, perché solo di riduzione del danno si parla, e farlo meglio di come altre regioni hanno fatto finora grazie alle caratteristiche individuate nella nostra proposta di legge. Il problema resterà, perché possiamo intervenire su meno del dieci per cento del volume di affari, non essendo da noi controllabile nella sua interezza”.

SCHEDA
LE FINALITÀ della legge sono: LA PROMOZIONE DELL'ACCESSO CONSAPEVOLE E MISURATO AL GIOCO, per prevenire l'insorgere e la diffusione dei fenomeni di dipendenza, e il CONTRASTO AL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO, comprendendo il trattamento terapeutico e il recupero sociale delle persone che ne sono affette ed il supporto alle loro famiglie. Vengono inoltre stabilite misure volte a contenere l'impatto negativo delle attività connesse alla pratica del gioco sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull'inquinamento acustico e sul governo del territorio.
In questo contesto divengono attori fondamentali anche i Comuni e le Aziende sanitarie, così come viene riconosciuto un ruolo attivo alle associazioni di promozione sociale, alle cooperative sociali, alle associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore e alle istituzioni scolastiche. Per quanto riguarda i controlli, gli altri attori fondamentali saranno forze dell'ordine e polizia, con specifici protocolli operativi congiunti.
Sarà istituito un NUMERO VERDE REGIONALE per le segnalazioni e le richieste di aiuto e per fornire un primo servizio di ascolto, assistenza e consulenza per l'orientamento ai servizi competenti. I riferimenti del numero verde dovranno essere affissi su ogni apparecchio per il gioco lecito e nei locali con offerta del gioco. La Regione promuove, senza maggiori oneri per il bilancio regionale, la progressiva introduzione di idonee soluzioni tecniche volte a bloccare automaticamente l'accesso dei minori ai giochi, anche mediante l'installazione di sistemi di lettura automatica dei documenti anagrafici rilasciati dalla Pubblica amministrazione, nonché la creazione di gruppi di auto-aiuto per le persone affette da gioco d'azzardo patologico e i loro familiari.
Le distanze dei locali dove si trovano apparecchi per il gioco lecito dovranno essere di almeno 500 metri da scuole, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito socio-sanitario e centri di aggregazione giovanile. Sarà vietata qualsiasi pubblicità relativa all'apertura e all'esercizio di sale giochi. Sono previste sanzioni da 5mila a 15mila euro, nonché chiusura delle sale da gioco o sigilli agli apparecchi per chi non rispettasse le misure dettate.
Sarà istituito il MARCHIO REGIONALE “NO SLOT” per gli esercizi che rimuoveranno o sceglieranno di non installare apparecchi per il gioco lecito, con incentivazioni che prevedono la RIDUZIONE DELL'ALIQUOTA IRAP DELLO 0,92 PER CENTO. Al contrario ci sarà un aumento per gli esercizi nei quali risulteranno installati apparecchi per il gioco lecito.

Prevista altresì la FORMAZIONE di operatori sociali e sociosanitari, per quelli delle associazioni di consumatori e utenti, per gli educatori delle scuole e dei centri di aggregazione giovanile, oltre che per i gestori di sale da gioco e per il personale, allo scopo di prevenire gli eccessi del gioco, in particolare attraverso il riconoscimento delle situazioni di rischio e delle loro dinamiche.
La Regione potrà concedere contributi ad associazioni e cooperative sociali che si occupano delle problematiche correlate al gioco allo scopo di finanziare progetti integrati con i servizi socio-sanitari territoriali o progetti promossi dalla Regione stessa, disciplinando con proprio atto le modalità di assegnazione dei contributi ed il monitoraggio sull'attuazione dei progetti finanziati.

Fino alla definitiva INTRODUZIONE NEI LEA (Livelli essenziali di assistenza) delle prestazioni relative al gioco d'azzardo patologico, la Regione promuoverà lo svolgimento, da parte delle aziende sanitarie locali di iniziative, anche a carattere sperimentale, nei confronti di persone affette da dipendenza da gioco d'azzardo patologico e patologie correlate.

NORMA FINANZIARIA: per la realizzazione degli interventi di cui alla presente legge è istituito il Fondo regionale per il contrasto alla dipendenza da gioco d'azzardo patologico. Per l'anno 2014 è autorizzata la spesa di 120mila euro dalle disponibilità della Programmazione socio-sanitaria dell'assistenza distrettuale e ospedaliera, in capo al bilancio regionale di previsione. Per gli anni successivi il finanziamento sarà determinato annualmente con legge finanziaria regionale. PG/

EMENDAMENTI
Accolto quello di Zaffini (FDI) che inserisce il contrasto all'usura accanto a quello nei confronti del gioco patologico. Bocciati, invece, gli emendamenti proposti dai consiglieri Nevi, Rosi, Valentino (FI) Mantovani e Monni (Ncd), che si proponevano di “non limitare la prevenzione dei rischi esclusivamente alle slot machine di Stato ma a tutti i tipi di gioco che permettono di vincere somme di denaro, quindi anche lotto, supernalotto, gratta e vinci, scommesse, per evitare lo spostamento dei giocatori verso altre tipologie non colpite dalla legge regionale”. Inoltre, chiedevano di “tenere presente la peculiarità del territorio umbro, che consta di centri abitati di piccole dimensioni e di non elevata densità abitativa, quindi la distanza di 500 metri da un così ampio elenco di luoghi sensibili sembra un esplicito divieto dei giochi controllati dallo Stato sul territorio umbro”. Chiesta anche la sostituzione della dicitura “no slot” con “no azzardo”, proposta discussa e non approvata. Infine, gli emendamenti dei consiglieri di centrodestra richiamavano i dubbi sulla norma finanziaria: troppi 120mila euro di dotazione e sbagliato l'aggravio Irap che si configura come “strumento per fare cassa”.

IL DIBATTITO
OLIVIERO DOTTORINI (IDV): "LA LEGGE È UNA SINTESI EFFICACE E CORAGGIOSA DELLE IDEE IN CAMPO. L'ESPANSIONE DEL GIOCO LEGALE NON CONTIENE, MA ALIMENTA IL GIOCO D'AZZARDO ILLEGALE -  Questo testo riesce a coniugare con equilibrio e coerenza gli aspetti sanitari, sociali ed economici. Gli sforzi che stiamo mettendo in campo andranno a cozzare inevitabilmente con la normativa statale che non solo consente il gioco d’azzardo, ma da esso trae un profitto che ci appare sporco e immorale, anche perché legato a lobby potenti, a quanto pare collegate a doppio filo con esponenti politici e di governo. Ma questo, viste le nostre competenze, è il massimo che si potesse fare. Voteremo l’atto convintamente e contiamo che possa ripetersi il voto della Commissione, se quel voto non si ripeterà, sarà facile immaginare una forte azione di lobbing da parte di qualche settore più o meno trasparente, alla quale vogliamo sperare questo Consiglio non si dimostrerà permeabile. La dipendenza da gioco d'azzardo interessa il quattro per cento della popolazione italiana ed è la malattia a più rapida crescita fra giovani e adulti indotta anche dalla grave crisi economica. Dietro al sistema del gioco c'è un'industria che fa profitto, sfruttando senza pietà le debolezze dei soggetti più indifesi. La fetta del mercato legale che il gioco d'azzardo si è ritagliato si aggira sugli 80 miliardi l'anno, portando il nostro paese al primo posto in Europa e al terzo nel mondo. Negli ultimi dieci anni spesi circa 400 miliardi di euro, un quinto del debito pubblico accumulato in 150 anni. Abbiamo accumulato un esercito di 400mila slot machine, una ogni 150 abitanti e, con questi numeri, le multinazionali dell'azzardo riescono a mobilitare il 4 per cento del Pil, dare lavoro a 120mila addetti, coinvolgere 5mila aziende e non risentire affatto della crisi.
Quarantuno clan criminali e mafiosi spartiscono un giro d’affari di 10 miliardi di euro all’anno. Il Monopolio di Stato quando invita a 'innamorarsi del gioco legale e responsabile' si comporta da biscazziere da una parte, incassando quasi dieci miliardi all’anno, e dall'altra vorrebbe porre un argine alle devianze patologiche dell’azzardo. Il legislatore nazionale, per quindici anni, è intervenuto sulla materia con decreti legge che istituivano nuovi giochi, fino al 2012, quando il Decreto Balduzzi ha riconosciuto le problematiche patologiche  prevedendo formule di avvertimento del rischio di dipendenza dal gioco nelle pubblicità e inserendo la ludopatia nei Lea. Un piccolo argine di prevenzione all'ondata di questa malattia sociale: si stima che proprio la ludopatia rappresenti la seconda causa di indebitamento delle famiglie italiane. Bene le  associazioni di cittadini che hanno saputo dimostrare una forte attenzione e sensibilità alle conseguenze più prettamente sociali della dipendenza da azzardo. Un bell’esempio è la recente “campagna Slotmob” con l'efficace slogan della mobilitazione 'un bar senza slot ha più spazio per le persone'. Le proposte che avevamo presentato, e che sono state accolte in questo testo, cercavano di fare tesoro delle sollecitazioni che sono giunte dal mondo dell'associazionismo, mettendo in rete, molteplici soggetti, a cominciare dalle realtà del volontariato e del privato sociale. Non possiamo quindi che valutare positivamente la possibilità di concedere contributi alle realtà che si occupano di quelle problematiche”.

SANDRA MONACELLI (Udc): “SODDISFAZIONE PER POTER DISCUTERE DI QUESTO TEMA E RAMMARICO PER IL TEMPO PERSO. LA LUDOPATIA RAPPRESENTA LA NUOVA EMERGENZA, UNA DIPENDENZA PIÙ STRISCIANTE. Non si tratta del gioco classicamente inteso, ma di una realtà che sta generando povertà, dipendenza e morti bianche.  Il 3 per cento della popolazione italiana ed umbra è malata di gioco d'azzardo. E vittime sono le famiglie e le fasce sociali più in difficoltà che, sempre più massicciamente si affidano alla fortuna come effetto risolutivo ai loro problemi. Negli ultimi anni la diffusione di slot machine è da brivido. Nei primi sei mesi del 2013 sono stati spesi, nel gioco 2milioni al giorno. E questo non ci permette di rimanere indifferenti a questa realtà. Sempre nel 2013, attraverso le new slot solo a Perugia si sono registrati incassi di 40 milioni di euro. Senza considerare quelli derivanti dal gioco clandestino e dai giochi in rete. Questa iniziativa legislativa non risolverà sicuramente il problema, ma sarà necessaria per segnare una controtendenza. Ma a chi vanno questi soldi? Molti a sostentare attività economiche illegali, con la criminalità, quindi, che si alimenta da questa nuova forma di appalti. Se da una parte prevediamo interventi per assistere alcune patologie, dobbiamo anche guardare dall'altra dove si sta consumando questo nuovo dramma. Ci troviamo di fronte a numeri che fanno paura, ad un vero e proprio dramma sociale di cui tutti siamo chiamati a farci carico. Il mondo delle istituzioni non può far finta di nulla. 3 ragazzi su 10 sono dediti al gioco e per questo bisognerebbe, ad esempio, a prevedere distanze maggiori tra sale da gioco e scuole”.

MASSIMO MANTOVANI (Up-Ncd): “TROPPO SPESSO, COME IN QUESTA LEGGE, LA BUONA VOLONTÀ SI TRASFORMA IN IPOCRISIA. SU QUESTA LEGGE ANNUNCIO LA MIA ASTENSIONE. Vivo in una città (Bastia Umbra) dove il Comune ha vietato le slot machine nei centri sociali di sua proprietà. E di questo mi compiaccio. Ma troppo spesso, come in questa legge, la buona volontà si trasforma in ipocrisia. Per combattere questo fenomeno bisogna agire sulla prevenzione e sulla formazione, a partire dalle scuole. Questa legge può rispondere a finalità nobili e giuste dal punto di vista umano, ma in altre parti è assolutamente inaccettabile. Bene i controlli previsti per i divieti, soprattutto per i giovani, ma non è giusto andare a penalizzare qualcuno per favorirne altri. È chiaro che oltre alla speculazione di Stato, in questo modo, ci mettiamo anche quella della Regione. Bene la previsione di incentivi per chi dismette le 'macchinette', ma no a penalizzare gli esercizi che le mantengono. E poi, che differenza c'è tra chi vende i 'Gratta e vinci' e chi ospita le 'macchinette'. Perché andare a penalizzare chi rispetta comunque le leggi dello Stato? Su questa legge annuncio la mia astensione. Sarebbe più logico e giusto che la Regione investa risorse proprie per le azioni di prevenzione e formazione. Mi domando perché, allora, non dare vita ad un Ordine del giorno che inviti le altre Regioni a mettere in campo azioni mirate a togliere tutti quei giochi che prevedono premi in denaro su tutto il territorio nazionale? È chiaro che su questo tema c'è troppa demagogia”.

ROCCO VALENTINO (FI): “PROIBIZIONISMO FAVORISCE LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI. LA LEGGE SARÀ IMPUGNATA VOTERÒ CONTRO QUESTO ATTO, ANCHE SE IN COMMISSIONE MI SONO ASTENUTO. La Corte dei Conti della Puglia sta indagando su una legge analoga a questa, cui mancava l'impegno di spesa. Voterò contro questo atto, anche se in Commissione mi sono astenuto. Ci sono state varie sentenze dei Tribunali amministrativi  regionali su iniziative come questa. Nel 1920 gli Stati Uniti hanno deciso il proibizionismo sugli alcolici, che per un certo periodo sono stati gestiti dalla criminalità. In Friuli Venezia Giulia hanno già approvato una legge come quella che stiamo discutendo, col risultato che il gioco lo gestiscono i gruppi criminali, che hanno creato case da gioco illegali e non controllabili. I gratta e vinci sono più pericolosi delle slot, che portano molti soldi alle casse dello Stato. Non esiste evidenza scientifica che la creazione di locali pubblici 'No slot' possa disincentivare i giocatori abituali. La distanza di 500 metri dei locali con giochi elettronici dovrebbe valere anche per le ricevitorie del Lotto. Le iniziative comunali contro le slot sono state quasi sempre impugnate e bocciate nelle città dove sono state emanate. Solo chi aderirà alla campagna 'No slot' avrebbe una agevolazione sull'Irap mentre per tutti gli altri ci sarà un aggravio, creando un evidente disparità di trattamento. Questa proposta produrrà solo decine di ricorsi e di conflitti con la legge nazionale vigente”.

PAOLO BRUTTI (IDV): “COLPIRE IL GIOCO D'AZZARDO PER RAGIONI ETICHE ED ECONOMICHE - L'intenzione della Commissione è di colpire il gioco d'azzardo, anche se a livello regionale non sembrano esserci strumenti adeguati per farlo. In Umbria ogni giorno si giocano 2 milioni di euro. Ogni anno si tratta di oltre 1 miliardo, sottratti alle famiglie e all'economia 'buona'. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questo. In un mese un barista può ricavare anche 1500 euro installando slot e macchinette nel suo locale. E noi interveniamo per rendere meno lucroso questo settore, aumentando l'Irap a chi guadagna sulla pelle degli anziani e di chi lavora. La Commissione nazionale antimafia  ha certificato che la liberalizzazione del settore non ha tolto spazio alla criminalità, ma che, anzi, è aumentato lo spazio occupato da essa. Il sistema di gioco legale non ha drenato risorse alla criminalità, è aumentata l'infiltrazione della criminalità mafiosa. È del tutto falsa dunque l'idea che legalizzando il gioco d'azzardo lo si sia contenuto. Ora lo abbiamo diffuso, aprendo una via enorme alle infiltrazioni criminali. Serve una seria azione proibizionista vero il gioco d'azzardo. Se l'Umbria non può limitare da sola il gioco, possiamo proporre ad altre 5 Regioni di stilare un disegno di legge nazionale per mettere al bando il gioco d'azzardo”.

ORFEO GORACCI (CU): “PROBLEMA GRAVE E SENTITO. LEGGE VA NELLA GIUSTA DIREZIONE - Voterò convintamente a favore della legge, pur comprendendo le perplessità. Con questo provvedimento si cerca di intervenire su un problema gravissimo e molto sentito, di cui ci possiamo rendere conto di persona, ogni giorno. Grave il ruolo dello 'Stato biscazziere' che sottrae risorse ai cittadini con i giochi. Qualche gestore di bar o di locali pubblici non sarà contento di questa legge, che peraltro, come è stato detto migliorerà le cose di poco: sarà comunque un passo avanti. Senza magnificare troppo gli effetti di questa legge, prendiamo atto che si fa qualcosa di importante, andando in una giusta direzioni. L'idea di una proposta di legge nazionale di iniziativa regionale ha un senso, per evitare un 'turismo del gioco' verso regioni più permissive. Non sono d'accordo con l'idea del proibizionismo. Nei Casinò ci vanno i ricchi e i furbi, non certo gli operai”.

GIANCARLO CINTIOLI (Pd): “QUESTA LEGGE RAPPRESENTA SOLTANTO UN PUNTO DI PARTENZA PER CONTRASTARE IL FENOMENO, MA È UN SEGNALE COMUNQUE IMPORTANTE. Quando in Commissione arrivarono le diverse proposte legislative su questo tema, espressione di consiglieri regionali di diversa appartenenza politica, ho pensato ad una iniziativa importante per lanciare una concreta battaglia di legalità, mettendo in campo forme  adeguate di prevenzione su un fenomeno che racchiude anche mafie e tossicodipendenze. Vista la facilità con la quale si è giunti al voto unanime in Commissione immaginavo un'Aula più unita verso gli obiettivi di questa legge. Qualche intervento, come quello di Mantovani, mi ha lasciato invece perplesso perché l'aumento dell'Irpef dello 0,92 per cento dal primo gennaio al 31 dicembre 2015, per quegli esercizi che continuavano a mantenere attivi i giochi, era previsto in una proposta di legge di cui egli stesso risulta essere firmatario. Non capisco quindi perché allora andava bene ed oggi no. Preoccupanti dati del gioco illecito sono contenuti nella relazione del 2014 della Commissione consiliare antimafia e tossicodipendenze. E alla voce ludopatia era stato riservato una spazio particolare con approfondimenti analitici sul fenomeno, frutto di diverse audizioni. Risultava anche lì evidente il legame con la criminalità organizzata. È chiaro che questa legge rappresenta soltanto un punto di partenza per contrastare il fenomeno, ma è un segnale comunque importante. E ben vengano le auspicate iniziative con le altre Regioni italiane per un contrasto ancora più massiccio e condiviso. Ma intanto, oggi, facciamo il nostro dovere approvando questa legge”.

RAFFAELE NEVI (FI): “NON DOBBIAMO LIMITARCI A PIANTARE BANDIERINE MA AFFRONTARE GLI ARGOMENTI IN MODO SERIO E APPROFONDITO. Il gruppo di Forza Italia è senza alcun dubbio contrario alla ludopatia, semmai stiamo discutendo su quali siano le ricette migliori per combatterla. Da liberale non posso certo sostenere il proibizionismo, una scelta che tutte le statistiche dimostrano essere inefficace nel contrasto al gioco d'azzardo. Tendo a non scaricare le responsabilità di tutto sulla società, giustificando il singolo. Siamo in presenza di una patologia e di persone che quindi vanno curate. Con questa legge colpiamo anche i videogiochi, forse per una svista. Il tema vero invece è che occorre dividere la ludopatia dal gioco lecito, che non è una patologia. Per combatterla servono interventi importanti, che nella legge sono anche citate all'articolo 3. Non serve un logo 'No slot' ma piuttosto uno 'No azzardo', per colpire anche altri eccessi, come i gratta e vinci. Non servirebbe poi prevedere che i minori non possono giocare, visto che è già un reato introdurre minori in questi locali. Dobbiamo diminuire la tassazione per chi non ha questi giochi e lasciarla invariata a chi li ha. Presenteremo un emendamento al bilancio affinché una quota delle risorse dell'Irap vengano destinate alla prevenzione e alla cura della ludopatia. È impossibile colpire il gettito delle macchinette, quindi la tassa che imporremo non risolverà il problema: giusto invece far pagare meno chi sceglie di non installare macchinette”.

CARLA CASCIARI (assessore regionale): “Vi sono aspetti importantissimi in questa legge voluta anche da tutte le associazioni, comprese quelle delle imprese, elementi che possono essere di enorme aiuto come il numero verde per chiedere aiuto, che sarà curato del Ser.T di Foligno, specializzato sulle dipendenze non derivanti da tossicodipendenze e che sarà per questo potenziato. Ricordo il coinvolgimento di tanta parte della società, nella prevenzione, nell'informazione e nella formazione sulla materia, che coinvolge le scuole, le istituzioni, le associazioni e il Servizio sanitario regionale. Ricordo anche che il decreto Balduzzi sta completando l'inserimento nei livelli essenziali di assistenza (Lea) le  prestazioni sanitarie relative al gioco d'azzardo patologico. C'è enorme attesa da parte di tutta la società sulla legge che andrà ad intervenire su una materia tanto delicata”. PG/MP/AS/TB

Ultimo aggiornamento: 14/11/2014