LASCITO MARIANI: “UTILIZZARE LE RISORSE PER SOGGETTI DEBOLI E NON PER AVVENTURE IMMOBILIARI” - LIGNANI MARCHESANI (FD'I) AUSPICA UNA GESTIONE TRASPARENTE E ASSEMBLEARE DEL FONDO

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) intervenendo sulle modalità di utilizzo, da parte del Comune di Città di Castello, dei fondi derivanti dal 'Lascito Mariani' (circa due milioni di euro), per i quali si potrebbe prefigurare la destinazione a servizi sanitari, evidenzia come non si  possa invece continuare ad impiegare le risorse in acquisto di immobili, che vanno poi ristrutturati e soprattutto mantenuti e quindi neanche il vecchio ospedale tifernate, di proprietà della Regione, non deve e non può essere acquistato con queste risorse, che richiedono una gestione trasparente ed assembleare.

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12 Lug 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 12 luglio 2013 - “Una cifra consistente che ruota intorno ai due milioni di euro è ai giorni nostri una evidente boccata di ossigeno per le casse di un Comune. Che il 'lascito Mariani' (*) sia stato sbloccato giudizialmente a favore del Comune tifernate non può che fare piacere ed il vincolo che si potrebbe prefigurare di destinazione a servizi sanitari va salutato come un’opportunità e non come un limite”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) parlando dell’eredità della tifernate Clara Mariani, che lasciò a favore della pubblica sanità locale.

Per Lignani Marchesani, “le precisazioni del Sindaco, a questo proposito, non sono sufficienti: è fuori di dubbio che Città di Castello non può continuare ad impiegare risorse in acquisto di immobili, che vanno poi ristrutturati e soprattutto mantenuti. Il vecchio ospedale tifernate, di proprietà della Regione, non deve (e non può, dal punto di vista normativo) perciò essere acquistato dal Comune tifernate. La partita del vecchio ospedale è infatti totalmente differente da quella del 'Lascito', perché purtroppo proiettata in un lasso temporale assai lontano”.

Secondo Lignani Marchesani, “con l’ingente somma del 'lascito' si devono invece concordare progetti a favore di marginalità e soggetti deboli (anziani, non autosufficienti, diversamente abili).
Il Comune tifernate – sostiene - costruisca proposte e piani finanziari, magari d'intesa con l’ASL, e li sottoponga all'analisi del Consiglio comunale. Un 'lascito', di fatto alla Città – conclude l'esponente del centro destra -, non può che essere gestito in maniera trasparente e assembleare, non in ristrette stanze politico-burocratiche o con 'annunci' di sapore propagandistico”. RED/as

(*) “Il Lascito Mariani”: è così definita l’eredità della tifernate Clara Mariani, che lasciò circa due milioni di euro a favore della pubblica sanità locale. La Cassazione dopo 15 anni si è pronunciata in via definitiva sui ricorsi sorti intorno alle ultime volontà della donna. La lunga vicenda giudiziaria inizia nel 1989, quando alcuni dei molti eredi ricordati nel testamento olografo della Mariani, impugnano il documento, contestandone l’interpretazione.
 

Ultimo aggiornamento: 12/07/2013