(Acs) Perugia, 19 dicembre 2014 – “Con l'approvazione definitiva del Programma di politica patrimoniale della Regione e grazie alla risoluzione da me proposta, da oggi sarà possibile attivare tutte le procedure per il trasferimento a Città di Castello dei beni riguardanti il patrimonio dei baroni Franchetti attualmente custoditi presso l'archivio-deposito regionale di Solomeo”. Con queste parole Oliviero Dottorini (Idv) esprime la propria soddisfazione per il possibile ritorno a Città di Castello dei beni del lascito Franchetti.
“Adesso il Comune faccia la sua parte – continua Dottorini – e si attivi subito per riportare a Città di Castello un patrimonio di grande valore economico e culturale. La lettera che abbiamo prontamente inviato all'Amministrazione comunale non ha ricevuto risposta. Confidiamo nel senso di responsabilità del Consiglio comunale per non farsi sfuggire l'occasione di riportare nella legittima collocazione un pezzo importante della nostra memoria storica e del nostro patrimonio culturale e identitario. L'archivio consiste in una mole importante di reperti di grande valore documentario, relativi in modo particolare, ma non solo, all'esperienza educativa e sociale delle scuole rurali di Montesca e Rovigliano. Molti documenti riguardano le figure dei baroni Franchetti, ma anche la gestione delle scuole, i registri scolastici, i programmi svolti, gli elaborati degli alunni e materiali didattici di varia natura. Una ricchezza di cui il nostro tessuto cittadino deve riappropriarsi non solo fisicamente, ma come patrimonio culturale da mettere a disposizione di tutti”.
“Ci sarà da tener conto – conclude Dottorini - del fatto che, a fronte di manoscritti e documenti ben conservati, il deposito di Solomeo conserva anche alcuni manufatti lignei in cattivo stato di conservazione che necessitano di accurati restauri e manutenzione”. RED/dmb