“L'ALTRA RIVA DELLA MEMORIA”: UNA DELEGAZIONE DELL'ISTITUTO PER LA STORIA DELL'UMBRIA CONTEMPORANEA IN MONTENEGRO PER UN PROGETTO DI FORMAZIONE EUROPEA PER STUDENTI

Una delegazione dell'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea ha visitato il Montenegro nell'ambito di un progetto di formazione alla cittadinanza europea rivolta ai ragazzi delle scuole secondarie. Dino Renato Nardelli, Alberto Sorbini e Tommaso Rossi hanno incontrato i referenti montenegrini di associazioni e istituzioni, partecipando a laboratori dedicati allo studio della storia dell'occupazione italiana del Montenegro.

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02 Nov 2010 00:00

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(Acs) Perugia, 2 novembre 2010 - Contribuire alla formazione di una cittadinanza europea, democratica e partecipata, attraverso la storia. È questo lo scopo del progetto “Staze sjecanja-L'altra riva della memoria”, organizzato dall'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea (Isuc) in collaborazione” con l'associazione nazionale degli Scouts “Izviđački odred 24. Novembar” di Bar, in Montenegro. E una delegazione dell'Icuc è stata invitata in Montenegro, dal 28 al 31 ottobre, proprio nell'ambito di questo progetto, destinato a studenti umbri e montenegrini della scuola secondaria.

Dal novembre 1942 al settembre 1943 – ricorda una nota dell'Isuc - in Umbria oltre duemila internati civili montenegrini furono deportati dal governo fascista nei campi di Pissignano e Colfiorito di Foligno. Studenti dei due Paesi ricostruiscono quelle vicende, individuando insieme i diritti negati allora ed oggi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La delegazione era composta dall'ideatore e responsabile del progetto, Dino Renato Nardelli, da Alberto Sorbini e Tommaso Rossi dell'Isuc, oltre che da Gianfranco Squarta in rappresentanza del comune di Nocera Umbra. Protagonisti dell'iniziativa sono stati quindici studenti dell'Istituto onnicomprensivo “Sigismondi” di Nocera Umbra, accompagnati dal vicepreside Modesto Cesaretti, i quali per tre giorni hanno lavorato con i coetanei montenegrini sui luoghi che videro l'inizio della rivolta contro l'occupatore italiano e la conseguente detenzione di civili rastrellati; a Virpazar, cittadina sul lago di Scutari dove il 13 luglio 1941 furono sparati i primi colpi contro due caserme di finanzieri e di carabinieri, la delegazione è stata ricevuta dal sindaco e da Nikola M. Masoničić, presidente dell'associazione “Udruženja boraca NOR-a antifašista” di Bar; ad Antivari, sul luogo dove sorgeva il campo di transito italiano verso Colfiorito e Pissignano, gli studenti hanno potuto dare un contesto storiografico al fenomeno del concentrazionarismo che in quegli anni costiuì momento decisivo di negazione dei più elementari diriti umani.

La parte ufficiale – informa l'Isuc - ha avuto il suo culmine nella capitale Podgorica, presso la sede del ministero degli affari esteri, dove la delegazione è stata ricevuta da Radoje Pajović, accademico della “Dukljanska Akademija Nauka i Umjetnosti” del Montenegro, e da Željko Stamatović, direttore del Dipartimento affari consolari, i quali hanno espresso parole di apprezzamento per l'originale progetto didattico dell'Isuc ed hanno offerto la disponibilità ad aprire ulteriormente i loro archivi storici relativi al periodo dell'occupazione italiana per far progredire ulteriormente la ricerca. Da cinque anni infatti l'Isuc ha avviato una rigorosa indagine scientifica sui montenegrini in Umbria durante il conflitto mondiale e la Resistenza; in questa occasione gli autori Dino Renato Nardelli e Tommaso Rossi hanno donato ai due statisti le prime bozze di due libri in corso di stampa. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 02/11/2010