“Via la sede Usl da Terni? Il Campo largo sta scavando la fossa della città. Pronti a tutto, anche al referendum per il Lazio”

Il consigliere Enrico Melasecche (Lega) annuncia una interrogazione alla Giunta:  “Terni merita rispetto, investimenti e futuro, non di essere sistematicamente penalizzata”

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17 Apr 2026 13:00

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(Acs) Perugia, 17 aprile 2026 - “Nel nuovo Piano sanitario regionale si nasconde l’ennesimo schiaffo a Terni da parte della sinistra. Davvero si vuole togliere la sede dell’Usl dalla città per accentrarla a Foligno? Sarebbe un colpo durissimo non solo sul piano sanitario, ma anche economico, occupazionale e istituzionale. Il Campo largo sta letteralmente scavando la fossa alla città, trattata ormai come merce in vendita, tanto al chilo. Sto predisponendo un'interrogazione urgente per fare luce sulla vicenda e capire dalla presidente Proietti se le indiscrezioni sono confermate”. Lo dichiara il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, che denuncia “una strategia precisa: con il nuovo Piano sanitario si vogliono togliere uffici, servizi, funzioni e potere decisionale a Terni per spostarli altrove? È questo il disegno? Un’operazione che continua ad impoverire un intero territorio già martoriato da decenni di centralismo democratico. Dopo il ricorso al Tar per bloccare il progetto stadio-clinica, dopo il fallimento della Ternana calcio, dopo anni di sanità privata concentrata su Perugia e dopo una stangata fiscale senza precedenti, ora si profila anche lo scippo della sede Usl”.

“Dei 250 milioni di aumento della pressione fiscale – sottolinea Melasecche - almeno 62 sono a carico di cittadini ternani. Sarebbe interessante capire quanti di questi torneranno sul territorio del centro-sud dell’Umbria, perché la sensazione, sempre più forte, è che servano invece a finanziare operazioni come il trasferimento della sede legale Usl Umbria 2 lontano da Terni. Le bozze del Piano sanitario circolavano in modo carbonaro, tenute nascoste persino ai consiglieri. Ora è chiaro perché: contengono scelte inaccettabili, che non avrebbero mai potuto essere difese pubblicamente. Dopo aver dirottato per oltre vent’anni circa 150 milioni destinati a Terni verso la sanità privata della provincia di Perugia, oggi si rischia di completare l’opera con lo svuotamento istituzionale. Persino i consiglieri regionali di Terni vengono trattati senza dignità, spostati dal Centro Multimediale per essere trasferiti in sedi fatiscenti. E sul nuovo ospedale? Solo silenzio e rinvii, a fine anno non sapremo ancora né dove né come né quando verrà realizzato. Un mistero che preannuncia l’ennesimo inganno. Da oggi basta discussioni su accordi di programma, potenzialmente interessanti, ma sterilizzati da liti sulla primogenitura che portano a nulla”.

Per l’esponente dell’opposizione consiliare, serve un tavolo permanente mensile per la ‘vertenza Terni’, che tenga insieme istituzioni, parti sociali e cittadini. E se questo continuo processo di smantellamento non verrà fermato, occorrerà valutare seriamente anche gli strumenti previsti dalla Costituzione, incluso un referendum per il passaggio in blocco al Lazio. Dovranno passare sui nostri corpi. Non accetteremo che Terni venga trattata come uno scarto, la città merita rispetto, investimenti e futuro, non di essere sistematicamente penalizzata, come è avvenuto in 55 anni di regionalismo con una Giunta attuale che continua a colpirla giorno dopo giorno con una pervicacia senza tregua. A mali estremi, estremi rimedi. Una regione piccola come la nostra se c’è collaborazione seria può funzionare, ma se una parte deve essere scioccamente marginalizzata alla lunga i danni saranno per tutti”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 17/04/2026