"La ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 non può prescindere dalla stabilizzazione del personale precario”
Nota di Francesco Filipponi (Pd): “una priorità per garantire continuità amministrativa, qualità dei servizi e prospettive concrete per il futuro”
12 Ott 2026 09:16
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(Acs) Perugia, 12 ottobre 2026 - "La ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 non può prescindere dalla valorizzazione delle persone che, in questi anni, hanno messo competenze, professionalità e dedizione al servizio delle comunità. La stabilizzazione del personale precario impegnato nella ricostruzione rappresenta una priorità per garantire continuità amministrativa, qualità dei servizi e prospettive concrete per il futuro". Lo dichiara il consigliere regionale del PD Francesco Filipponi, che fa sapere di essere intervenuto al convegno promosso dalla FP CISL e dalla CISL Umbria, a Cascia, dal titolo ‘Le mani che ricostruiscono meritano un futuro certo’.
"Condividiamo l’esigenza, emersa con forza durante l’incontro – sottolinea Filipponi -, di individuare percorsi concreti di stabilizzazione e risorse economiche certe per gli enti locali del cratere. L'Umbria, grazie al lavoro dell'Ufficio speciale ricostruzione, del Direttore Gianluca Fagotti e della presidente della Regione, Stefania Proietti, ha attivato per i precari dell'Ufficio speciale ricostruzione il canale previsto dall'articolo 3 del decreto legge 44 del 2023, con la capacità assunzionale residua ai fini della stabilizzazione. Ora anche il Governo faccia la sua parte. Chiediamo dunque al Governo, ai fini della possibile stabilizzazione dei precari negli enti locali, di prorogare i termini degli effetti dell'art. 3 del decreto legge 44 del 2023 e allo stesso modo di intervenire in proroga sulle misure previste dall'articolo 57 del decreto legge 104 del 2020".
"Non possiamo - prosegue Filipponi - permetterci di disperdere il patrimonio di competenze maturato in questi anni, dopo il grande lavoro di ricostruzione svolto in Umbria che ha portato risultati significativi, mentre resta ancora da fare una parte del lavoro per completare la ricostruzione. Per questo è necessario un impegno istituzionale condiviso, a partire dal Governo nazionale, affinché siano garantiti strumenti normativi e finanziari adeguati a sostenere la stabilizzazione del personale".
"Dare certezze a chi lavora per la ricostruzione significa dare certezze alle comunità e futuro ai territori dell’Appennino centrale, e proseguire nel solco dei tanti risultati raggiunti. Contrastare lo spopolamento, rafforzare i servizi pubblici e accompagnare la rinascita dei comuni colpiti dal terremoto - conclude Filipponi - richiede una visione di lungo periodo, nella quale il capitale umano sia riconosciuto come una risorsa strategica e indispensabile". RED/as
