“La Regione Umbria aderisca alla rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (RE.A.DY)”

La mozione di Sarah Bistocchi (Pd) presentata questa mattina a Palazzo Cesaroni. L’atto andrà in Aula il 5 novembre

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03 Nov 2026 12:26

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(Acs) Perugia, 3 novembre 2026 - La mozione che chiede all’Umbria di “aderire alla Ready, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”, presentata dalla consigliera regionale Sarah Bistocchi (Pd) e firmata anche dal consigliere Fabrizio Ricci (Avs), è stata illustrata questa mattina a Palazzo Cesaroni durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte anche il capogruppo Pd al Comune di Perugia, Lorenzo Ermenegildi Zurlo, titolare anche della delega al contrasto alle discriminazioni, alle disuguaglianze e alle politiche LGBTQIA+, firmatario della stessa mozione in Comune, e Roberto Mauri, segretario regionale di Omphalos Umbria.

“Le istituzioni non devono commettere l’errore di pensare che ‘ben altri’ siano i problemi della Regione e del Paese. La presenza di altri problemi – ha spiegato Sarah Bistocchi aprendo l’incontro con i media regionali - non sostituisce o cancella quelli legati alle discriminazioni. Anzi essi vanno a sommarsi. Allo stesso modo però si possono sommare i diritti, che possono essere aumentati senza sottrarli agli altri. Le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere rappresentano una violazione dei diritti della persona e possono manifestarsi in molteplici ambiti della vita sociale, lavorativa, educativa, sanitaria e istituzionale. La partecipazione della Regione Umbria alla RE.A.DY (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) rappresenta un’opportunità per rafforzare le politiche regionali di prevenzione e contrasto delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Episodi di omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia, nonché fenomeni di esclusione, emarginazione e violenza, rendono necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto promuovendo condizioni effettive di pari dignità e partecipazione per tutte le persone. Il contrasto alle discriminazioni richiede un impegno continuativo delle Istituzioni, attraverso azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione, la collaborazione con gli Enti locali ed il coinvolgimento delle realtà associative e della società civile. La RE.A.DY è una rete di Regioni, Province autonome ed enti locali nata nel 2006 con l’obiettivo di prevenire, contrastare e superare le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere”.

Lorenzo Ermenegildi ha evidenziato che “questo atto di indirizzo riafferma un principio importante: gli Enti locali sono al fianco di tutti i cittadini, al di là dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Nel 2017 l’Umbria ha approvato le ‘Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dell’identità di genere’. Oggi la Regione compie un altro passo in quella direzione, lanciando un messaggio importantissimo a tutto il Paese: i diritti delle persone LGBTQIA+ devono essere riconosciuti e tutelati anche dalle istituzioni locali”.

Roberto Mauri ha rimarcato che “la rete RE.A.DY condivide le buone pratiche delle amministrazioni locali per arginare e prevenire gli episodi di omo e transfobia. I diritti di tutti devono avere lo stesso valore e non essere messi in discussione. La mozione favorisce la diffusione delle azioni di tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+ e di promozione di una cultura sociale del rispetto e della valorizzazione delle differenze”. MP/

Ultimo aggiornamento: 03/11/2026