“La Proietti scopre le carte: Ternana al fallimento, salta lo stadio e ipoteca la clinica per altra cordata”
Melasecche (Lega): “la nota della Giunta regionale sancisce diabolicamente la fine del progetto stadio-clinica”
21 Apr 2026 17:46
2 minuti, 59 secondi
(Acs) Perugia, 21 aprile 2026 – “La nota diffusa questa mattina dalla Giunta regionale sul progetto Stadio-Clinica rappresenta la più esplicita conferma di quanto ho sostenuto fin dall'inizio: il ricorso al Tar dell'Umbria presentato dalla Regione nell'ottobre 2025 aveva come obiettivo reale quello di separare, e dunque di affossare, il legame funzionale tra la realizzazione del nuovo stadio e quella della clinica privata”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche.
“Una doppia operazione che, nei fatti, condanna la Ternana Calcio al fallimento – spiega Melasecche - per rendere impossibile la costruzione del bellissimo progetto del nuovo Libero Liberati con l’inox delle acciaierie. La trappola procedurale rivelata dalla Giunta: la presidente Proietti ribadisce che i famosi 80 posti letto assegnati per la provincia di Terni dalla delibera di giunta Tesei n. 1399/2023 e che, in costanza di procedura avviata sia in conferenza servizi preliminare del Comune sia in quella decisoria della Regione venivano di fatto assegnati alla Ternana, dopo ovviamente la costruzione della clinica, il suo accreditamento ed il convenzionamento fanno saltare in aria l’avvio di quel progetto con la doppia cantierizzazione. Anche a livello sanitario quel minimo di riequilibrio fra le due province potrebbe avvenire diabolicamente solo fra qualche anno quando tutto sarà saltato. Ecco la trappola che ho sempre denunciato. Il progetto Stadio-Clinica era sostenibile finanziariamente proprio perché fondato su un legame inscindibile: la clinica privata avrebbe garantito alla Ternana Calcio 14 milioni di euro nell'arco di dieci anni, rendendo possibile la costruzione del nuovo impianto sportivo. Il ricorso al Tar aveva l’obiettivo di spezzare quel legame e non possiamo che fare alla Proietti e alla sua giunta i complimenti. Brindi pure. La nota di questa mattina certifica ufficialmente tutti gli obiettivi che si prefiggeva: il de profundis per lo stadio nuovo, per la Ternana fallita, per la clinica che probabilmente verrà realizzata da altra cordata con solo la foglia di fico ternana. I posti letto di Terni a chi andranno davvero? La Giunta annuncia inoltre che il Piano socio sanitario prevederà, un riequilibrio dei posti accreditati alle cliniche private. Il significato politico di questa dichiarazione è inequivocabile: quei 80 posti letto riconosciuti alla provincia di Terni dalla delibera Tesei 1399/2023 potrebbero essere redistribuiti, ridefiniti, assegnati ad altri operatori, magari a qualche amico di Perugia, intendimento già ampiamente disvelato nella mozione presentata il 30 ottobre 2025 con cui la maggioranza ha tentato un colpo di mano. Basta leggere i punti 4 e 5 di quella mozione su cui anticipai il risultato facendo saltare dai banchi alcuni consiglieri regionali di questa strana sinistra allargata. Le responsabilità politiche sono ora incontestabili”.
"Con la nota di oggi - conclude Melasecche - la Giunta regionale ha finalmente manifestato le proprie vere intenzioni. Ha confermato che non intende vincolare preventivamente i posti letto accreditati al progetto Stadio-Clinica per consentire che la legge sugli stadi possa avere concretezza. Ha annunciato una revisione degli accreditamenti che potrà anche redistribuire quei posti fuori da Terni. L’importante è che tutto avvenga nel day after della distruzione di un sogno fondato su un progetto articolato ma brillante. Questa maggioranza ha ottenuto quello che voleva: la Regione ha utilizzato strumentalmente il Tar per bloccare il progetto di cui Terni aveva bisogno; nega qualsiasi garanzia sui posti letto; annuncia un riequilibrio complessivo degli accreditamenti privati, e nel frattempo fa fallire la Ternana Calcio con il Liberati senza la minima prospettiva. Terni non è una provincia di serie B, ha diritto alle stesse opportunità sanitarie, infrastrutturali, sportive e di sviluppo delle altre realtà. Da assessore regionale ho fatto di tutto per promuovere l’intero territorio dell’Umbria, con grandi progetti peraltro rimessi in discussione da questi talebani del negazionismo. Oggi è cambiata la musica e questo non fa bene non solo a Terni ma neanche a quella coesione regionale, nella equità, a cui ho sempre tenuto. Morale: di ternani venduti ve ne sono abbastanza ma la stragrande maggioranza non hanno ancora portato né il cervello né il cuore all’ammasso”. RED/dmb
