“La dignità non può essere un privilegio, ma un diritto da garantire a tutti”
Nota di Luca Simonetti (M5S) sull’approvazione della legge di iniziativa popolare sul fine vita
22 Ott 2026 20:11
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(Acs) Perugia, 22 ottobre 2026 - “La dignità non può essere un privilegio di chi ha i mezzi economici, né un diritto da inseguire nelle aule di tribunale. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare le persone e dare risposte concrete, soprattutto quando sono in gioco la libertà e la sofferenza umana”. Così Luca Simonetti (M5S - presidente della Terza commissione), commenta l’approvazione della legge di iniziativa popolare sul fine vita.
“Un risultato importante – evidenzia Simonetti - che arriva al termine di un percorso istituzionale complesso e che ha visto la Terza commissione impegnata nell’esame della proposta, nel rispetto delle procedure e con il contributo degli uffici e delle professionalità coinvolte. Questo risultato è il frutto di un lavoro serio, condotto nel rispetto delle regole e delle prerogative istituzionali. Voglio ringraziare gli uffici della Commissione, che hanno affrontato anche una fase di riorganizzazione, e tutte le persone che hanno contribuito a portare avanti questo percorso con competenza, correttezza e professionalità. E ringrazio anche ai promotori della legge di iniziativa popolare, che hanno atteso a lungo prima di vedere la propria proposta arrivare al traguardo istituzionale”.
“I proponenti – aggiunge il consigliere regionale - hanno dovuto attendere ben oltre i termini previsti. A loro va il mio ringraziamento per la determinazione dimostrata. Le istituzioni devono saper ascoltare le istanze dei cittadini e garantire che le iniziative popolari trovino uno spazio effettivo di confronto e discussione. Il fine vita è un tema che interroga le coscienze di tutti. Non esistono risposte semplici, ma proprio per questo la politica ha il dovere di affrontarlo senza strumentalizzazioni, con rispetto e responsabilità. Al centro devono esserci le persone, le loro storie e il diritto a non essere lasciate sole di fronte alla sofferenza. Il lavoro svolto dimostra quanto sia importante il ruolo delle istituzioni quando riescono a confrontarsi con temi complessi senza perdere di vista la dimensione umana”.
“La dignità non può dipendere dalle disponibilità economiche di una persona, né dalla possibilità di affrontare lunghi procedimenti giudiziari. È necessario garantire – conclude - un quadro di tutele e garanzie che metta al centro la persona e il rispetto delle condizioni previste dalla legge. Il senso del nostro impegno istituzionale è questo: ascoltare, lavorare con serietà e assumersi le proprie responsabilità. Perché dietro ogni provvedimento ci sono persone, famiglie e storie che meritano rispetto. Ed è da qui che dobbiamo partire, sempre”. RED/mp
