(Acs) Perugia, 24 febbraio 2015 “Con l'approvazione dei decreti attuativi del Jobs Act il Governo Renzi completa la rottamazione del diritto del lavoro italiano, inaugurando l'era della licenziabilità universale”. Così il capogruppo regionale di Rifondazione comunista per la Federazione della sinistra, Damiano Stufara secondo il quale, “al di là della retorica impiegata a piene mani dal Governo e dai maggiori organi d'informazione, la vera finalità di questi provvedimenti è esclusivamente quella di liquidare ogni forma di dialettica tra le forze del lavoro ed il padronato, individualizzando definitivamente la posizione del singolo nei confronti del datore di lavoro”.
“L'annunciato superamento della precarietà – aggiunge Stufara - si rivela come l'ennesima finzione del segretario-premier, in quanto la completa liberalizzazione dei licenziamenti permetterà in qualsiasi momento la risoluzione di ogni rapporto di lavoro: mai, nella storia democratica del nostro Paese, si era assistito ad un simile livellamento verso il basso delle condizioni del modo del lavoro, spacciato da un'abile regia mediatica per un'operazione di giustizia sociale. Non è un caso che la controriforma dello Statuto dei lavoratori, da anni nell'agenda della Confindustria e della Troika europea, sia stata messa a segno da un presidente del Consiglio non eletto dal popolo, riuscito proprio là dove lo stesso berlusconismo aveva fallito”.
Per Stufara “le proporzioni della supremazia esercitata dal Governo Renzi sulla propria maggioranza sono ben simboleggiate dal silenzio complice dei parlamentari umbri del Partito Democratico, che del resto si pone in perfetta continuità non solo con l'approvazione della legge delega sul Jobs Act dello scorso 3 dicembre, ma anche con la posizione espressa a suo tempo dalla presidente Marini alla direzione nazionale del Partito. Scelte, quelle dei massimi rappresentanti del territorio regionale – aggiunge il capogruppo di Rifondazione comunista -, in aperto contrasto con la realtà della crisi in Umbria, segnata da anni di costante crescita della disoccupazione e della precarietà, che dimostrano l'assoluta insostenibilità di un modello produttivo incentrato sulla compressione dei salari e dei diritti”.
“Per le forze politiche e sociali, contrarie al renzismo – commenta Stufara -, si impone adesso un salto di qualità nella costruzione dell'alternativa all'austerità ed al neoliberismo, soli e unici principi ispiratori dell'azione del Governo nazionale. Per questo il Gruppo consiliare del Partito della Rifondazione comunista – conclude - esprime il proprio sostegno allo sforzo di quanti, in questi giorni, stanno lavorando per comporre un ampio fronte referendario contro il Jobs Act, che possa costituire la premessa di un'autentica coalizione sociale in grado di restituire al nostro Paese diritti, dignità e democrazia”. RED/as