ISTRUZIONE: IN TERZA COMMISSIONE IL PIANO REGIONALE PER L'OFFERTA FORMATIVA E LA PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA – MERCOLEDÌ AUDIZIONE DEI SOGGETTI INTERESSATI

Presentato in Terza commissione il “Piano regionale per l'offerta formativa e la programmazione della rete scolastica”. A Terni due sole direzioni didattiche, nella scuola “San Giovanni” e nella “Don Milani”, in luogo delle tre attuali: tocca all'Istituto comprensivo “Brin” confluire nelle altre due. E San Venanzo torna a chiedere l'accorpamento con Marsciano, negato perché le due scuole si trovano in province differenti. Per l'offerta formativa continua a far discutere il no all'alberghiero per Gubbio, con l'Istituto che però ne ha fatto richiesta fuori dai termini. Mercoledì se ne riparla in audizione con i soggetti interessati.

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15 Dic 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 15 dicembre 2014 – L'assessore regionale all'istruzione Carla Casciari ha presentato stamani in Terza commissione il “Piano regionale dell'offerta formativa e della programmazione della rete scolastica”. La commissione tornerà a riunirsi mercoledì, subito dopo l'audizione degli istituti interessati e dei rappresentanti sindacali, prevista per le ore 11 a Palazzo Cesaroni.

Per quanto riguarda la rete scolastica non sono pervenute richieste dalla Provincia di Perugia mentre per Terni si configura un riassetto che prevede la costituzione di due Istituti comprensivi con due sole direzioni didattiche in luogo delle attuali tre: nel primo caso la scuola primaria “San Giovanni”, nella sua attuale configurazione, comprenderà anche la scuola secondaria di primo grado “Brin” di via Liutprando. Il secondo riguarda l'istituto comprensivo che sarà formato dalla primaria “Don Milani” con quella di Stroncone e Vascigliano (attualmente afferenti all'Istituto comprensivo “Brin”) e con la secondaria di primo grado “Alterocca” di via Narni. Sempre in campo le richieste di accorpamento con Marsciano provenienti da San Venanzo, finora non accolte a causa dell'appartenenza a due province diverse, con in subordine la richiesta di riacquisizione dell'autonomia scolastica per San Venanzo, comune montano e come tale sottoposto a vincoli meno rigidi.

Per quanto concerne l'offerta formativa, la Provincia di Perugia ha accolto la richiesta avanzata dall'Istituto omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti” di Castiglion del lago per attivare l'indirizzo “Servizi socio-sanitari nell'ambito del settore professionale” a decorrere dal prossimo anno, con la motivazione che ci sono già le strutture necessarie e nel territorio questo indirizzo si trova solo a Foligno. Non accolta la richiesta dell'Istituto “Mazzini” di Magione per l'attivazione dell'indirizzo “Agraria, agroalimentare, agroindustria nell'ambito del settore tecnico” perché l'edificio scolastico non dispone di laboratori attrezzati e perché sul territorio sono presenti quattro istituti agrari già in possesso di tutti i servizi necessari.

Niente da fare, per ora, all'introduzione dell'indirizzo alberghiero a Gubbio: l'istituto “Cassata-Gattapone” non ha effettuato la richiesta nei termini e non c'è il via libera della Provincia di Perugia. “Dall'apposito tavolo abbiamo preso atto – ha spiegato l'assessore Casciari – che questo settore è in rallentamento e i dati sono in sofferenza anche per gli altri quattro istituti che già dispongono di indirizzo alberghiero. Inoltre manca la copertura finanziaria per realizzarlo”.

GLI INTERVENTI.
Per il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) si tratta di “una presa in giro, perché la motivazione ufficiale è la non presentazione nei termini, ma è invece una scelta politica fatta dopo un parere scritto rilasciato dagli altri territori interessati, senza contare che siamo fuori dalle regole con un istituto che annovera 1.150 studenti, record nazionale per scuole di montagna”.
Contrario anche Andrea Smacchi (Pd), secondo il quale “si poteva fare di più e c'era un impegno della Giunta rispetto alle esigenze di Gubbio, che è città a vocazione turistica in grado di attrarre studenti da Alto Chiascio e Marche. Inoltre – ha aggiunto – l'istituto ha fatto un sondaggio dove sono emerse almeno 60 disponibilità e per quanto riguarda l'aspetto economico c'è già un progetto articolato, ma la Provincia non ci vuole investire perché i locali che sarebbero messi a disposizione non sono suoi”.
L'assessore Casciari ha replicato che i dati da prendere in considerazione sono i flussi, i cui numeri dicono che non si attiverebbe nemmeno una classe. Mercoledì se ne riparlerà dopo l'audizione dei soggetti interessati.

Il consigliere Damiano Stufara (Prc-FdS) ha posto l'accento sugli accorpamenti in provincia di Terni: “Vi sono molte contrarietà e c'è stata poca partecipazione reale sullo spacchettamento dell'Istituto Brin – ha detto – che dà luogo a due plessi molto affollati e riguardanti territori vastissimi. Presenterò un emendamento per una riflessione più vasta sul territorio e comprendente la possibilità di soprassedere, almeno per questo anno”.

Anche per il consigliere Fausto Galanello (Pd) la sospensiva di un anno “potrebbe andare bene, viste le accalorate discussioni provocate dalle scelte del Comune di Terni”. PG/
 

Ultimo aggiornamento: 15/12/2014