(Acs) Perugia, 17 novembre 2010 - “Mentre in tutta Europa si rilancia la Strategia 2020, per una crescita economica basata su conoscenza, creatività, innovazione, sviluppo sostenibile e integrazione sociale il Governo italiano riduce i fondi nazionali destinati alla scuola pubblica e pensa ad un finanziamento di 25 milioni le università non statali legalmente riconosciute”. Lo denuncia Andrea Smacchi, consigliere regionale del Pd, rimarcando che “nel giorno delle celebrazioni mondiali in favore dell'istruzione pubblica si celebra l’ennesimo attacco alla scuola di tutti”.
Smacchi evidenzia che “grazie all’impegno della presidente Marini e al lavoro dell’assessore Tomassoni, la Regione Umbria garantirà altri 3,5 milioni di euro per le borse di studio. In totale nell’Alto Chiascio sono circa 240 gli studenti che, senza i fondi stanziati dalla Regione e negati dal Governo, rischiano seriamente di non avere la borsa di studio, 125 di essi sono residenti a Gubbio, 60 a Gualdo Tadino e circa 60 residenti nei comuni limitrofi. Ritengo che la strada da seguire sia quella di investire in una scuola pubblica di qualità potenziando anche quelle professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali come autismo, dislessia, discalculia, l’esatto opposto di quella del Governo. Garantire l’unitarietà dell’ordinamento dell’istruzione per offrire agli studenti la possibilità di avere le stesse competenze utili a raggiungere gli standard internazionali potenziando la mobilità geografica e la mobilità sociale, le residenze universitarie e un contributo che copra il costo dei servizi, rinnovato in base ai risultati”.
Per il presidente della Commissione Statuto “la vera emergenza italiana è la ricerca, soprattutto quella svolta dall’Università: se l’Italia non mette in cima alle sue priorità gli investimenti in conoscenza, in ricerca e sviluppo, nel settore pubblico e nel settore privato, è destinata a perdere il suo ruolo di potenza industriale mondiale. La ricerca deve essere la protagonista del circuito della formazione, per la divulgazione della scienza e della tecnologia l’esempio da seguire è la Hightech-Strategie della Germania, che individua con chiarezza le priorità di investimento e le modalità di destinazione delle risorse. Per costruire un'Italia più colta, più competitiva e più coesa – conclude Smacchi - abbiamo bisogno di un numero adeguato di laureati e di dottori di ricerca, di qualificare l’offerta formativa e migliorare le regole di governo degli atenei e di seguire quanto scritto nel trattato di Lisbona (entrato in vigore il 1 dicembre 2009) che pone al centro della politica di ricerca l’istituzione di uno spazio europeo della ricerca nel quale i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circolino liberamente”. RED/mp