ISTRUZIONE: “IL PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA E DELLA PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA 2012/2013 TUTT'ALTRO CHE ATTENTO AI TERRITORI” - NOTA DI MONACELLI (UDC)

Il capogruppo regionale dell'Udc, Sandra Monacelli torna a puntare il dito sul Piano dell'offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2012/2013 in Umbria, approvato stamani dal Consiglio regionale. Per il capogruppo centrista, si tratta “ di una scelta “fortemente penalizzante nei confronti di una comunità, quella di San Venanzo, appartenente alla Provincia di Terni, ma contigua per storia e scambi socio-economici a quella di Perugia, in particolare all'area del Marscianese”. Secondo Monacelli, “viste le caratteristiche singolari di San Venanzo, unico vero comune montano della nostra regione, sarebbe stato sufficiente prorogare di un solo anno il regime di autonomia dell'Istituto in attesa degli sviluppi della riforma degli enti locali accorpando successivamente l'ICS a quello di Marsciano”.

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07 Feb 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 7 febbraio 2012 - “Il Piano dell'offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2012/2013 in Umbria, approvato dal Consiglio regionale, di fatto si rivela tutt'altro che attento alle esigenze dei territori”. Così il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelliribadisce come la scelta dell'Aula “nello specifico è fortemente penalizzante nei confronti di una comunità, quella di San Venanzo, appartenente alla Provincia di Terni, ma contigua per storia e scambi socio-economici a quella di Perugia, in particolare all'area del marscianese”.

 

Contrariamente a quanto approvato e portato in Consiglio regionale nella seduta del 31 gennaio scorso – ricorda Monacelli -, vale a dire il prolungamento dell'attuale regime di autonomia di cui gode l'Istituto Comprensivo statale di San Venanzo, la maggioranza della Terza Commissione consiliare, che aveva in discussione il Piano, è tornata sui propri passi assumendo un atteggiamento pilatesco, decidendo quindi di non decidere. La razionalizzazione prevista dalla Provincia di Terni – continua l'esponente centrista -, che inizialmente aveva individuato l'accorpamento dell'ICS di San Venanzo con quello di Montecchio e Baschi non tenendo conto degli enormi disagi che questa decisione avrebbe comportato per gli studenti e le famiglie sanvenanzesi, è stata solo leggermente rivista, proponendo all'Aula l'accorpamento della scuola non più con Baschi bensì con Fabro. Nei fatti – spiega Monacelli - non cambia praticamente nulla: chilometri e chilometri di strade e un monte, il Peglia, a separare le due realtà. Tale proposta è stata approvata dalla maggioranza in Consiglio regionale, che ha fatto prevalere la vicinanza politica alla Provincia di Terni rispetto all'attenzione che si doveva doverosamente rivolgere a una comunità che già subisce un pesante isolamento geografico”.

 

Per Monacelli, “viste le caratteristiche singolari di San Venanzo, unico vero comune montano della nostra regione, sarebbe stato sufficiente prorogare di un solo anno il regime di autonomia dell'Istituto in attesa degli sviluppi della riforma degli enti locali (che, con molta probabilità, vedrà in tempi brevi la cancellazione delle Province), accorpando successivamente l'ICS a quello di Marsciano. Ma, ancora una volta – conclude -, di fronte al buon senso ha prevalso la 'ragion di stato', anzi, la 'ragion politica'”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 07/02/2012