ISTRUZIONE: “ANCORA UNA STRONCATURA PER L'ALBERGHIERO A GUBBIO” - PER GORACCI (CU) “LA REGIONE INERTE E IRRISPETTOSA VERSO IL TERRITORIO DI GUBBIO E DELL'ALTO CHIASCIO”

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) commenta la risposta negativa ottenuta, durante la seduta odierna del question time, alla propria interrogazione sull'attivazione dell'indirizzo alberghiero a Gubbio. Per Goracci ancora una volta, quando si parla di Gubbio, “si chiudono le porte in faccia senza ponderare adeguatamente la sensatezza e la bontà delle proposte avanzate”.

Data:

21 Ott 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 21 ottobre 2014 - “Con questo andazzo, la Regione Umbria si pone sempre più in contrasto e in antitesi con i bisogni autentici della collettività, perlomeno quella di determinati territori. Spero, perché la speranza deve essere l'ultima a morire, che nei giorni seguenti si ritorni sui passi compiuti (o meglio, non compiuti) e si riprenda in mano il bandolo della matassa, ripartendo da un confronto e da un ascolto reale dei bisogni del nostro territorio, segnatamente sulla questione oggi sollevata e, almeno per ora, chiusa in maniera improvvida”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) commenta la risposta ottenuta, durante la seduta odierna del question time, alla propria interrogazione sull'attivazione dell'indirizzo alberghiero a Gubbio.

“All'assessore Carla Casciari – spiega Goracci - ho posto con forza la necessità di mettere in campo, nei tempi più brevi possibili, tutte le iniziative più utili ed efficaci per arrivare al risultato, rilevando (e non avrebbe potuto essere diversamente) i ritardi, le ambiguità, le ostruzioni ad esso frapposte in aperta contraddizione, tra l'altro, con le asserite volontà di concedere in prospettiva alla città di Gubbio l'indirizzo in questione, volontà sbandierate l'anno scorso anche dai banchi della Giunta dopo la votazione in Consiglio regionale del Piano dell'Offerta Formativa che aveva escluso, per il 2014, tale scelta. Da notare il fatto che si viene da un anno in cui Gubbio e il suo territorio, come si suol dire, hanno già abbondantemente dato: si pensi solo alle Linee guida sulla programmazione della rete scolastica e l'offerta formativa per gli anni a venire, fino al 2018, contro le quali, unico consigliere regionale, ho votato contro la scorsa estate. Linee che, di fatto, hanno sancito per Gubbio, realtà montana per eccellenza, una situazione di anomalia al contrario: non un provvedimento premiante, bensì penalizzante, con la formazione di un megaistituto da 1100 alunni e la contestuale perdita di autonomia per il 'Gattapone', in nome di pretesi provvedimenti nazionali draconiani, mai entrati davvero in vigore”.

“Confidavo quindi – aggiunge ancora Orfeo Goracci - in un 'operoso ravvedimento' da parte della Giunta e dell'assessore competente, specialmente rispetto ai tempi, ma la risposta data dall'assessore Casciari alle mie sollecitazioni è stata una vera e propria doccia fredda: in sostanza mi si è detto, e si è comunicato all'intera Assemblea, che l'indirizzo alberghiero a Gubbio non è né una priorità né una necessità impellente per il contesto socio - economico del territorio. Parole pesanti, che denotano mancanza di tatto e di conoscenza dei bisogni reali della realtà eugubina. Non ho potuto fare a meno di rilevare che, in una situazione caratterizzata da estensione massiccia della cassa integrazione, da crisi aziendali di difficilissima risoluzione, non solo l'alberghiero si addice in pieno alle caratteristiche e alla vocazione del territorio, ma risponde anche ad una necessità economica prioritaria per il futuro stesso della popolazione. Non aver compreso questo è, dal punto di vista politico, un elemento di rimarchevole gravità. Maldestro anche il tentativo da parte dell'assessore – conclude - di rovesciare la colpa di tutto su Comune di Gubbio e Provincia di Perugia, come se la Regione avesse un ruolo ancillare rispetto a tali istituzioni. Non ho potuto nemmeno fare a meno di sottolineare come, per altre realtà territoriali, si parli sempre di razionalità delle scelte e si muovano sempre, sistematicamente, mari e monti quando c'è da venire incontro alle esigenze poste, mentre quando c'è di mezzo Gubbio si chiudono sempre le porte in faccia senza ponderare adeguatamente la sensatezza e la bontà delle proposte avanzate”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 21/10/2014