(Acs)Perugia, 30 maggio 2011 - Il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Smacchi ha presentato una interrogazione in merito alle “criticità di organico che l’Istituto Mazzatinti di Gubbio e le scuole dell’Umbria si trovano a dovere affrontare a causa dei tagli del duo Tremonti-Gelmini”. Con il suo atto, Smacchi chiede alla Giunta regionale di attivarsi “affinché gli alunni non siano costretti a frequentare classi composte da 30–35 persone in luoghi inidonei a contenerli, e l’Istituto eugubino sia fornito di una dotazione di personale docente e non docente adeguata al Piano dell’offerta formativa e alla situazione eterogenea delle sedi e dei laboratori”.
Secondo l’esponente del PD la riduzione dei finanziamenti “di circa 8 miliardi di euro, che la scuola ha dovuto subire negli ultimi tre anni, ha messo i dirigenti scolastici in condizione di grandissima difficoltà per garantire un’adeguata offerta formativa in classi che, per legge, possono arrivare anche a 33 alunni. La scuola – aggiunge Smacchi - si trova da anni bersagliata da continue riforme che cercano di ridurla ai minimi termini con tagli lineari insostenibili, e senza che questi abbiano sortito effetti sulle reali problematiche in essere”. E i tagli, a giudizio del consigliere regionale, colpiscono “indistintamente, senza discriminare sull’oggettivo livello dei servizi offerti agli alunni, al punto che l’organismo ministeriale che doveva misurare la performance dei dipendenti e la qualità dell’offerta formativa si è dimesso in blocco perché non è stato messo nelle condizioni di operare”.
Sulla situazione dell’Umbria, Smacchi ricorda che ci sono istituti che ogni anno vincono premi di livello nazionale per l’innovazione ai quali, sulla base di “tabelle inderogabili” stabilite al Ministero dell’Istruzione, vengono assegnate risorse finanziarie e umane assolutamente insufficienti”. L’Istituto Mazzatinti di Gubbio, -sottolinea l’esponente del PD- dall'anno scolastico 2009-2010, comprende anche l’ex Istituto d'Arte che, “a fronte, non solo del calo progressivo degli iscritti, ma anche di una situazione interna molto critica ha chiesto l’accorpamento che ha determinato un grande lavoro amministrativo, tecnico e finanziario. L’Istituto di Istruzione Superiore ‘Mazzatinti’ – fa notare Smacchi -, ha due sedi, più una palazzina laboratori di restauro distaccata e questo - spiega - comporta necessariamente un maggiore impiego di risorse umane per i servizi di pulizia e sorveglianza. E la situazione si complica anche per la presenza di un alunno diversamente abile al quale non viene garantita la piena salvaguardia del diritto ad un’offerta professionale specifica, che completi l’azione didattica, adattandola alle necessità soggettive”. RED/