“Introduzione del welfare integrativo per gli operatori delle aziende sanitarie ed ospedaliere”
Via libera dall’Aula alla mozione della presidente dell’Assemblea legislativa e dei capigruppo di maggioranza, emendata con un contributo della minoranza illustrato da Arcudi e quindi votata all’unanimità
22 Gen 2026 19:43
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(Acs) Perugia, 22 gennaio 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato all’unanimità la mozione promossa dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi e da tutti capigruppo della maggioranza: Cristian Betti (Pd); Fabrizio Ricci (Avs), Luca Simonetti (M5S), Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani-Proietti presidente) che prevede l’introduzione del welfare integrativo per gli operatori delle aziende sanitarie ed ospedaliere. Il testo è stato emendato con il contributo della minoranza, che ha chiesto e ottenuto di precisare che “le risorse dovranno essere individuate come risorse aggiuntive rispetto ai fondi destinati alla produttività del personale”.
Con questo atto viene impegnata la Giunta regionale a: valutare l’opportunità di avviare un percorso di approfondimento, attraverso il coinvolgimento delle Direzioni delle Aziende sanitarie regionali, delle parti sociali maggiormente rappresentative e nell’ambito delle sedi di contrattazione previste dalla normativa e dalla contrattazione collettiva vigente, nonché degli altri soggetti competenti, finalizzato a esaminare, senza carattere vincolante e nel rispetto del quadro normativo e finanziario vigente, la possibilità di adottare strumenti di welfare integrativo orientati al benessere organizzativo e al rafforzamento dell’attrattività e della capacità di trattenere professionalità qualificate nel Servizio sanitario regionale”.
L’atto è stato illustrato in Aula da Sarah Bistocchi: “Questa mozione è firmata dalla sottoscritta e da tutti i capigruppo di maggioranza perché questa maggioranza tiene al benessere delle persone sul posto di lavoro, tiene al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori che siano dipendenti del settore privato, del settore pubblico e non di meno del sistema sanitario regionale. E siccome in politica l'autorevolezza passa per la credibilità e le cose vanno dette, come sto facendo io ora, però poi vanno anche fatte. La Regione Umbria, lo scorso 28 novembre ha approvato con delibera il ‘Piano di welfare integrativo per i dipendenti regionali, costituzione del Fondo per il welfare integrativo per l'anno 2025’ con la quale ha stanziato un importo complessivo di 711mila 593,19 euro che stanzia 650 euro per dipendente. Il fondo è rivolto al personale delle Aree professionali cui si applica il CCNL del Comparto Funzioni Locali in servizio presso la Giunta regionale, con contratto di lavoro a tempo indeterminato e determinato. Il welfare integrativo è un istituto che si pone quale obiettivo quello di mutuare nelle pubbliche amministrazioni lo strumento del welfare aziendale, già presente da tempo nel settore privato. L’introduzione di piani di welfare ha dimostrato infatti di avere riflessi positivi nell’organizzazione del lavoro, poiché contribuisce a creare ambienti di lavoro sani, appaganti e attrattivi dal punto di vista occupazionale. Il welfare integrativo può inoltre contribuire a creare un clima di lavoro positivo e inclusivo, favorendo la collaborazione e il senso di appartenenza, migliorando l'immagine dell'amministrazione agli occhi dei cittadini e della comunità, dimostrando un impegno concreto verso il benessere delle persone, annoverando una maggiore soddisfazione e fidelizzazione dei dipendenti, una riduzione dell'assenteismo e un miglioramento complessivo della produttività. I servizi di welfare integrativo si contraddistinguono in quanto forma di remunerazione non monetaria, finalizzata a migliorare la vita personale, familiare e lavorativa dei soggetti beneficiari, costituita dall’utilizzo di un ventaglio variegato di beni, servizi e prestazioni noti come flexible benefits. Il Servizio sanitario regionale rappresenta uno degli ambiti più complessi e strategici dell’organizzazione pubblica regionale, sia per l’ampiezza delle funzioni svolte che per l’impatto diretto sulla qualità della vita degli operatori sanitari e dei cittadini. Il personale sanitario opera in contesti caratterizzati da elevata intensità lavorativa, complessità organizzativa e rilevanti responsabilità professionali, elementi che rendono particolarmente rilevante l’attenzione al benessere lavorativo e alla sostenibilità delle condizioni di lavoro. La promozione di politiche di benessere organizzativo e di supporto al personale costituisce un fattore di prevenzione delle criticità legate allo stress lavoro correlato e contribuisce alla stabilità e all’efficienza dei servizi. Il servizio sanitario regionale è, inoltre, chiamato a confrontarsi con una crescente esigenza di attrattività e capacità di trattenere professionalità qualificate, in un contesto caratterizzato da mobilità professionale e difficoltà di reperimento di figure specialistiche, rendendo strategico l’utilizzo di strumenti organizzativi e di welfare capaci di rafforzare il valore del lavoro pubblico sanitario. L’esperienza avviata dalla Regione Umbria in materia di welfare integrativo per i dipendenti regionali può costituire un riferimento metodologico, ferma restando la necessità di valutazioni specifiche per il comparto sanitario, tenuto conto delle peculiarità normative, contrattuali e organizzative delle Aziende sanitarie ed ospedaliere. Ogni ipotesi di estensione di strumenti di welfare integrativo agli operatori sanitari richiede un approfondimento in ordine alla compatibilità con il quadro normativo nazionale, alla contrattazione collettiva vigente, alle competenze delle Aziende e agli equilibri economico-finanziari del sistema sanitario regionale. Un percorso di analisi condivisa e di confronto istituzionale consente di valutare in modo responsabile l’eventuale opportunità di introdurre misure sperimentali o graduali, senza determinare automatismi né vincoli anticipati. La Legge regionale n. 12/2022 ha istituito presso l’Assemblea legislativa regionale l’Osservatorio regionale sul welfare aziendale, con funzioni di studio, analisi e promozione del welfare aziendale finalizzate al miglioramento delle politiche familiari e al rafforzamento della coesione sociale e che l’Osservatorio, pur previsto dalla normativa regionale, non risulta ad oggi attivo. Li abbiamo chiamati eroi, angeli, soprattutto nei momenti più gravi, come quello della pandemia da Covid-19 ma, come sempre hanno detto loro stessi, non sono né gli uni né gli altri, ma persone che indubbiamente vanno messe nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro”.
INTERVENTI:
Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Condividiamo la parte che rileva il ruolo e l’importanza degli operatori sanitari. Si parla poco di quante cose positive accadono nella nostra sanità proprio grazie a chi vi opera. E non mancano riconoscimenti e ringraziamenti da parte di tanti cittadini. Si parla sempre di problemi della sanità e poco di quanto positivo ci sia al suo interno. Presentiamo un emendamento dove si precisa che ‘le risorse dovranno essere individuate come risorse aggiuntive rispetto ai fondi destinati alla produttività del personale’”.
Sarah Bistocchi (PD): “Siamo contenti che ci sia una condivisione di questo atto anche da parte della minoranza e siamo contenti di far firmare anche agli altri consiglieri la mozione”.
Maria Grazia Proietti (Pd): “Questo è un tema non più rinviabile, dobbiamo dare risposte concrete ai lavoratori del servizio sanitario. È uno strumento moderno, equo e sostenibile, sostiene la conciliazione tra vita e lavoro e rende il nostro sistema sanitario più competitivo, soprattutto per i giovani professionisti. È una scelta che riguarda il medio e lungo periodo”. PG
