INFORMAZIONE ISTITUZIONALE: APERTA LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUL PIANO TRIENNALE CONTRO LA CORRUZIONE
Aperta la consultazione pubblica sullo schema di Piano triennale di prevenzione della corruzione (Ptpc 2017-2019) dell'Assemblea legislativa della Regione Umbria, un documento che si interseca con tutte le principali attività e i programmi dell'Assemblea legislativa, in accordo con le direttive del Piano nazionale anticorruzione e dell'Anac. Fino al 25 gennaio prossimo chiunque potrà inviare proposte di modifica o integrazione al documento.
16 Gen 2017 13:45
4 minuti, 6 secondi
(Acs) Perugia, 16 gennaio 2017 – Aperta la consultazione pubblica sullo schema di PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE (PTPC 2017-2019) dell'Assemblea legislativa della Regione Umbria (https://goo.gl/90BDJY). Si tratta di un documento che si interseca con tutte le principali attività e i programmi dell'Assemblea legislativa, in accordo con le direttive del Piano nazionale anticorruzione e dell'Anac.
Il tema della prevenzione della corruzione e del contrasto dell'illegalità è da tempo all'ordine del giorno di vari organismi e organizzazioni internazionali, in quanto il fenomeno corruttivo e, più in generale l'illegalità, hanno forti ripercussioni sul sistema economico nazionale ed internazionale. La legge nazionale ha introdotto un nuovo concetto di corruzione, inteso in senso molto ampio, comprensivo non solo dell'intera gamma dei reati contro la pubblica amministrazione, ma anche di tutte quelle situazioni in cui, pur non verificandosi un comportamento (attivo o passivo) penalmente rilevante, si realizza una distorsione dell'azione amministrativa, a causa di un condizionamento improprio da parte di interessi particolari. Il che comporta un pregiudizio alla cura dell'interesse pubblico e all'affidamento dei cittadini nell'imparzialità delle amministrazioni e dei soggetti che svolgono attività di pubblico interesse.
Ogni amministrazione pubblica è tenuta ad aggiornare il Piano entro il 31 gennaio di ogni anno. Il segretario generale dell'Assemblea, Stefano Mazzoni, responsabile della prevenzione della corruzione, ha convocato per venerdì 20 gennaio tutto il personale di Palazzo cesaroni per illustrare i contenuti del documento. Fino al 25 gennaio prossimo chiunque potrà inviare, entro le ore 14, proposte di modifica o integrazione al documento o ai suoi allegati, compilando l'apposito form predisposto al link https://goo.gl/90BDJY .
Le proposte, contenute nei moduli correttamente compilati e pervenute nel rispetto dei termini e delle modalità predetti saranno valutate e se ne terrà conto ai fini dell'adozione del PTPC 2017-2019 dell'Assemblea legislativa della Regione Umbria.
SCHEDA DEL PTPC 2017-2019
Il PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE è un documento programmatorio per la cui elaborazione ed adozione sono state seguite le indicazioni contenute nel Piano nazionale anticorruzione (P.N.A.) così come finora aggiornato dall'ANAC, l'Autorità nazionale anti corruzione, e contiene previsioni e misure cui deve darsi concreta attuazione in modo coordinato rispetto al contenuto di tutti gli altri strumenti di programmazione presenti nell'amministrazione e, innanzi tutto, rispetto al Piano della performance, col quale deve essere realizzato un collegamento effettivo e puntuale.
Gli obiettivi strategici previsti sono: ridurre le opportunità che si manifestino casi di corruzione; aumentare la capacità di scoprire casi di corruzione; creare un contesto sfavorevole alla corruzione. La corruzione va intesa in senso molto ampio, comprensivo non solo dell'intera gamma dei reati contro la pubblica amministrazione, ma anche di tutte quelle situazioni in cui, pur non verificandosi un comportamento (attivo o passivo) penalmente rilevante, si realizza una distorsione dell'azione amministrativa, a causa di un condizionamento improprio da parte di interessi particolari. Ciò comporta un pregiudizio alla cura dell'interesse pubblico e all'affidamento dei cittadini nell'imparzialità delle amministrazioni e dei soggetti che svolgono attività di pubblico interesse. Il Piano si prefigge quindi di realizzare un contesto sfavorevole ad atti e comportamenti che, anche se legittimi da un punto di vista formale, possono essere frutto di pressioni improprie, che pregiudicano l’imparzialità dell'attività amministrativa. L'imparzialità che si vuole garantire è sia quella oggettiva, cioè volta ad assicurare le condizioni organizzative che consentono scelte imparziali, sia quella soggettiva del funzionario, per ridurre i casi di ascolto privilegiato di interessi particolari in conflitto con l'interesse generale. Per raggiungere detti obiettivi è stato progettato un sistema organico di misure, non solo organizzative, che oltre a scongiurare fenomeni di cattiva amministrazione è anche in grado di migliorare l'efficienza complessiva dall'attività dell'Ente.
Nel dettaglio, il Piano prevede la mappatura di tutte le attività, la valutazione del rischio, l'individuazione dei comportamenti a rischio di corruzione, le misure di prevenzione e la loro integrazione con gli strumenti di programmazione strategica, gestionale e di valutazione del personale, che viene formato e dispone di un Codice di comportamento.
Tra le misure di prevenzione: obbligo di astensione in caso di conflitto di interesse; rotazione del personale; disciplina del conferimento di incarichi d'ufficio e di autorizzazione di incarichi extra-ufficio; formazione di commissioni, assegnazioni agli uffici, conferimento di incarichi in caso di condanna per delitti contro la P.A.; tutela del dipendente che segnala illeciti. Vi sono poi misure di prevenzione specifiche in determinate aree: contratti pubblici, area acquisizione, gestione e progressione del personale, area gestione entrate, spese e patrimonio; attività a supporto delle finalità istituzionali dell'Assemblea legislativa e del Corecom.
Una sezione specifica è dedicata alla Trasparenza, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini; promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa; favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.
Il presente Piano triennale di prevenzione della corruzione e la strumentazione conseguentemente e coerentemente messa a punto per l’implementazione dello stesso, intendono superare la logica dell’adempimento - condizione necessaria, ma non sufficiente ai fini del cambiamento - per innescare processi virtuosi di miglioramento continuo che interessino e coinvolgano l’intera struttura organizzativa dell’Ente. Dunque l’implementazione del Piano costituirà un’opportunità di grande valenza per integrare le finalità di prevenzione della corruzione e di trasparenza della gestione, che lo ispirano, con l’obiettivo strategico di cambiamento culturale e comportamentale dei componenti la struttura organizzativa. PG/
