(Acs) Perugia, 27 ottobre 2010 - “Quanto continua ad emergere dagli organi di informazione relativamente all'inchiesta sulla sanità in Umbria delinea sempre più chiaramente una ragnatela di clientele, raccomandazioni e appalti taroccati, tessuta al solo scopo di soddisfare le convenienze del politico di turno”. Lo afferma il consigliere Sandra Monacelli (Udc), evidenziando che “mentre il percorso dell'inchiesta chiarirà eventuali responsabilità sul piano giudiziario, per salvare il tessuto sociale e recuperare la credibilità delle istituzioni, sul piano politico va posta con forza e senza atteggiamenti equivoci la questione etica e morale”.
Per Monacelli “non riconoscere che prima di ogni altra valutazione va sradicato questo cancro dalla politica, limitandosi invece a bacchettare i toni eccessivi di un'opposizione giustizialista, rende inutile ogni sforzo teso a restituire speranza ai bisogni veri rappresentati da quelle famiglie che in questo scoperchiato sistema di favori hanno compreso di non contare nulla. La pretesa di egemonia della classe politica umbra ha chiaramente condizionato lo sviluppo regionale in questi anni: questo assurdo accaparramento del potere, funzionale all'autoconservazione della propria parte, ha posto in drammatica luce l'assenza di una visione strategica e complessiva per la crescita omogenea dell'Umbria”.
Sandra Monacelli conclude rilevando la necessità di “ridare serietà e credibilità al sistema politico regionale, superando una degenerazione denunciata da tempo e ora anche confermata dalle intercettazioni telefoniche, e riprendendo con forza una visione regionale unitaria e scevra da ogni forma di clientelismo”. RED/mp