(Acs) Perugia, 14 luglio 2014 - “La tragedia che si sta consumando nella Striscia di Gaza impone senza mezzi termini di difendere le ragioni di un popolo, quello palestinese, vittima per oltre mezzo secolo della politica criminale e razzista del Governo israeliano”. Lo afferma il capogruppo regionale di Rifondazione comunista – Fds Damiano Stufara.
“Le proporzioni della strage in atto – sottolinea Stufara - non possono lasciare insensibili quanti credono nell'inviolabilità dei diritti umani. Di ora in ora si accresce il numero di civili innocenti, donne, bambini, anziani uccisi dai bombardamenti terroristici di Israele, mentre la comunità internazionale finge di non vedere o pratica una politica di equidistanza, che si traduce puntualmente nel sostegno ad operazioni militari unilaterali, ai danni di un intero popolo”. Come Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista – continua - riteniamo ormai indispensabile un'azione diretta delle nostre istituzioni nazionali e locali per pretendere la cessazione immediata di questa ennesima aggressione e ribadire il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione, in coerenza con il riconoscimento dello Stato di Palestina deliberato dall'Assemblea delle Nazioni Unite il 29 novembre 2012, rimasto finora una mera dichiarazione di intenti”. Damiano Stufara rileva inoltre che “la crescente mobilitazione sociale, civile e politica per chiedere la fine degli attacchi israeliani non può rimanere inascoltata in un Paese che, al momento di gettare le basi della propria storia repubblicana, sanciva costituzionalmente il ripudio della guerra 'come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali'.
Se l'Italia ripudia la guerra – aggiunge - , a maggior ragione deve ripudiare le aggressioni militari contro un popolo disarmato, operate con drammatica ciclicità da parte del Governo israeliano con l'evidente scopo di impedire il raggiungimento di una pace giusta e, con essa, la convivenza dei popoli. Nella prossima seduta del Consiglio regionale – conclude - la comunità politica dell'Umbria dia dunque il suo contributo alla ripresa del processo di pace, impegnandosi presso il Governo italiano affinché si operi in coerenza con il nostro dettato costituzionale, chiedendo la fine dei bombardamenti e sospendendo le relazioni con uno Stato aggressore quale è oggi Israele”. RED/mp