GRUPPI ACQUISTO SOLIDALE E POPOLARE: “PRENDIAMO ATTO DI UNA GRAVE SITUAZIONE, CI COMPORTEREMO DI CONSEGUENZA” - NEVI (PDL) CRITICO SUL PROCEDURE E CONTENUTI DELLA LEGGE SUI GASP APPROVATA IERI

Il capogruppo del Pdl a Palazzo Cesaroni, Raffaele Nevi, critica metodo e contenuto della legge sui Gruppi di acquisto solidale e popolare approvata ieri dall'Assemblea regionale. Per Nevi è stato violato il regolamento soltanto per dare seguito alle richieste di Idv e Prc e  sono state cancellate le integrazioni che il lavoro in Commissione aveva prodotto.

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02 Feb 2011 00:00

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(Acs)
Perugia, 2 febbraio 2011 - “Quello che è successo ieri in Consiglio regionale sui Gruppi di acquisto popolare e solidale è indecente e merita di essere evidenziato: nonostante la legge fosse arrivata in Aula senza norma finanziaria (cosa mia vista fino a ieri e che viola totalmente il regolamento del Consiglio), Prc e Idv hanno imposto al presidente Brega di discuterla e lui, senza minimo rispetto per le regole, ha dovuto eseguire”. Lo afferma il capogruppo del Pdl a Palazzo Cesaroni, Raffaele Nevi, spiegando che “quando poi la norma finanziaria è saltata fuori abbiamo visto che cassava completamente la parte migliore della legge che noi avevamo contribuito a inserire in commissione, cioè la riduzione mirata dell’Irap per le imprese della ristorazione e alberghiere che utilizzano prodotti locali dei nostri agricoltori”.

 

Nevi evidenzia che “sono state finanziate solo le spese di funzionamento dei Gasp e le spese di comunicazione, cioè quello che stava a cuore a Rifondazione comunista e Italia dei valori, ed è stata cassata la manovra sull’Irap che era la cosa più importante contenuta nella legge, tanto che dopo la Commissione, sia Coldiretti che Confcommercio, avevano gioito”.

 

Per il capogruppo del Pdl “siamo arrivati al punto che per ovviare ad un no netto della Giunta su questo importante punto la maggioranza ha fatto un emendamento che, anche qui unico caso nella storia del Consiglio regionale, non sancisce scelte come dovrebbe fare una legge ma produce una sollecitazione alla Giunta per il futuro, quando le casse pubbliche lo consentiranno; mentre le casse lo consentono solo quando si decide di farlo”.

 

“Al di là del merito di questa oscena 'legge bandierina' – conclude Nevi - ieri si sono capite chiaramente diverse cose: la maggioranza non è minimamente autonoma dalla Giunta che spesso cancella (come ieri)  il lungo lavoro dei consiglieri; la presidenza del Consiglio è in balia dei tormenti interni al Pd e si piega ai ditkat che arrivano e quindi ha perso la sua funzione di garanzia dell’autonomia del Consiglio; i soldi pubblici continuano ad essere spesi male, sprecati in mille rivoli, pur di accontentare pezzi di coalizione, specie i più radicali; il lavoro di elaborazione in Commissione è inutile perché i consiglieri non riescono poi ad incidere fino in fondo. Stante questa grave situazione noi prendiamo atto e annuncio che ci comporteremo di conseguenza da qui in avanti”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 02/02/2011