GOVERNO: “PER I BANCHIERI TUTTO BENE, DISOCCUPAZIONE COLPA DELLO STATUTO DEI LAVORATORI” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) PUNTA IL DITO SULLE “GRAVI ESTERNAZIONI” DEL PREMIER MONTI


 

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) punta il dito contro il premier Monti e, in particolare “contro la sua esternazione in cui in pratica sostiene la disoccupazione, colpa dello statuto dei lavoratori”. Per Goracci, che si dice non sorpreso da questa affermazione, quanto detto è comunque “di una gravità e chiarezza esemplare e dovrebbe aiutarci a capire e leggere meglio quello che avviene in questo paese”. Definendo tutto ciò il “Monti-pensiero” e sottolineando come l'attuale presidente del Consiglio piaccia anche al “super rottamatore” Renzi, Goracci ricorda e sottolinea come lo Statuto dei lavoratori sia stata “una delle conquiste democratiche e di civiltà più importanti di questo paese” auspicando che “tutta la sinistra presente in Parlamento e fuori da esso converga su un programma minimo opposto al 'montismo' e alle politiche europee del Fiscal Compact”.

Data:

14 Set 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 14 settembre 2012 - “'Per i banchieri tutto bene: disoccupazione colpa dello statuto dei lavoratori'. L’esternazione del premier Monti di ieri, per me certamente non sorprendente, nella sua gravità è di una chiarezza esemplare e dovrebbe aiutarci a capire e leggere meglio quello che avviene in questo paese”. Lo scrive, in una nota, il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) evidenziando come “più o meno tutti i giornali oggi titolano: 'Meno lavoro, colpa dello Statuto dei lavoratori' così, il 'Monti pensiero' è ottimamente sintetizzato”.


 

Monti – rimarca Goracci -, che piace anche al super rottamatore Renzi, guida da quasi un anno il governo più 'vecchio' della storia repubblicana. Un Governo di 'straricchi' come non c’era mai stato (salvo l’irraggiungibile 'singolo' Berlusconi), che è stato capace di fare solo politiche recessive e tendenti a colpire lavoratori, pensionati, stato sociale, servizi, insomma il governo dei ricchi che attua un vero e proprio massacro sociale nei confronti dei più poveri e dei più deboli. E ieri si è aggiunta la chicca sullo statuto dei lavoratori che è stata una delle conquiste democratiche e di civiltà più importanti di questo paese. È stato approvato – ricorda - ed ha avuto il massimo splendore nel mentre cresceva l’occupazione a significare che non la bloccava affatto. Ora, dopo lo svuotamento del ministro Fornero, con la eliminazione di uno degli articoli simbolo, il 18, (e firmerò il quesito referendario per l’abolizione di quella legge), si va a rafforzare il 'Monti pensiero' dicendo che lo Statuto ha limitato i posti di lavoro. L’ha sparata talmente grossa, il Premier, che addirittura la Camusso, segretaria della CGIL, che ancora non ha avuto il coraggio di proclamare lo sciopero generale, è arrivata a dire che le parole di Monti sono 'eco del peggior liberismo e che il Governo non ha una sola idea per la crescita'. La Camusso – sottolinea Goracci -, non Che Guevara. Non mi stancherò mai di chiedere come fanno i sindacati, partiti che si dichiarano di sinistra e progressisti, a non reagire adeguatamente, non solo a queste dichiarazioni, ma alle politiche che ne conseguono”.


 

Per Goracci “è sempre più evidente che lo spartiacque delle prossime elezioni politiche, a parte le manfrine in corso, sarà su Monti e le sue politiche, con o senza di lui. Casini è per Monti dopo Monti, Bersani (che si è fatto 'veltroniano' sì, ma vedremo) dice che il Governo non lo scelgono i banchieri, ma intanto, di Monti in Parlamento, ha approvato tutto. Ognuno sceglie le politiche e le coerenze che vuole, ma noi dobbiamo provare a fare qualcosa in più. Tutta la sinistra plurale, larga, diffusa, presente in Parlamento e, soprattutto, fuori da esso, dai partiti ai sindacati, dai movimenti ai comitati di base, alla tanta gente che ancora crede che un minimo di uguaglianza sia un valore, converga su un programma minimo opposto al 'montismo' e alle politiche europee del Fiscal Compact, per il ripristino dei diritti rubati. Questo arcipelago potrebbe divenire la sorpresa politica in Italia, dare la sveglia e suonare una musica diversa. Per questo – conclude Goracci - la manifestazione 'No Monti day', alla quale aderirò, può avere un ruolo propulsivo importante”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 14/09/2012