GIUDICE DI PACE: “CON LA CANCELLAZIONE DELL'UFFICIO GUBBIO SEMPRE PIÙ SPOGLIATA” - GORACCI (CU) PUNTA IL DITO SUL GOVERNO, “MA ANCHE LA REGIONE NON HA CERTO FATTO BARRICATE”

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Cu) punta il dito sul Governo, senza tuttavia risparmiare critiche pure alla Regione (“non ha certo fatto barricate per difendere esigenze e istanze di questa parte dell'Umbria, troppo spesso 'Cenerentola' di varie situazioni”) per la chiusura dell'Ufficio di Gubbio del Giudice di Pace. Per Goracci, comunque, “rimane aperta una finestra e, conoscendo la serietà, la professionalità, la competenza, il 'peso politico' dell’onorevole Verini, voglio sperare che grazie al suo intervento nel decreto 'mille proroghe', Gubbio e l’Alto Chiascio possano mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace”.

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04 Dic 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 4 dicembre 2014 - “Il Governo Renzi ha chiuso l'Ufficio del Giudice di Pace nel nostro territorio, tra i più penalizzati e segnati da un atavico isolamento. È evidente in capo a chi stanno le maggiori responsabilità di tale atto, ma anche la Regione non ha certo fatto barricate per difendere esigenze e istanze di questa parte dell'Umbria, troppo spesso 'Cenerentola' di varie situazioni”. Lo scrive il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) ricordando di essere già intervenuto sull’argomento lo scorso 12 novembre, “all'indomani della pubblicazione del 'Decreto - Uffici del giudice di pace mantenuti', firmato dal ministro della Giustizia, che sanciva la cancellazione dell'Ufficio del Giudice di Pace nella Città dei Cinque Colli e a Gualdo Tadino, Assisi, Montefalco, Amelia, Narni”.

Per Goracci, comunque, “rimane aperta una finestra e, conoscendo la serietà, la professionalità, la competenza, il peso politico dell’onorevole Verini, voglio sperare che, grazie al suo intervento, nel decreto 'mille proroghe' possa continuare ad esserci, a Gubbio e nell’Alto Chiascio, l’Ufficio del Giudice di Pace, il cui venir meno costringerebbe centinaia e centinaia di residenti e professionisti della giustizia a recarsi a 50/60 km di distanza per sbrigare pratiche e contenziosi inerenti la loro attività. Aspettando con fiducia, non si può intanto non notare come chi 'guida' il Comune di Gubbio mostri, sul piano della concretezza e dell'operatività, in merito alle risposte che servono ai cittadini, limiti enormi che non favoriscono certo una comunità articolata, complessa, contraddittoria qual è quella eugubina”. Secondo Goracci, “non era certo impossibile mettere a disposizione del Tribunale una figura o due. In tal senso, si poteva approfittare anche dei contatti avviati nelle Commissioni provinciali competenti gli anni scorsi, quando con l'impegno dei consiglieri del territorio si coinvolsero vasti settori del mondo forense, con apprezzabili risultati finali. Assistiamo ad una pervicace copiatura dei due anni devastanti di Guerrini (il peggior sindaco della storia eugubina, mandato a casa dal suo stesso partito): minuti e minuti ogni sera sulla tv locale, pagine e pagine su quotidiani e periodici locali per descrivere tanta 'vendita di fumo', senza comportamenti e azioni di minimo coinvolgimento della cittadinanza e di rispetto per le sue legittime istanze, come nel caso dei lavori in una via importante come Via Perugina, dove per eseguire alcune opere pubbliche si sono tenuti e si stanno tenendo, di fatto, sotto sequestro residenti e attività commerciali, senza che occhi indiscreti, molto attivi in un periodo nel quale i cittadini venivano sistematicamente coinvolti e sentiti, vadano a vedere la situazione”.

“Si va avanti per slogan – rimarca Goracci -, per annunci, per frasi ad effetto e alla fine, invece che la buona politica, fatta di scelte anche coraggiose e dolorose, trionfano l'apparenza, lo stile da 'televendita', in linea con l'ondata renziana dominante, che anche a Gubbio, purtroppo, ha i suoi epigoni. Si dovrà capire, presto o tardi, che i minuti nell'etere e i fiumi di inchiostro che sulla carta stampata incensano l'Amministrazione a Gubbio, passato Belvedere non interessano a nessuno. Fuori dai confini comunali – conclude Orfeo Goracci - senza dare battaglia nell'interesse del territorio e dei suoi cittadini, per mantenere presidi, servizi, articolazioni istituzionali fondamentali, nessuno stende tappeti rossi per regalare quello che solo l'impegno e la lotta possono garantire”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 04/12/2014