(Acs) Perugia, 26 gennaio 2011 - “La tragedia della Shoà chiama in causa il nostro Paese assai più di altri. La vergogna delle leggi razziali e dei campo di concentramento italiani, della deportazione degli ebrei, ha riguardato proprio noi italiani, che da sempre ci consideriamo nonostante tutto 'brava gente' e purtroppo spesso non lo siamo”. Lo afferma il consigliere socialista Massimo Buconi, secondo cui “la Shoah, la pianificazione dello sterminio del popolo ebraico, rimane un evento centrale per comprendere la nostra storia, per rintracciarvi quelle tracce di odio e di manipolazione delle coscienze che spesso sono riscontrabili nelle vicende umane, anche se mai, fino ad ora, con così tanta, organizzata, disumanità”.
Per Buconi c'è “l'esigenza di tenere alta la guardia nei confronti di un antisemitismo che non si riesce ad estirpare nella mente di persone che non vogliono rinunciare ai peggiori pregiudizi e alla tentazione del capro espiatorio soprattutto nei momenti di massima difficoltà economica, come la storia insegna. Gli episodi di intolleranza nei confronti degli ebrei, infatti, continuano a essere numerosi in Europa e nella stessa Italia. E spesso, per via di un clima politico piuttosto grigio e che occupa anche i mezzi di comunicazione, sono celati nei maggiori organi di informazione. Ma la Giornata della Memoria – evidenzia il consigliere regionale - ci ricorda anche altri capri espiatori (come gli omosessuali, altre etnie minori e i portatori di handicap fisici e mentali) che furono perseguitati e internati, in nome di una violazione della cosiddetta normalità. Diversi passibili di violenza e assassinio, perseguitati senza che ciò sembrasse immorale, degno di condanna”.
“Nei tempi difficili che stiamo vivendo, e che forse ancor più duri saranno tra non molto per una crisi economica che si annuncia davvero grave – osserva Buconi - si vedono piuttosto chiari i segni di una rinnovata caccia al colpevole, indicato come causa di tutti i mali, a cui contribuiscono anche coloro che, invece, dovrebbero indirizzare gli animi e le menti verso propositi e progetti sensati ed eticamente retti. Anzi, forse proprio l'assenza di progetto, il vuoto delle idee e dei programmi, spinge tanti esponenti della politica a indicare un nemico invece che ad affrontare i problemi che abbiamo di fronte. Non smetteremo di vigilare affinché l'intolleranza verso la diversità, i pregiudizi sulla normalità, la sempre ricorrente ricerca del capro espiatorio non si traducano in violenza (morale, fisica, strutturale) contro chi è più debole, indifeso”.
Massimo Buconi conclude ricordando, “nella giornata della Memoria, la figura di un grande campione e di un grande uomo come Gino Bartali che seppe proprio in Umbria costruire il suo maggiore trionfo: fra il settembre 1943 e il giugno 1944 si sia adoperato in favore dei rifugiati ebrei, compiendo numerosi viaggi in bicicletta dalla stazione di Terontola-Cortona fino ad Assisi, trasportando documenti e foto tessera nascosti nei tubi del telaio della bicicletta affinché una stamperia segreta potesse falsificare i documenti necessari alla fuga di ebrei rifugiati, tanto che nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la medaglia d'oro al merito civile per aver salvato circa 800 cittadini ebrei”. RED/mp