FUSIONE COMUNI: SVOLGIMENTO REFERENDUM CONSULTIVI IN OGNI PERIODO – LA I COMMISSIONE APPROVA A MAGGIORANZA MODIFICHE A LEGGE REGIONALE. SARANNO DUE I QUESITI PER IL REFERENDUM DELL'ALTO ORVIETANO

Via libera della Prima Commissione (voto a maggioranza che ha visto contrari Dottorini-Idv, Stufara-PrcFds e Lignani Marchesani-Fd'I, favorevoli i commissari del Pd oltre a Nevi-FI) alle modifiche predisposte dalla Giunta  sulla legge  regionale che 'disciplina gli istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali'. Di fatto, i referendum consultivi per l'istituzione di nuovi Comuni, fusione di Comuni esistenti o modificazione delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali si potranno tenere in ogni periodo dell'anno, anche in prossimità di elezioni amministrative. In riferimento al referendum richiesto dai cinque Comuni dell'alto Orvietano, due i quesiti proposti: “Volete che venga istituito un nuovo Comune mediante la fusione dei Comuni  Fabro, Ficulle, Parrano, Montegabbione e Monteleone di Orvieto?; Volete che la Regione Umbria dia seguito al processo di fusione esclusivamente nei Comuni contigui dove l'esito referendario sia favorevole?”.

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03 Mar 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 3 marzo 2014 – I referendum consultivi per l'istituzione di nuovi Comuni, per la fusione di Comuni esistenti o per la modificazione delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali potranno tenersi in ogni periodo dell'anno. Via libera della Prima Commissione, presieduta da Oliviero Dottorini, alla modifica legislativa proposta dalla Giunta regionale relativamente alla legge '14/2010' concernente la 'disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali'. Sono stati cinque i voti favorevoli (Mariotti, Bottini, Barberini e Locchi-Pd, Nevi–FI), tre i contrari (Dottorini-Idv, Stufara-PrcFds, Lignani Marchesani-Fd'I). Per la relazione di maggioranza designato Renato Locchi (Pd), due invece i relatori di minoranza, Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) ed Oliviero Dottorini (Idv).

Approvato un emendamento di Luca Barberini-Pd e Massimo Buconi-Psi, con 5 voti favorevoli (Mariotti, Bottini, Barberini e Locchi-Pd, Nevi-FI), 1 astenuto (Dottorini-Idv) e 2 contrari (Stufara-PrcFds e Lignani Marchesani-Fd'I) che prevede, per la validità del referendum, il raggiungimento del quorum degli aventi diritto (50 per cento più uno) e per l'approvazione la maggioranza dei voti espressi.
Bocciati due emendamenti di Dottorini, il primo riguardava la possibilità di far rientrare, nella modifica sia referendum consultivi che abrogativi, in subordine (secondo emendamento) che venissero almeno compresi quelli consultivi. Sul primo si sono espressi favorevolmente lo stesso Dottorini e Stufara, astenuto Lignani Marchesani, voto contrario dei consiglieri Pd oltre a Nevi; in merito al secondo stesso esito del voto con Nevi che però si è astenuto.

Approvato, con 7 voti favorevoli (tutti i commissari della maggioranza oltre a Nevi) e 2 astenuti (Lignani Marchesani e Monni) un emendamento all'atto amministrativo della Giunta, proposto dall'assessore Paparelli, circa l'indizione del referendum in merito all'istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Fabro, Ficulle, Parrano, Montegabbione e Monteleone, che prevede due quesiti: “volete che venga istituito un nuovo Comune mediante la fusione dei Comuni  Fabro, Ficulle, Parrano, Montegabbione e Monteleone di Orvieto?; Volete che la Regione Umbria dia seguito al processo di fusione esclusivamente nei Comuni contigui dove l'esito referendario sia favorevole?”. Relatori in Aula saranno, per la maggioranza Renato Locchi (Pd), per la minoranza Andrea Lignani Marchesani (Fd'I).

Via libera all'unanimità ad un ordine del giorno presentato da Stufara che impegna politicamente l'Assemblea legislativa a rispettare il voto referendario nei singoli Comuni in questione “valutati come seggi a sé stanti, ed a procedere all'eventuale fusione solo di quei Comuni le cui popolazioni si siano dichiarate favorevoli ai quesiti e che risultino territorialmente contigui”. L'atto impegnerà quindi la Giunta regionale “ad adottare l'eventuale proposta di fusione conseguente e coerente con l'esito della consultazione referendaria”.
Il dibattito sviluppatosi nel corso della riunione è stato particolarmente articolato, con prese di posizione che sono andate oltre gli stessi schieramenti.
Il presidente della Commissione Oliviero Dottorini ha spiegato che il suo voto contrario all'atto della Giunta “non deve essere inteso come un'azione di contrasto verso l'espressione diretta dei cittadini dei cinque Comuni in questione. Al contrario il voto negativo sui miei emendamenti significa voler dare facoltà di indire un referendum ai Comuni e non anche direttamente ai cittadini. Nella nostra regione, la legislazione attuale rende di fatto impossibile l'espletamento dell'istituto referendario da parte dei cittadini. E questo è una vergogna. Sarei quasi tentato, provocatoriamente, di chiederne l'abrogazione”.
Renato Locchi, nell'annunciare il voto favorevole del suo gruppo, ha espresso “l'apprezzamento per  protagonismo messo in campo da questi piccoli cinque Comuni. L'auspicio è che questo virtuoso esempio possa essere seguito anche da altri Comuni umbri”. Per quanto riguarda invece la rivisitazione della legge regionale si è detto “disponibile a considerare in Aula alcune proposte emerse nei lavori di Commissione”.
Damiano Stufara ha giudicato alcuni passaggi e decisioni emerse nel corso della discussione “politicamente e giuridicamente gravi. Non condivido il testo legislativo. Ribadisco comunque che sulla vicenda specifica è giusto dare la parola ai cittadini. L'auspicio è che possa emergere in Aula una maggiore riflessione sugli emendamenti approvati ed in caso questo avvenisse valuterò nuovamente il mio voto”.
Andrea Lignani Marchesani: “è giusto che i cittadini possano esprimersi attraverso il referendum, rimango però contrario a questa procedura d'urgenza messa in atto per permettere l'effettuazione della consultazione prima delle elezioni amministrative. La fretta è del tutto immotivata visto che le 'amministrative' dovranno comunque svolgersi e a cui sarà legata una campagna elettorale assolutamente pleonastica, di delegittimazione dei sindaci e dei Consigli comunali. In questa fretta vedo motivazioni di carattere politico-partitico”.
Raffaele Nevi: “il mio voto sarà favorevole coerentemente con la volontà di consentire a queste popolazioni di essere protagoniste del loro futuro. Si tratta di territori che stanno vivendo oggettive difficoltà. Le fusioni sono fondamentali se volute chiaramente dai cittadini. E con questo atto viene garantito ai cittadini di poter decidere in tempi rapidi. È necessaria una riflessione maggiore in merito a referendum consultivi, sulla loro natura e svolgimento, tema più delicato è quello relativo ai referendum 'abrogativi'. AS/ 

Ultimo aggiornamento: 03/03/2014